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La copertina di questo mese
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Articoli
IL FILO DI PERLE

Pensieri di don Rodolfo Cinelli
Parole di speranza e di fede

Il “Filo di perle” ospita i pensieri di uomini di epoche, luoghi, culture e fedi diverse, sempre allo scopo di dire “coraggio” agli sfiduciati, ai depressi, a coloro che soffrono per mille motivi, spesso in segreto.

Questo numero ospita – per ricordarlo nel secondo anniversario della sua “partenza “ da noi – alcuni pensieri di don Rodolfo Cinelli, che hanno lo stesso scopo: dire a tutti “coraggio, Dio non è un’idea vaga e lontana ma una presenza forte e consolante dentro ognuno di noi”.

 

CRISTO

Attraverso i secoli Cristo ci domanda:”E voi chi dite che io sia?” Chi sa rispondere? Tutti coloro che gli vanno dietro sapendo che seguire Cristo non è comodo e pure non si tirano indietro e lo annunciano.

Come?  Non posso parlare allo sfiduciato senza aver penetrato la sua sofferenza; non posso parlare al povero senza avere penetrato la sua pena.

VOLONTARIATO

Si prenda il buon Samaritano a simbolo del volontariato: liberamente si china sul malcapitato, con amore lo cura e con la massima attenzione assicura l’assistenza anche durante la sua assenza che, per tale attenzione, diventa assenza-presenza. E paga di persona. Questo si chiama “Volontariato dell’amore”: nasce dal vangelo e quindi da Cristo e si depone nel cuore del credente. Amorosa attenzione; generosa presenza; costante preghiera: sono gli elementi essenziali del vero, autentico volontariato.

FEDE

La tua fede non nasce dal vedere le persone buone fare i miracoli, le folle attorno al Papa o che riempiono la chiesa del tuo paese, ma dall’essere penetrato dallo Spirito di Dio Trinità.

La fede, non la puoi perdere per gli scandali dei credenti, per il silenzio di Dio, per il dilagare dell’ingiustizia e della mania di far denaro senza fatica, per le tremende invenzioni di distruzione, ma se non la coltivi con l’ascolto della parola di Dio, se hai avversione alla preghiera, se trascuri, rifiuti e disprezzi i fratelli.

La fede è come una piantina delicata: se la coltivi dà fiori e frutti; se non la coltivi appassisce e può anche morire.

PREGHIERA

Pregare è amare Dio prima di ogni cosa e dentro ogni cosa, credere e operare la Sua Parola, vivere nella sua amicizia, parlare poco ed ascoltare molto, proteggere e salvare in comunione con il Redentore, diventare più che ottenere, respirare il respiro gioioso di Dio, giocare con Lui, bisticciare con Lui, vederLo attraverso le piaghe di un malato, i rifiuti di un fratello che non ti vuole e che non pensa come te, il disprezzo di chi non ti accetta o ti vede di malocchio; pregare è avvertire una presenza amica che ti sorregge nel tuo soffrire, sparire dalla considerazione degli uomini; pregare è cantare, correre, peccare, sperare, dormire, mangiare, ammalarsi, morire e risorgere. Tutto è preghiera.

VITA E MORTE

“Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede..”

Ho finito di combattere, sono arrivato alla fine della strada: come sarà dopo? ritroverò i miei cari? Ci rivedremo? Potremo tenerci ancora per mano?

Il problema che viene posto a Gesù è da persone che non credono alla resurrezione, che credono solo in uno schema umano. Il nostro destino del dopo, quella corona di gloria, non è altro che lo stesso di Gesù: là dove sarò io, sarete anche voi. Gesù sarà sempre lui, ma diverso; noi saremo noi, ma diversi; il nostro corpo sarà il nostro corpo, ma diverso; l’amore per i nostri cari sarà amore, ma diverso; la vita sarà vita, ma diversa perché non potrà più morire.

Viviamo già oggi da risorti. Viviamo l’oggi ma con lo sguardo oltre. Al Dio della vita.

 

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2003

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