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Società
politica locale
 ELEZIONI COMUNALI SENZA SORPRESE?

Sindaci, tutto o quasi come prima

Nel 1999 si voterà per il rinnovo dei consigli comunali e l'elezione dei sindaci -che restano in carica 4 anni-, anche se ancora non si sa se le elezioni saranno fissate per la prossima primavera oppure posticipate all'autunno. Ma le macchine dei partiti sono già in moto, anche se rispetto al passato, almeno per adesso, i motori della politica locale vanno a bassi giri. Manca infatti in gran parte, e salvo sorprese clamorose, il sale della suspence: risultano infatti scontate le conferme delle alleanze di maggioranza, ed essendo queste numericamente "blindate" non vi saranno grandi dubbi su chi verrà eletto.

Sindaci, molte conferme, qualche novità

Se in alcuni comuni è ancora possibile il toto-sindaco, è perché i Democratici di Sinistra devono trovare un nuovo candidato: è il caso di Barberino di Mugello, dove l'attuale sindaco, Paolo Cocchi, ha già deciso da tempo di mollare. Politico abile e apprezzato, più contestato invece come amministratore, Cocchi, che siede nella segreteria regionale dei D.S., dovrebbe trovare un ruolo più alto; c'è chi lo pronostica a Roma, chi lo vede già in consiglio regionale.

Chi sostituirà Cocchi? I diessini hanno già promosso un sondaggio -con schede inviate a tutti gli iscritti del pds barberinese- e un incontro di partito, dove non sono mancate aspre critiche all'attuale giunta (soprattutto quella di essersi mossi, sindaco e giunta, con un'autonomia eccessiva). E se ancora sui nomi tra i dirigenti si è molto abbottonati, le ipotesi più accreditate sono quelle di Cristina Baldini, attuale assessore alle finanze, di Giampiero Luchi, ex-vicesindaco ed attuale segretario dei DS, e circola pure il nome di Sandro Borsotti, assessore alla cultura. Il PPI barberinese, da parte sua, non ha molto gradito questa partenza "solitaria" da parte del suo maggiore alleato: avrebbe infatti preferito che di candidature avesse discusso l'Ulivo nel suo complesso, per non essere costretti ad un "prendere o lasciare".

 

Anche a San Piero a Sieve esiste un margine di incertezza, perché Mauro Dugheri, l'attuale sindaco, non ha ancora fatto sapere se intende ricandidarsi: da questa scelta dipenderà anche la possibilità di veder nascere pure a San Piero l'alleanza tra sinistra e PPI, attualmente all'opposizione. Senza Dugheri l'accordo dovrebbe essere più facile.margheri.JPG (5652 byte)

 

Non ci sono dubbi invece per Borgo San Lorenzo, dove Antonio Margheri (nella foto)

è già pronto a fare il bis: la sua coalizione regge, i dissensi e le fronde all'interno del suo partito non hanno avuto successo, e può darsi che egli possa contar di avere l'elezione al primo turno già in tasca, se andrà in porto l'accordo anche con Rifondazione Comunista. Qualche dubbio in verità c'era stato, e nei corridoi della politica si ipotizzava una sua sostituzione. Una parte dei DS avrebbe voluto un candidato diverso da Margheri, giudicato poco incisivo e decisionista, e soprattutto un po' troppo autonomo dal partito; e per qualche settimana sembrava prendesse quota la candidatura di Sandra Maggi. Poi però ha prevalso la realistica considerazione che non riconfermare Margheri avrebbe assunto il significato di un fallimento dell'attuale amministrazione. E così i fautori della sostituzione hanno dovuto far buon viso a cattivo gioco.

Giochi fatti, pare, anche a Vicchio, dove l'attuale sindaco Alessandro Bolognesi si dice intenzionato a fare il tris: e almeno per adesso, anche se la realtà politica di Vicchio, per le iniziative dell'associazione "Aperta-mente", è stata la più turbolenta, non sembrano avanzarsi nuove candidature.

Tutto confermato è sicuramente a Firenzuola: il sindaco Renzo Mascherini, diessino, si informa curioso delle consultazioni avviate a Barberino e poi sorride: "A Firenzuola -scherza- di queste iniziative non ce n'è bisogno, visto che mi ricandido io".

Infine i più tranquilli, quelli di Scarperia: qui il sindaco Marchi può attendere a decidere il da farsi, visto che a Scarperia le elezioni comunali sono slittate di un anno rispetto al turno che riguarda tutti gli altri comuni mugellani.

Il nodo Rifondazione

Se per le candidature a primo cittadino tutto potrebbe filare liscio, qualche problema anche in Mugello potrebbe nascere invece nella formazione delle nuove maggioranze. Se tra Democratici di Sinistra e PPI ormai il matrimonio sembra saldo, tanto che quest'ultimo -salvo a Barberino- non ha granché eccepito neppure alle aperture del suo maggiore alleato nei confronti di Rifondazione Comunista, potrebbe essere proprio Rifondazione un elemento di "movimento" nella formazione delle giunte. Un po' dappertutto -nei comuni dove Rifondazione era all'opposizione- i DS hanno teso la mano e si sono detti interessati all'allargamento della maggioranza (anche se ora sono tutti da verificare i contraccolpi dovuti ai veleni della crisi di governo): e per far loro posto nelle giunte, è probabile che tocchi ai popolari cedere qualche quota, se si vorrà rispettare il peso elettorale di ciascuno.

© il filo, ottobre 1998

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