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La copertina di questo mese
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il filo di perle

IL FILO DI PERLE di Nicoletta Lapi

La lunga strada tra tenebre e luce

LA PASQUA INSANGUINATA

  “Sentinella, quanto resta della notte?” (Is. 21,11)

L’arcobaleno è fiorito alle finestre del mondo.

E’ stato un richiamo alla bellezza di questo giardino che gli uomini stanno trasformando in deserto.

E’ stato un disperato, inutile tentativo di fermare il temporale. Inutile davvero? Il temporale sta infuriando, ma nel cuore la speranza si rifiuta di spengersi. Forse (il “forse” nasce dalla tendenza al pessimismo, un ottimista direbbe “certo”) una nuova coscienza si è svegliata.

Un tempo la guerra generava, come oggi, sofferenza, disperazione, paura. Ma non c’era protesta.

Oggi invece c’è il coraggio di protestare, di gridare “no”, di cercare di fermare la macchina, anche se il tentativo assomiglia a quello di un topolino che cerca di fermare un elefante.

 Ma i fiduciosi ricordano che la goccia può scavare la pietra.

Tutto questo deve servire a far nascere una coscienza più profonda. Ho in mente una frase di Paolo VI (che cito a memoria e quindi non esattamente) :”Uomini, siate degni del dono divino della pace”.

Il punto è questo: esserne degni.  “Il fondamento della pace è innanzitutto nel cuore degli uomini” dice ancora Paolo VI.

E Cristo, che leggeva nei cuori, ha detto :”Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo, a contaminarlo…dal di dentro, infatti, cioè dal cuore degli uomini escono le intenzioni cattive.” (Mc.7,15 – 21)

Domandiamoci quanto rancore, quanta incapacità di perdono abbiamo nel cuore; quanta violenza, in parole ed azioni, nasce e cova dentro di noi. Prepariamoci ad una Pasqua di pace interiore.

Sono passati dei secoli dalla prima Pasqua che vide il sangue dell’agnello sugli stipiti delle porte e ancora oggi il sangue di tanti piccoli agnelli viene versato sulla faccia della terra.

Se Cristo non ci avesse detto :”Vi lascio la pace, vi do la mia pace” ci sentiremmo abbandonati nelle tenebre del Venerdì Santo.

Ma noi sappiamo aspettare la luce sfolgorante della Resurrezione e sventoleremo la pace nei nostri occhi, nei nostri gesti, nelle nostre parole.


“E ai suoi afflitti io pongo sulle labbra:  “Pace, pace ai lontani e ai vicini" dice il Signore “io li guarirò”. (Is. 57,19)

“Sta’ lontano dal male e fa’ il bene 

cerca la pace e continua a cercarla”. (Salmo 34,15)


“La pace che innanzitutto noi dobbiamo cercare, anche rispetto agli altri, è la pace del cuore, è quello stato d’animo di giustizia, di bontà, di serenità che ci rende rispettosi e benevoli verso tutti e toglie dal nostro animo quei sentimenti che interrompono la circolazione dell’amore del prossimo”.

(Paolo VI)

 


PREGHIERA

 “La tua pace mi circonda, Padre.

Ovunque vado, la Tua pace mi accompagna. Essa diffonde la sua luce su tutti coloro che incontro. La porto a coloro che sono afflitti, soli e spaventati.

Do’ la Tua pace a coloro che provano dolore o si affliggono per una perdita oppure pensano di essere privi di speranza e di felicità.

Padre, fa’ ch’io porti con me la Tua pace.

( Anonimo)

 
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2003
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