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La copertina di questo mese
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A PALAZZUOLO SUL SENIO
LA PIÙ STRAORDINARIA AZIENDA AGROTURISTICA

In visita 
dal porcaro medievale

Nei prossimi mesi a Palazzuolo sul Senio aprirà un cantiere raro: quello per la costruzione di una torre medievale in legno e di una casa dell'anno 1000. E accanto alla torre saranno alzati grandi menhir, e aperto un piccolo museo di storia antica, romana e medievale, insieme a un agriturismo.

Niente di artificiale, costruito per turisti alla ricerca di altri Gardaland però: perché l'origine di tutto è la passione, sicuramente inusuale, di un palazzuolese, Marco Minardi, che davvero della storia antica ha fatto un elemento base della sua vita. Basti dire che dieci anni fa, dopo 25 esami da veterinario "senza aver visto -nota lui stesso- un animale", piantò tutto andando a vivere, senza neppure la luce, completamente isolato in una località impervia di Palazzuolo, alle Panare: "E' stata la mia crociata -dice sorridendo-: ero appassionato di fumetti anni '70, i supereroi, i cavalieri. E a un certo punto mi sono detto, voglio fare il cavaliere, ovvero cimentarmi con una missione difficile. E prendere un'azienda agricola in una zona come questa era senz'altro un'impresa da cavaliere. ". E lì, insieme a dieci capre e a un fido, domesticissimo cinghialone da oltre un quintale, di nome Nillo, ha impiantato un'azienda agricola unica -qualcuno lo avrà visto qualche anno fa alla TV, Linea Verde-, ricercando antiche razze suine, in particolare la cinta senese e la mora romagnola, e, attraverso incroci in "regressione", è riuscito a ricostruire il "tipo" del maiale di settecento anni fa, quello che si vede, con gli orecchi ritti, nei dipinti dell'epoca. Minardi si definisce tranquillamente "porcaro medievale": le sue bestie vivono allo stato brado, e mangiano quel che c'è in natura. "Questi -dice- non sono semplici animali, sono un patrimonio culturale," e dei suoi maiali parla con rispetto, per la loro intelligenza straordinaria, la loro furbizia, tanto che quando fa freddo, non disdegna di farli entrare perfino in casa. Ogni anno ne produce non più di 75: una ventina sono consumati in banchetti a tema a Palazzuolo, circa 15 finiscono in insaccati, una decina sono prenotati da privati, 5 sono tenuti come rimonte, e i restanti sono destinati a quei ristoranti -pochi- che fanno degli antichi sapori la loro caratteristica.

In azienda non ci sono solo maiali "medievali", ma anche colombi, polli, pecore e capre: tutte razze antiche e rare, a rischio di estinzione, come la pecora zerasca, o la gallina padovana, o l'anconetana (di galline ne ha 32 razze diverse). E non manca il frutteto, anch'esso con specie antiche.

"Il mio lavoro -riconosce- non è pagato quanto sarebbe necessario per vivere: ma io sul piatto metto anche la qualità della vita, e allora chi sta meglio di me? Vivo come in un feudo medievale, insegno quel che so, vivo nella natura, e ho un miracolo di moglie. Perché trovare una donna che si innamori di un matto che sta dietro agli animali non è facile: stare con un porcaro è un sacrificio grande, una scelta più difficile che per un uomo. E nello stesso tempo un uomo solitario che fa questa vita è un eccentrico matto, una famiglia che fa questa avventura è un'alternativa di vita. Allora, quando faccio pari, vendendo i miei animali, sono contento. Ed è per questo che abbiamo fatto questo progetto di agriturismo; e vorremmo anche coinvolgere le scuole, in un vero e proprio percorso didattico, col sostegno della Comunità Montana."

 

L'agriturismo medievale aprirà in maggio e Minardi ha programmi speciali: chi dormirà alle Panare -dotata di 12 posti letto in quattro camere- troverà maiali e decine di altri animali, il museo di armi medievali, una discreta biblioteca storica, potrà imparare un po' di cucina medievale, ed anche ad usare la spada. Minardi è infatti maestro di tornei e duelli medievali, e insieme all'agriturismo aprirà una vera e propria scuola, aperta a tutti, e gratuita per gli ospiti. E non mancheranno gli avvenimenti: la costruzione della torre, dal 7 al 25 agosto, sarà aperta ad appassionati di storia e turisti, che potranno partecipare a un vero e proprio cantiere medievale, lavorando tutto al grezzo, cominciando dai tronchi di castagno in avanti; poi, il 15 agosto, Minardi pensa a un altro evento in costume, drizzare due grandi menhir, due monoliti da 60 quintali, e di mettere sul fuoco uno dei suoi preziosi maiali.

Il "porcaro" diventa operatore turistico, però non dimentica le sue origini: "Per me tutto questo è come un gioco, e in fondo serve per far andare avanti la mia azienda, e mantenere un patrimonio genetico".

Alle Panare -che dista 10 km dal capoluogo-, quando nevica -e non è certo raro- tutto si ferma: in un feudo -gli chiediamo- non ci si sente talvolta troppo soli? "Che faccio quando nevica? Aspetto. A me piace l'idea che a volte sia la natura a vincere, anziché essere sempre domata. Ed essere bloccato ha un suo fascino. Quando nevica te ne accorgi, i galli non cantano, c'è un silenzio particolare, e anche i maiali stanno a dormire fino a tardi. Certo se in casa l'acqua è ghiacciata, andare al fiume a prendere i secchi per dar da bere agli animali è una bella fatica." Marco è ancora innamorato delle Panare: "E' un posto che mi ha dato molto di più di quanto gli ho dato io. E non siamo mai soli: da lì passano tanti amici, è diventato un porto di mare".

E ora, col turismo, il passaggio aumenterà: Minardi ci crede. "Palazzuolo è un luogo magico, e non è vero che sia isolato e troppo distante. Il suo valore aggiunto è proprio la tranquillità. E' un paese che ha i suoi tempi scanditi, un metabolismo lento. Certo, senza turismo, Palazzuolo muore. Per questo ci stiamo dando da fare. Non ci sono molti posti letto, ma ci sono aziende giovani, dinamiche. E il problema che stiamo affrontando è quello della permanenza: cosa offrire al turista per farlo rimanere qui una settimana. Ecco allora il lavoro di quattro aziende, per offrire un pacchetto integrato, offrendo uno la fabbricazione del pane, un altro serate folkloristiche, io il medioevo, Ercole Lega, con la sua Locanda Senio, corsi di cucina". Ed è Ercole Lega che usa, in modo sopraffino, i maiali del Minardi. Ma di questo racconteremo la prossima volta.

Paolo Guidotti

il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2001
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