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Società - Politica
Curiosando tra i risultati elettorali in Mugello

Cosa c'è nell'urna

Il voto del 27 marzo 1994 anche in Mugello e in Val di Sieve non ha fatto eccezione: le tendenze nazionali sono state pienamente confermate dalle urne mugellane, poco o niente influenzate da situazioni locali.

UNINOMINALE, PROGRESSISTI VINCITORI PREDESTINATI

Tutto secondo copione, o quasi, nella lotta uninominale per la Camera e il Senato. Nel collegio 6, quello del Mugello-Fiesole-Val di Sieve-Firenze Coverciano, non ha avuto problemi la pidiessina Francesca Chiavacci, che ha riportato il 57.4% dei voti. Al secondo posto si è piazzato il leghista Andrea Torti (candidato anche per Forza Italia e CCD) con il 17.4%, che ha superato il popolare Passaleva (16.6%) per 650 voti. Maglia "nera" dell'ultimo arrivato per il borghigiano Pucci Cipriani, candidato di Alleanza Nazionale, che ha riportato un buon 8.5%.
Sempre per la Camera nel collegio 5 di Barberino Mugello, Vaglia, Campi e Sesto ha prevalso con ben il 62% dei consensi il progressista Pino Arlacchi, mentre secondo si è piazzato il pattista Denis Verdini con il 16.6%, seguito da Ramponi (AN) con il 14.8% e dal pannelliano Gatteschi (6.6%).
Risultato scontato anche per il Senato, dove è risultato eletto per i progressisti il verde Enrico Falqui, con il 57% dei voti. Secondo arrivato il popolare Paolo Paoletti con il 16%, che ha superato Rolando Chiggio (13.6) di Forza Italia.

UN VOTO ANCORA IDEOLOGICO

La novità dell'uninominale, ovvero la preminenza data dal nuovo sistema elettorale alla persona del candidato non è stata affatto recepita dagli elettori. Lo dimostra il fatto che nella nostra zona ha ricevuto più voti -e questa per noi è stata forse la maggiore sorpresa- il candidato di Lega-Forza Italia Andrea Torti rispetto a quello del Patto per l'Italia Angelo Passaleva: Torti è stato premiato dagli elettori nonostante abbia disertato ogni confronto tra i candidati, sia fuggito da tutti i dibattiti, e si sia diffusa la notizia dei suoi trascorsi con la giustizia (sei condanne penali). La stessa vincitrice, la pidiessina Francesca Chiavacci, non era molto gradita tra i "progressisti" mugellani, ma alla fine i voti le sono arrivati lo stesso.

BERLUSCONI MUGELLANO

Un partito senza militanti, e senza organizzazione locale, ha ottenuto ovunque, escluso San Godenzo, oltre il 10% dei voti. A Borgo San Lorenzo Forza Italia ha toccato il 12.8%, a Barberino il 12.9, a Scarperia il 13.9%. Ancor più travolgente l'esordio politico del Biscione in Alto Mugello, a Firenzuola dove ottiene il 16.4% e a Marradi, dove raggiunge il tetto massimo, con il 16.8%. A riempire le urne di Berlusconi sono soprattutto voti ex-socialisti, ex-democristiani e laici.

C'ERA UNA VOLTA IL PSI...

In Mugello i socialisti erano realtà politica di primo piano e in qualche caso, come a Vicchio, erano il secondo partito più grande, superando anche la DC. Ora il PSI raggiunge a malapena percentuali un tempo appannaggio dei partitini laici: 2,7% a Borgo, dove aveva il 15.8, 4.1 a Dicomano, dove aveva il 18.1, 2.6% a San Piero, dove aveva il 19.5%. A Barberino, roccaforte dell'ex-deputato Riccardo Nencini il PSI perde il 14,6%, toccando il 2.7, mentre a Scarperia passa dal 20.5 al 5.1 e a Vicchio dal 20.6 al 4.5%.

PPI, PIU' PICCOLO DELLA DC

Per il Partito Popolare non è confrontabile il dato delle politiche del 1992: la DC infatti da allora ha perso diversi pezzi, prima Segni, poi il CCD (Centro Cristiano Democratico): se quest'ultimo è salito sul carro di Forza Italia, Segni è tornato alleato col PPI, ma anche sommando i voti riportati dai due gruppi, il calo coi voti dc di due anni fa è costante, anche se l'emorragia non è clamorosa come per il PSI.

Il rapporto-voti tra PPI e Patto Segni è variabile: a Borgo il Partito Popolare ha raggiunto l'11.3% e Segni il 5%, a Scarperia rispettivamente il 10.8 e il 4.1, a Marradi il 21.3 il PPI e il 4% Segni, a Vaglia il 6.7% i popolari e il 5.2% il Patto Segni.
Sommando i due gruppi il calo rispetto alla DC di due anni fa oscilla tra il -3.3% di Borgo, il -3.6 di San Piero, il -3.7 di Scarperia e Vicchio, il -4.1 di Barberino, il -4.3 di Pontassieve, al -7% di Palazzuolo, -7.6% di Rufina, -11.4 di Firenzuola, -11.4% di Londa.

MUGELLO NERO

In elezioni assai polarizzate a destra e a sinistra spicca anche in zona la forte crescita del MSI, ora Alleanza Nazionale. A parte l'exploit di San Godenzo, dove supera il 15%, i seguaci di Fini varcano ovunque il 5%: a Barberino Alleanza Nazionale aumenta del 3,9%, a Borgo San Lorenzo del 4.9%, a San Piero del 4.9%, giungendo al 7.3%. Ancor più forte la crescita in Alto Mugello dove sia a Firenzuola che a Marradi gli ex-missini sfiorano il 10%, con un aumento rispetto alle precedenti politiche del 6,2%.

MUGELLO SEMPRE PIU' ROSSO

Se cala il centro e cresce la destra, in Mugello la sinistra si rafforza, incrementando ovunque le sue percentuali già assai rilevanti. A Barberino il PDS passa dal 43.7% di due anni fa al 47.3%, a Vicchio dal 40.4 al 44.1%, a Borgo cresce del 2.9% giungendo al 35.5, a Scarperia del 3.9%, a San Piero del 2.2%. E son voti questi che il PDS non strappa a Rifondazione Comunista, che a sua volta è in crescita ovunque: a Borgo passa dal 13.5 al 15.8%, a Scarperia cresce dall'11.1 al 13.3, a Vicchio dall'11% al 13.7%, e a San Piero giunge al record mugellano, con il 16.4%.
In tutti i comuni del Mugello PDS più Rifondazione posseggono agevolmente la maggioranza assoluta dei consensi.

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 1994
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