Un presepe napoletano per ringraziare i Barberinesi

Quasi 40 metri quadrati, 7 quintali di gesso per modellare la iuta, sughero grezzo e intagliato.
A Barberino di Mugello l’evento natalizio di quest’anno –insieme alle Sante Messe celebrate nel garage della nuova sede della Bouturlin, per la chiusura della Pieve causa restauri- è stato senz’altro il grande presepe realizzato da Giuseppe Avola e Valentino Giordano.
Un presepe partenopeo come si facevano una volta: i paesini
minuziosamente costruiti in lontananza, i personaggi tipici. L’ideatore
e costruttore principale è stato Giuseppe Avola, che con Giordano ha
passato tante serate, un anno intero, per realizzare l’opera. “A me i
presepi piacciono tantissimo –dice-. L’anno scorso l’ho fatto in chiesa,
che quest’anno però è chiusa per il restauro. Così ci hanno messo a
disposizione la vecchia concessionaria Fiat, in viale Gramsci”. Avola ha
voluto dedicarsi a questa iniziativa anche per un’altra bella
motivazione: “Oltre che per ravvivare la tradizione del presepe, l’ho
voluto fare per Barberino e i Barberinesi, che a suo tempo mi furono
così vicini”. Anni fa, infatti, la famiglia Avola ebbe bisogno di aiuto,
per consentire alla piccola Monica di effettuare un delicato trapianto
di fegato a Parigi. E il Mugello rispose, con la consueta generosità.
“Per me –dice Avola- questo presepio è anche un segno di gratitudine”.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2008

