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La copertina di questo mese
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DIALOGO TERRA-CIELO

PERCHE' SIGNORE...?

11 settembre 2001, terrore a New York“Signore, sono arrabbiata con Te: perché permetti che esistano ragazzi che si suicidano per uccidere migliaia di persone? Perché permetti la morte innocente e improvvisa? O perlomeno, perché sembri così assente? La data di così atroce strage era scritta nel datario della (Tua) storia? Perché la guerra? perché di nuovo bombe e morte ed odio? Perché è così difficile distinguere la resistenza al male, dall’odio? Puoi rispondermi che esiste il mistero del Male che attraversa e attraverserà la storia dell’uomo fino alla fine dei tempi.  Ma io mi sento sbalestrata e triste: la mia vita è cambiata, sento il dovere di sperare, di sorridere, ma non ci riesco più! Scruto i volti dei fratelli che incontro per scorgere tracce di serenità, di perseveranza nella difficile arte dell’accoglienza del diverso; ma sento parole di vendetta e di repressione. Un mare di immagini, di commenti, di notizie, di racconti mi inonda ogni giorno; io annaspo in questo mare tempestoso alla ricerca di una verità: sono angosciata dal dolore per i morti e per il pianto e l’insicurezza dei vivi.

Sento profondamente la difficoltà di coniugare giustizia e lotta al Male del terrorismo.

La mia vita è stata sconvolta e grido: fa’, o Signore, che il mio sguardo non si allontani dal Tuo Volto paterno e misericordioso.”

Andreina Del Puglia – Borgo San Lorenzo

“Cara Andreina,

mi dispiace che tu sia arrabbiata con me; mi dispiace per te perché , se provi rabbia, sei tu che ci rimetti. Io ci ho fatto il callo, dato che – ad ogni secondo – ci sono sulla terra milioni di creature come te, che protestano e mi bersagliano con i loro “perché”.  Anche il mio Figlio prediletto, stretto nell’angoscia umana, si è sentito abbandonato e mi ha chiesto “Perché” , ma poi ha chinato il capo.

E’ vero, sorella Morte miete qua e là e sembra farlo a casaccio: quando colpisce i “cattivi”, gli uomini l’approvano; quando colpisce i “buoni”, tutti s’indignano. Se ne potrebbe dedurre che morire vien considerato un castigo e vivere, un premio. Ma questo fa parte del mistero che non è ancora concesso di capire: la vista degli umani è corta perché non gli sono ancora spuntati gli “occhi celesti”.

Non ti lasciar travolgere dal pessimismo e dall’allarmismo con cui ti bombardano ogni giorno i mezzi di comunicazione: la verità non ti arriverà da quella parte. Attaccati alla parola di mio Figlio che ti ha assicurato che Io sono un Padre che non da’ serpenti al posto dei pesci e si preoccupa di ogni tuo capello. Non hai molte scelte: ti devi fidare. Ricorda di abbandonare la logica: credere significa pensare che quando tutto sembra andar male, è l’ora della speranza. Lascia stare il male e concentrati invece sul Bene. Quel Bene che non fa rumore, ma si rimbocca le maniche e lavora concretamente. Sul Bene che è dentro di te e che hai il compito di far crescere sempre di più fino a che diventi una fontana di Bene per gli altri. Se chiedi di vedere il mio volto, ti rispondo mostrandoti il volto sofferente dei tuoi fratelli. Se chiedi cosa sto facendo, ti rispondo che sono nei piedi che corrono in aiuto, nelle mani che soccorrono ed accolgono, nei piccoli gesti di amore verso chi ha bisogno.

E riprendi il tuo sorriso, ti prego, perché è un regalo prezioso che tutti si aspettano da te.

Tuo Padre 
(che è in cielo, in terra e in ogni luogo)

il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2001
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