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La copertina di questo mese
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Società - Economia

IL FILO DI PERLE - DICEMBRE 2002

Pensieri di Don Rodolfo Cinelli

Grazia e fedeltà

“Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto < la mia grazia rimane per sempre >
la tua fedeltà è fondata nei cieli.
Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo:
stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli.  (Salmo 89)

E’ ormai un anno che don Rodolfo ci ha lasciato, proprio poco prima della Solennità del Natale.
Vogliamo ricordarlo con le sue parole, un commento a questo salmo che egli scrisse nel Natale del 1978.


Grazia e fedeltà sono i motivi fondamentali del nostro rapporto con il Signore. Grazia è tutto ciò che è divino e tutto ciò che parte da Dio per essere deposto nell’uomo.

Che cosa hai, o uomo, che tu non abbia ricevuto?

Tutto quello che siamo ed abbiamo, dal pensiero al movimento del più piccolo muscolo, appartiene a Dio, è parte di Dio e, deposto nell’uomo, non ha cessato di appartenere a Dio.

Tutto ciò che è di Dio è grazia, è bellezza, è bontà, sa di cielo, sa di perfezione.

Sarebbe veramente inspiegabile se il sole, che sprigiona luce e calore, smorzasse tali effetti al momento del loro impatto col mondo e con gli uomini!

La Madonna è piena di grazia e la liturgia si presenta col bellissimo saluto: la grazia del Signore sia sempre con voi.

Questo significa che ciò che è avvenuto in Maria non è limitato a Lei, ma inizia con Lei per continuare in tutti noi: noi non siamo destinati a vivere in grazia, ma in pienezza di grazia.

Tra Dio e noi allora ci sarà una sostanziale comunione di beni, di doti, di finalità, di spazio, di infinito, di potenza, di sapienza, di vita:  noi e Lui, per la grazia, siamo una cosa sola nel tempo e nell’eternità.

Egli è e sarà sempre fedele: infatti la sua meta è cercare un trono per sé che lo renda credibilmente divino.

Il trono non è di legno pregiato, né d’oro, né di pietre preziose: è un trono vivo, che dica al mondo che Egli è il Dio dell’amore, della giustizia, del perdono, della generosità, che sia segno della Sua presenza che non accusa disagi e stanchezze ma è sempre presenza gioiosa e paziente.

Quel trono che ricorda al mondo che Egli c’è, ci ama e non si distacca né si distaccherà mai, pena la vanificazione della sua natura divina,  siamo noi.

Il trono che Dio ha giurato di dare al Figlio suo, che duri nei secoli, siamo proprio noi, la nostra anima debole e fragile, il nostro corpo destinato all’apparente scadimento, il  nostro carattere bislacco e mutevole, proprio noi che ci consideriamo tanto scarsi, Egli ha scelto come suo trono nei secoli.

Siamo certi che Egli è e sarà fedele fino in fondo alla sua promessa. Infatti Egli che è l’eterno Presente, ha creato il tempo per permetterci di provare e riprovare ancora finché non renderemo attuata questa sua promessa, mentre Egli con la sua mano ed il suo braccio forte allungato nel tempo per incoraggiarci e non arrestarci mai nella sfiducia, attende il compiersi dell’opera del suo misterioso eterno Presente.

Sono dunque in Dio, grazia e fedeltà : ma sono anche in noi: anzi, proprio  noi, suo trono, suo vanto, suo specchio, oggi camminiamo avanti avanti, per le vie del mondo, spargendo grazia e fedeltà e riconsacrando a Lui, sommo e perfettissimo Bene, uomini e cose.

Parola d’ordine di questo Natale, dunque: Grazia e fedeltà.


Pensieri per la notte di Natale

Nessuno in questa notte deve immergersi nel sonno, 
ma vegliare.

Ognuno di noi ha un appuntamento 
con questa notte nella storia. 
Abbiamo atteso questo evento che ci induce al silenzio, 
all'adorazione. Ogni parola di spiegazione o di approfondimento o di esegesi risulterebbe presuntuosa.

Dice l’Angelo: Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia che sarà di tutto il popolo.

Solo una gioia che è di tutti e di ognuno 
non desta timore e allarme.

Egli viene e con Lui, la gioia e la sicurezza.

Se lo vuoi ti è vicino; anche se non lo vuoi, ti è vicino.

Ti parla anche se tu non gli parli; se non l’ami, 
Egli ti ama ancora di più.

Se ti perdi, Egli viene a cercarti; 
se non sai camminare, ti porta.

Se sei povero, hai assicurato il Regno.

La vita nostra, quella terrena, con Lui incomincia ad assomigliare alla vita del Paradiso.

 

                                don Rodolfo Cinelli

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre2002
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