Link alla Homepage
Menu

La copertina di questo mese
La copertina di questo mese
Articoli
Società - Economia

MENTRE L'ACQUA MINERALE MUGELLANA 
SI BEVE IN TUTTO IL MONDO

Acqua Panna, 
tesoro mugellano a rischio

Mugello, terra di acque minerali: la Palina

Tempi non facili per la Sorgente Panna: da una parte si annunciano investimenti e assunzioni nello stabilimento mugellano, dall'altra, sui giornali, si leggono i dubbi sulla qualità delle acque minerali, e sulle carte progettuali della variante di valico è disegnato un tunnel che potrebbe danneggiare le sue sorgenti.

Una classe della scuola elementare di Borgo San Lorenzo in visita alla PannaCosì Marco Aiazzi, direttore dello stabilimento di Scarperia, è preoccupato ed ottimista insieme. Sulla qualità dell'Acqua Panna è pronto a mettere la mano sul fuoco. E ne ha gli elementi. "La nostra acqua -dice- viene venduta in 42 Paesi del mondo, e ciò significa adeguarsi alle regole e ai controlli di quei Paesi. Così, oltre a rigorosi controlli nazionali, il nostro prodotto negli USA è sotto esame continuo da parte della Federal Drug Administration, con un sistema di controlli raffinatissimo, che facciamo fare in Svizzera, alla ricerca di oltre 400 elementi indesiderati, inquinanti. E i controlli ci fanno stare più che tranquilli".

Lo stabilimento della PannaA far tenere gli occhi aperti agli americani è un altro fatto: oltre oceano non sono abituati alle acque naturali: là le acque in bottiglia sono tutte trattate e sterilizzate."Qualche tempo fa -nota Aiazzi- venne qui un giornalista del New York Times-. La domanda è una sola: Come fate ad imbottigliare l'acqua alla sorgente, senza alcun trattamento? E da buon americano, dopo aver bevuto la nostra acqua in stabilimento, esagerò perfino, scrivendo di aver provato il Nirvana..." Il segreto della Panna -ma l'elogio può essere tranquillamente esteso anche alla Palina-, di questa acqua "viva", e non "morta", uccisa da trattamenti fisico-chimici, è l'ambiente mugellano, senza inquinanti. "Abbiamo 1300 ettari di terreno, che controlliamo attraverso un'azienda agricola biologica; il bosco è condotto mediante le regole dello sviluppo sostenibile, per evitare ogni possibile infiltrazione. Dico di più: le acque del Mugello, comprese quelle potabili, sono di una qualità tale che si può star tranquilli."

Tranquilli, alla Panna, anche se verrà realizzato il tunnel sotto la Futa, necessario al raccordo di Firenzuola con l'autostrada? Non proprio. Aiazzi non fa polemiche, e neppure alza barricate, ma chiede la massima attenzione. Con una premessa preoccupata: "Le devastazioni di carattere ambientale del sottosuolo sono tali e tante che prima o poi saremo costretti a pentircene. Un'acqua minerale, per nascere, ha tempi lunghissimi. Un recente studio del CNR sulla nostra acqua ha dimostrato che da quando l'acqua entra nel terreno con le piogge, fino al momento in cui risgorga in superficie, trascorre un tempo da 15 fino a 30 anni, con un percorso, un filtraggio, un passaggio tra le rocce che la mineralizzano che non è certo riproducibile in laboratorio. Certo, non tutte le sorgenti sono così. Ma la nostra lo è. E se le interferenze dovute ai lavori di scavo modificassero i percorsi dell'acqua, o solo ne accelerassero la velocità, potrebbe cambiare tutto. Per l'acqua potabile può non essere un problema, ma per la minerale sì, in quanto cambierebbe la composizione; e questo potrebbe mettere in grave difficoltà la nostra azienda. Confido quindi che gli enti che richiedono il traforo e quelli chiamati ad approvare i progetti usino tutte le necessarie accortezze per decidere un percorso che eviti di intercettare le nostre sorgenti".

Che berrebbero altrimenti nei ristoranti italiani di gran classe, sparsi in tutto il mondo? Oggi infatti nei maggiori ristoranti di alto livello americani la Panna "piatta", quella naturale, è immancabile, e al tavolo la pagano 7 dollari, 14 mila lire a bottiglia. In Australia la importano insieme al Brunello; e bevono Panna, da tempo, nei paesi arabi, mentre è recente, ma assai incoraggiante, la conquista da parte della minerale mugellana, del Giappone -con i giapponesi grandi consumatori di acqua "piatta", ma privi di materia prima di qualità, tanto che l'acqua locale deve essere bollita e trattata-. E l'Acqua Panna vende bene in Inghilterra, Belgio, Ungheria -dove, prima di consentirne l'importazione, hanno messo sotto lungo esame laboratori e stabilimento-. Così, in questo momento, nello stabilimento di Panna lavorano 133 persone -con una sensibile crescita occupazionale- e si imbottiglia un milione di litri di acqua al giorno. "Può sembrare tanto -sottolinea Aiazzi-, ma è la stessa quantità che veniva prodotta dalla sola sorgente della Rocca, a Scarperia, prima che venisse distrutta dai lavori dell'alta velocità".

Così a Panna -che fa parte del gruppo Nestlè- si guarda con fiducia al futuro: "Quest'anno -annuncia Aiazzi- faremo un investimento da 10 miliardi -una cifra superiore ai nostri margini di guadagno-, per realizzare una nuova linea dedicata all'esportazione. Evidentemente la proprietà ci ha dato fiducia. Del resto, oltre che per l'alta qualità dell'acqua, per la tecnologia e l'igiene della produzione, risultiamo essere -in tutto il grande gruppo Nestlé- la migliore acqua minerale in assoluto. Fatturiamo 60-80 miliardi l'anno, con un indotto tra gli 80 e i 100 miliardi. Non sono i 400 miliardi che può portare la "bretellina" di Firenzuola, ma questa è un'azienda che da un secolo offre ricchezza e lavoro al territorio".

Paolo Guidotti


il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2001
Cerca in questo sito gli argomenti sul Mugello che ti interessano powered by FreeFind
Copyright © 2006 - Best viewed with explorer - webmaster Stefano Saporiti contatti: info@ilfilo.net, Tel. 333 3703408