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Politica

PARLANO I SEGRETARI MUGELLANI DI PPI E FORZA ITALIA

Basta con i candidati 
calati dall'alto

ELEZIONI O NOMINE??

Ci avevano raccontato che avremmo contato di più. Che sarebbero finiti i giochi dei partiti. Che i candidati sarebbero stati maggiormente legati al territorio. Balle. Il menù che anche stavolta ci viene offerto, per le prossime elezioni politiche del 13 maggio, è cosa ben diversa. E peggiore.

Tanto che non sappiamo se debba prevalere l'indignazione o lo sconforto rassegnato. Perché si è in una situazione nella quale il voto -almeno qui da noi- è percepito come atto inutile.

Da una parte l'Ulivo sa bene -lo dimostrano le esperienze precedenti, nelle quali la coalizione di centrosinistra, chiunque candidasse, ha sempre incassato la maggioranza dei consensi- di avere la vittoria in tasca. E questo fa del collegio del Mugello un territorio "riservato", in mano alle segreterie dei partiti, che a Roma decidono chi si merita un seggio sicuro. Dall'altra c'è la Casa della Libertà, che sa altrettanto bene che in Mugello non c'è gara, e allora finisce per candidare chi capita, per onor di firma.

C'è di più: i parlamentari eletti in Mugello non hanno certo entusiasmato. E' già esperienza collaudata qui da noi l'aver eletto senza batter ciglio candidati privi di ogni legame con questa terra: presi i voti e scranno parlamentare, tanti saluti. Per questo appare perfino incredibile che si abbia la faccia tosta di chiedere ai mugellani di fare il bis. Nomi e cognomi: Marco Rizzo, candidato dell'Ulivo, fu eletto già la volta scorsa. Ed anche i più fedeli diessini, i più sfegatati ulivisti, in questi anni si sono apertamente lamentati della totale assenza del parlamentare "mugellano", testa d'uovo dei Comunisti Italiani, che dei problemi del Mugello si è occupato come avrebbe potuto farlo un parlamentare marchigiano. Si sono lamentati, ma poi, ora, che hanno fatto? Lo ripropongono, pari pari, ai mugellani. Sicuri -e c'è da temere che abbiano ragione- che alla fine a Rizzo non mancherà un voto, e che verrà dunque tranquillamente rieletto.

Francamente, crediamo che sul piano elettorale si stia davvero toccando il fondo. E c'è da sentirsi presi in giro. Che fare allora?

Accettare in modo rassegnato questo gioco è pericoloso. Perché se non ci sarà mai un altolà chiaro da parte degli elettori mugellani, si continuerà imperterriti. Certo non è facile. Perché davanti a tanta supponenza, viene il dubbio che alla fine anche un calo di voti, un aumento di schede bianche, una crescita dei candidati concorrenti, finirebbe per essere comunque archiviata con un'alzata di spalle.

Ma un segnale va dato. Cercando -diremmo- di usare il nostro voto in modo più flessibile. Smettendo di votare per partito preso. Del resto è questo l'unico strumento che abbiamo in mano per farci sentire. Un voto più consapevole e libero, nel nostro piccolo, finisce per essere un contributo alla difesa della democrazia..

Paolo Guidotti

 

P.S.: Ci si chiederà perché la riflessione è tutta incentrata sul candidato della sinistra. Non c'è alcun pregiudizio. Ma qui non vogliamo prendere in giro nessuno con finte "par condicio". Dalle nostre parti uno dei problemi è quello di una "fedeltà elettorale" a prova di bomba: si parla infatti, per i collegi mugellani, sia Camera che Senato, di collegi "blindati", feudo della sinistra, che quindi può permettersi di candidare chiunque. Abbiamo perfino assistito allo spettacolo di un candidato, quello per il Senato, l'ex-ministro Berlinguer, che già aveva preparato i primi appuntamenti in Mugello della campagna elettorale, ed era già venuto ad incontrare i sindaci diessini della zona, per poi apprendere, da un giorno all'altro, di essere stato "spostato" nel collegio di Pisa. Mentre al Mugello è stato assegnata la ds Vittoria Franco. Comunque sia, anche lei è tranquilla e ha già preparato le valigie per il Senato. Non siamo forse un collegio blindato?

Il disagio è sempre più forte. E lo riconoscono ormai anche gli "addetti ai lavori". Il voto, tra collegi "blindati", candidati "esteri" catapultati dalle varie segreterie dei partiti, è divenuto per molti un esercizio imbarazzante.

Non lo nasconde Alberto De Paola, segretario mugellano dei popolari, che mette sotto accusa il sistema elettorale vigente: "Ci avevano detto che col maggioritario sarebbero diminuiti i partiti, e invece i partiti sono diventati 50. Ci avevano detto che i candidati sarebbero stati maggiormente legati al territorio, è invece è accaduto tutto il contrario. L'unico risultato è che la gente non va più a votare, o ci va assai meno di prima. Per il bene della democrazia, è necessario tornare a un sistema elettorale diverso, più tendente al proporzionale. Anche se vi è un'altra difficoltà crescente: diviene sempre più difficile interpretare i bisogni della gente, forse perché la gente ha sempre meno bisogni veri da soddisfare: cresce lo stato di benessere, ed ognuno vive nella propria dimensione. A ben pensarci ciò rischia di far naufragare il concetto stesso di politica."

De Paola, per le difficoltà date dal sistema elettorale, ha un sospetto: "Temo che questa situazione a qualcuno faccia perfino comodo. In questo modo si crea l'elite, i super-esperti di politica, e questo non deve accadere".

Che il calo della partecipazione e dell'interesse verso la politica sia un grave rischio lo pensa anche Carlo Incagli, segretario di Forza Italia in Mugello: "Si pensa che bastino i sondaggi, per capire i problemi dei cittadini, dando alle persone l'idea che non è importante la loro partecipazione alla vita politica del paese e delle istituzione, ma che sia sufficiente recarsi alle urne per esprimere un consenso. E i risultati negativi si vedono: i partiti tutti, di sinistra, di centro, di destra, tendono a saltare processi democratici della formazione delle proposte, e la politica è sempre più verticistica, il leader decide, e il partito si accoda". Incagli vede una soluzione: "Alla fine dovremo per forza tornare a una politica basata su valori, più che sugli slogan: perché i principi si affermano, mentre i valori si testimoniano. E una politica semplificata, legata solo agli interessi, finisce per esplodere."

Ma torniamo alle candidature mugellane. Anche Incagli è a disagio? "Non mi risulta che i cittadini abbiano partecipato in alcun modo alla scelta dei candidati: la democrazia è mortificata, e circoli e combriccole la fanno da padroni. Certo, dal nostro punto di vista, i candidati del centro-destra hanno un vantaggio: quello di essere candidati legati al territorio. E se venisse eletto il nostro candidato il Mugello ne avrebbe sicuramente maggiori vantaggi, perché la zona potrebbe essere finalmente rappresentata. Ma sappiamo anche che non sarà così: i collegi mugellani, per Camera e Senato, sono "blindati", a "sicuro" vantaggio della sinistra. Ed è perfino paradossale che una zona come il Mugello, dove la sinistra ha sempre prevalso, non abbia mai saputo esprimere propri rappresentanti con radici in zona, e abbia sempre dovuto subire la sorte di essere terra che vota in modo fedele candidati proposti da Roma. Anche stavolta è andata così."

Il segretario dei Popolari De Paola, da parte sua, è preoccupato (e sotto sotto, forse, perfino arrabbiato): "Quale sarà la reazione della gente di fronte a queste candidature paracadutate? Temo l'indifferenza, un sentimento diffuso in tanti di noi. Per le candidature dell'Ulivo, anche in Mugello, si è vissuto purtroppo un'aria di oligarchia: pochi "eletti" hanno deciso per tutti. Anche per questo riaffermo la necessità di trovare un sistema diverso. Voglio dirlo: prima chi votava PCI o DC o PSI, poteva scegliere le persone. Paradossalmente oggi questo non è possibile."

E De Paola invita a dare un segnale anche con il voto. Ci potrebbero davvero essere spostamenti di voti, magari sui candidati outsider, cosa che finora mai è accaduta? Il segretario del PPI non lo esclude, e sembra quasi accarezzarne l'idea: "Ci sta. E potrebbe essere un buon segnale, contro un sistema elettorale non più condivisibile. Un segnale comunque va dato. Ma andando a votare, non certo rimanendo a casa". © il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile-maggio 2001

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