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IL FILO DI PERLE rubrica di Nicoletta Martiri Lapi

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RICERCA, SULLE STRADE DEL MONDO

Processione a Vespignano (Vicchio), anni '70. Foto di Mario CalzolaiCammina, cammina

Oggi, più che per lavoro, si cammina perché fa bene alla salute.

Si può camminare cantando, come facevano i soldati, per sentir meno la fatica, oppure guardando il paesaggio e fermandosi ogni tanto per raccogliere fiori; si può camminare senza accorgersene, con la testa immersa nei pensieri oppure fare ad ogni passo un esercizio di consapevolezza, impegnandosi a cogliere il momento presente.

I saggi e gli uomini religiosi di tutti i tempi hanno parlato del "cammino della vita", dando diverse - ma spesso simili - indicazioni sul modo migliore di percorrerlo. Ci sono perciò pellegrini ( col corpo o anche soltanto con l'anima) indù, buddisti, musulmani e cristiani.

La Chiesa cattolica, memore del cammino di Cristo, (non solo quello sulle strade della Palestina, ma quello attuale sulle strade di tutto il mondo) ha tre tipi di cammino concreto, fisico.

Il primo è quello breve che fa il giro dell'edificio sacro ed è la "Via Crucis"; il secondo fa il giro di alcune vie del paese o della città (ma simbolicamente le percorre tutte) ed è la processione; Processione a Olmi (Borgo San Lorenzo), anni '70. Foto di MARIO CALZOLAIil terzo, più lungo, è diretto ad importanti e significativi luoghi della fede ed è il pellegrinaggio.

Ognuno di essi intende provocare nell'intimo dei fedeli un cammino spirituale: vuole risvegliare energia e creare un forte desiderio di conversione e di testimonianza.

Per dare uno scossone alla generale apatia , sono nate poi le marce "laiche", soprattutto quelle che chiedono la pace e spesso vedono camminare, fianco a fianco, atei e credenti.

Da un recente libro intitolato "Preghiere per guarire" a cura di Maggie Oman -Ed. Armenia ho scelto a caso due modi di camminare, che testimoniano due concezioni molto diverse del viaggio sulla terra: ci sarà chi si riconosce in Jacob e chi in San Patrizio.


"Jacob, dove trovi la forza per continuare a vivere?"

"Spesso la vita è difficile solo perché tentiamo di forzarne il corso " disse Jacob. "Ma io trovo forza nella cenere."

"Nella cenere?" chiese Gold.

"Sì" disse Jacob. "Vede, signor Gold, ognuno di noi è solo, immerso nella grande oscurità della nostra ignoranza. E ognuno è in viaggio. Durante il viaggio dobbiamo chinarci ed accendere un fuoco per la notte, il calore e il cibo, ma quando le nostre dita raspano il terreno, nella speranza di trovare il carbone di un altro fuoco, spesso trovano soltanto cenere. E questa cenere, che non ci darà luce o calore, può sembrare triste, ma è anche una testimonianza. Poiché la cenere racconta di un altro che, solo, nella notte, si è chinato per accendere un fuoco, di un altro che ha proseguito.

Talvolta, questo può bastare."

NOAH BEN SHEA


Sono queste le mie certezze:

la potenza di Dio è mia guida,

la forza di Dio è mio sostegno,

la saggezza di Dio è mia maestra,

l'occhio di Dio veglia su di me,

l'orecchio di Dio che mi ascolta,

la parola di Dio che mi da' voce,

la mano di Dio che mi protegge

il cammino di Dio da percorrere

la scudo di Dio che mi offre riparo

Cristo con me, Cristo innanzi a me

Cristo dietro di me e Cristo in me

Cristo alla mia destra, Cristo alla mia sinistra

Cristo nel cuore di ogni uomo che pensa a me

Cristo sulle labbra di ogni uomo che si rivolge a me

Cristo in ogni occhio che mi guarda

Cristo in ogni orecchio che mi ascolta.

SAN PATRIZIO

Le foto sono di Mario Calzolai

il filo, maggio 1998
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