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IL FILO DI PERLE rubrica di Nicoletta Martiri Lapi

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SIGNORE:

C'è bisogno di ottimismo!

 

"Nell'agosto del 1964 l'editore americano Norman Cousins venne colpito da una malattia: il tessuto connettivo tra le sue ossa degenerava rapidamente. Dopo una settimana dalla comparsa dei primi sintomi, egli giaceva in ospedale, incapace di muovere gli arti e tormentato da dolori atroci. Gli era impossibile perfino dormire. Cousins, tuttavia, si rifiutò di credere che il male fosse incurabile come gli dicevano: sapeva che tali malattie erano spesso causate da una carenza delle ghiandole surrenali. Nel suo caso, l'infermità poteva forse derivare dallo stress fisico e mentale accumulato durante un faticosissimo viaggio nell'Unione Sovietica. Egli pensò che, se le emozioni negative producono alterazioni nocive nel corpo, forse le emozioni positive avrebbero scatenato mutamenti benefici. Se avesse potuto ribaltare il suo stato emotivo, forse sarebbe riuscito a ripristinare il funzionamento delle ghiandole surrenali. In seguito, il corpo si sarebbe curato da solo. L'allegria, decise Cousins, era la migliore medicina, e si mise perciò a guardare gli episodi più spassosi di un programma televisivo comico. "Ho fatto la felice scoperta", riferì in seguito, "che dieci minuti di risate genuine mi garantivano almeno due ore di sonno tranquillo". Successivamente si trasferì dall'ospedale in una stanza d'albergo, dove poteva godersi in pace le comiche e la lettura di opere umoristiche. Otto giorni dopo, il dolore era diminuito e il sonno si era fatto più sereno. Tre settimane più tardi, correva su una spiaggia e il processo di rigenerazione era cominciato nei tessuti della spina dorsale e delle articolazioni. Nel giro di pochi mesi, l'editore tornò al lavoro. Cousins è convinto che il rifiuto di cedere, abbinato alla cura della risata, sia stato essenziale per la sua guarigione. "

 

da Selezione D.R.D. Milano 1992

 


 

Il meglio finisce sempre per accadere, e l'avvenire è migliore di qualsiasi passato.

 

Teilhard De Chardin

 


 

Non è perché le cose sono difficili che non osiamo;

ma è perché non osiamo, che sono difficili.

 

Seneca

 


 

Gli irrecuperabili non esistono. Sono un'invenzione della nostra cattiva volontà.

Don Ciotti


 

Non esiste invalidità tanto grande da impedire ad un uomo di fare della sua vita la pietra, il sasso o il granello di sabbia di un edificio utile

 

Anonimo


Questa è la lezione che io ho appreso ad Auschwitz: quelli che hanno una visione del futuro, di un compito da realizzare, la speranza di potersi riunire un giorno con una persona amata, sono le persone che hanno la maggiore possibilità di salvarsi.

 

Victor Frankl


 

La nostra sorte non è fuori di noi,

ma è in noi e nella nostra volontà".

 

J. Grosse

 


 

L'uomo che canta sul lavoro, lavora meglio e vive più a lungo.

 

Anonimo

 


Preghiera di Tommaso Moro

 

Dammi, o Signore, una buona digestione

e anche qualcosa da digerire.

Dammi la salute del corpo, col buon umore necessario per mantenerla.

 

Dammi, o Signore. un'anima santa

che faccia tesoro di quello che è buono e puro,

affinché non si spaventi del peccato,

ma trovi alla tua presenza,

la via per metter di nuovo le cose a posto.

 

Dammi un'anima che non conosca la noia,

i brontolamenti, i sospiri e i lamenti,

e non permettere che io mi crucci

eccessivamente per quella cosa troppo evidente

che si chiama "io".

 

Dammi, o Signore, il senso del ridicolo.

 

Concedimi la grazia

di comprendere uno scherzo,

affinché conosca nella vita un po' di gioia

e possa farne parte anche agli altri.

 

Amen.

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio 2000

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