Un nuovo libro su Filippo Pananti
Il poeta mugellano fra i pirati
Sotto
il loggiato del Chiostro della Basilica di Santa Croce in Firenze,
Gianbattista Niccolini, dopo la morte del Pananti, grande
illuminista, scrittore mugellano, avvenuta il 14 settembre 1837 (era
nato a Ronta il 19 marzo 1766) scrisse: “- Scrittore di facile e
arguta penna –“. E la penna di Filippo Pananti
fu davvero copiosissima nella sua, per l’epoca, non breve vita.
Insomma uno dei più illustri figli che abbia avuto il nostro Mugello
fra ‘700 e ‘800. Paolo Ciampi, scrittore, giornalista di varri
quotidiani e periodici toscani, nonché grande appassionato
viaggiatore ed esploratore,ha dato alle stampe questo agile
volumetto nel ricordo appunto del Pananti. In un periodo particolare
della vita del poeta mugellano, quando cioè nel 1814, fu preso
prigioniero dai pirati sul lido di Algeri e condotto nelle orribili
galere sulla costa del paese arabo. Ed è proprio in questo contesto
che il Pananti scrisse un famoso libro intitolato “Avventure ed
Osservazioni sopra le coste di Barberia”, edito nel 1814 subito dopo
la liberazione, libro ripreso dal Ciampi e ripubblicato ai giorni
nostri poiché aveva entusiasmato, e non poco, lo scrittore
contemporaneo fiorentino. Effettivamente, come già scrisse Francesco
Niccolai nel 1914 (un secolo dopo): “Fu subito allora letto per il
brio e la piacevolezza del racconto“.
Una piccola appendice: il Ciampi ha tratto il suo libro dalla ristampa (1837) del libro originale. Noi abbiamo l’originale del 1814 trovato per caso ed acquistato in un bancarella a Dicomano e quando lo facemmo visionare durante la presentazione nella saletta comunale fu una bella e gradita sorpresa per tutti.
(Paolo Ciampi – “Il poeta e i pirati, le straordinarie avventure di Filippo Pananti, schiavo ad Algeri“- Edizioni Polistampa – pagg. 225 -Euro 12)
Aldo Giovannini
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 2006

