IL GRANDE LUGLIO DELLE FESTE MEDIEVALI PALAZZUOLESIL’antica caccia a Palazzuolo
“Lepri, caprioli, porci selvatici, starne, fagiani” era la selvaggina esposta nel Mercato Medievale di Palazzuolo come apprendiamo dagli Statuti del 1406. E ancora il passo che dice: “gli Ufficiali non possino approvare alcuna troia, vacca o bestia morta da sé o lupata o infermata, per buona...” rivela la presenza dei lupi, mentre le cronache degli eremi vallombrosani della zona quella degli orsi.
Così i Palazzuolesi riebbero la loro ancestrale attività di Caccia libera, come ai tempi del cuneo longobardo, quando era ancora una attività propedeutica alla guerra. Per secoli a Palazzuolo, la Caccia, è stata elemento di unità culturale e mezzo di comunicazione sociale per persone di ogni ceto, età, credo politico e grado di istruzione. Ed era logico che così fosse in un territorio esteso, scarsamente popolato, tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione romane: via Emilia, via Faentina, via Flaminia Minore, con la popolazione dedicata direttamente o indirettamente ad attività rurali, a stretto contatto con l’ambiente, con la vita fortemente condizionata dall’andamento del clima, malattie delle piante, migrazioni avicole e transumanza. La Caccia è conoscenza profonda dell’ambiente, del clima, della meteorologia, dei venti, delle tecnologie di cattura, dell’addestramento dei cani, dell’allevamento dei richiami, delle armi, per questo ha riempito il tempo libero dalle fatiche dei campi di generazioni di Palazzuolesi e divenuta la cultura principale di un popolo appena lambito dalle grandi correnti di pensiero che nei secoli si sono avvicendate. Così ceti popolari esclusi dai libri, svilupparono una cultura venatoria che dava prestigio e considerazione sociale anche a chi non “nasceva”. Gli artigiani svilupparono una tecnologia raffinatissima nella costruzione di reti di cattura, roccoli, paretai, capanni e per opera di fabbri geniali si costruirono in casa anche armi da fuoco. Così come alla fine del ‘300 i Palazzuolesi costruivano, secondo gli Statuti “Quadrelli, spade, lance, gralde, spiedi, ronconi…..”. La Caccia scatenava delle competizioni che erano più importanti di qualsiasi altra cosa. Famosi sono i suoni di corno o gli spari con cui i cacciatori annunciavano da una valle all’altra il superamento delle cento prede avicole per scatenare l’invidia dei colleghi. Per questo la Caccia si unisce in modo direi fisiologico nelle Rievocazioni Medievali di Palazzuolo del 2002.
Appuntamento dunque, venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 luglio, e il successivo week end venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 a Palazzuolo sul Senio. Paola Cavini presidente dell’Oste Ghibellina
L'antica storia di Palazzuolo sul Senio
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| © il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2002 |


Nei
due ultimi fine settimana di luglio Palazzuolo tornerà medievale,
con le affascinanti rievocazioni storiche che ormai da alcuni
anni sono divenute per il Comune dell’Alto Mugello la principale
manifestazione, sempre più affollata e sempre apprezzata.
Come nelle edizioni precedenti di “Medioevo alla Corte degli
Ubaldini”, il Borgo Medievale sarà fatto rivivere giorno per
giorno con mestieri, fondachi, saltimbanchi e animazioni varie.
Quest’anno, nelle due domeniche, ben due Palii: uno EQUESTRE
corso dai cavalieri dei “Tredici Popoli” del territorio di
Palazzuolo che si sfideranno in gare di abilità a cavallo
ed il tradizionale “Palio della Campana” che si disputerà
fra Guelfi e Ghibellini a colpi
Tramontata
definitivamente la signoria feudale degli Ubaldini che ne
avevano l’esclusiva come padroni di tutto il territorio, la
Caccia divenne libera a tutti, anche a coloro che, per motivi
alimentari, l’avevano praticata di frodo come bracconieri
rischiando la vita se scoperti.