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LA PARROCCHIA PRESENTA IL “PROGETTO ORATORIO”

San Piero, priorità giovani

Da qualche mese in paese si va diffondendo la conoscenza di un ambizioso proposito della Parrocchia: la realizzazione del “Progetto Oratorio”. L’idea, da tempo tradotta in precise elaborazioni progettuali, sta per divenire realtà. E sempre più frequentemente accade di sentirne parlare con entusiasmo, dopo che, nelle scorse festività pasquali, Don Antonio ha dedicato una piccola pubblicazione a tale progetto e alla presentazione della prima attività che sarà realizzata, sin da questa estate, negli spazi dell’oratorio: il Grest, un’iniziativa ricreativa per animare nel mese di giugno l’inizio delle vacanze dei bambini del paese.

In realtà a dare l’avvio alla fase esecutiva del Progetto Oratorio vi aveva pensato il Cardinale Antonelli, in occasione della celebrazione di insediamento del nuovo parroco a metà febbraio. “Don Antonio è a servizio di questa comunità anche per realizzare il progetto che gli ha lasciato in eredità Don Luca: la costruzione di un oratorio, con spazi necessari alle nuove sfide della pastorale, ma anche a servizio dei bisogni dell’intero paese” aveva detto l’arcivescovo di Firenze nell’iniziale scambio di saluti. Un autorevole “imprimatur” a dare nuovo slancio ad una proposta elaborata nel corso di alcuni anni, mentre di pari passo procedevano i lavori di manutenzione alla Pieve e di ristrutturazione della canonica. Il progetto è stato realizzato da un gruppo di tecnici che ha raccolto le indicazione provenienti da un forum di consultazione, sintetizzate nelle scelte di don Luca e trasformate in elaborati grafici e persino in una presentazione tridimensionale.

A termine di questa fase all’inizio dell’estate 2006, gli elaborati, corredati da una presentazione dell’intervento previsto, sono stati presentati all’amministrazione comunale che ha espresso il proprio gradimento, garantendo il recepimento delle destinazioni previste negli strumenti urbanistici in corso di approvazione. L’oratorio sampierino sorgerà nell’area di proprietà della parrocchia un tempo destinata a campo sportivo, tra l’attuale scuola materna e il complesso della Pieve. Prevede la costruzione di un edificio polifunzionale che possa essere adibito ad auditorium, spazio per celebrazioni liturgiche, spettacoli ed altre iniziative al coperto con attiguo parcheggio, un loggiato ad unire questa costruzione con un edificio più piccolo, punto di presidio di tutti gli spazi all’aperto, sino a collegare l’ingresso all’area. Una completa rivisitazione degli spazi a verde riguarderà la superficie del vecchio giardino della canonica ed un camminamento con annesso “anfiteatro” unirà la parte superiore dell’oratorio alla zona più bassa, in prossimità del fiume dove troveranno ubicazione un campo multisport (calcetto, pallavolo, basket, tennis) ed il “vecchio”pallaio”. In questa zona è previsto un altro punto di accesso all’area, vicino al ponte pedonale sul Carza. L’intero progetto prevede superfici coperte di circa 1.200 metri quadrati su un’area complessiva di oltre 8.500 metri quadrati e tanto verde, con costruzioni in materiali a basso impatto progettate secondo i criteri della bioedilizia. Particolarmente curati i camminamenti pedonali all’interno dell’oratorio, con varie isole di sosta. Grande attenzione anche all’accessibilità all’area ed alla sua fruibilità da parte di tutti grazie all’assenza di barriere architettoniche. La realizzazione avverrà evidentemente per fasi successive e, finanze permettendo, se ne prevede il completamento in 4/5 anni.

All’inizio di marzo è stata presentata la dichiarazione di inizio di attività per la realizzazione di una porzione del presidio, vero centro di tutte le attività dell’oratorio. In questa prima fase la struttura si presenterà come una grande tettoia di 80 mq. Dopo l’approvazione degli strumenti urbanistici potrà essere raddoppiata e chiusa con pareti. L’intervento sarà finanziato con le attività che mano a mano potranno essere organizzate nell’oratorio, con il ricorso a finanziamenti pubblici e privati, ma soprattutto dalla generosità dei sampierini con ampi margini di lavoro per… la Provvidenza! “Faremo, un passo per volta, quello che sarà possibile – dice Don Antonio con gli occhi che gli brillano davanti alla planimetria del “suo” oratorio srotolata sulla scrivania dello studio – con il concorso di tutte le forze della comunità parrocchiale e dell’intero paese”. Il nuovo pievano, arrivato da pochi mesi, ha già le idee molto chiare. “L’oratorio sampierino sarà uno spazio aperto a tutti, a servizio del bene dell’intera popolazione, spazio aggregativo tra le varie generazioni. Sono sicuro che già dai prossimi anni potrà rappresentare un luogo privilegiato di aggregazione per la popolazione, di incontro tra le varie generazioni, un’occasione di collaborazione tra la parrocchia e le tante associazioni che animano la vita sociale di San Piero. Un paese che mi ha accolto con sincero calore e che sento già mio…” Un po’ come il “Progetto Oratorio” che don Antonio si è trovato “in eredità” e di cui non ha esitato a farsi convinto fautore.

 

Intanto il GREST

Questa estate, usando gli spazi al coperto ma anche strutture precarie allestite nell’area interessata dal progetto Oratorio, la Parrocchia di San Piero a Sieve realizzerà il suo primo “Grest” per i bambini del paese. Ma che cosa è un Grest? «E’ un’attività di oratorio per ragazzi e bambini – spiega don Antonio - una specie di campo solare che impegna i partecipanti dalle 9 del mattino fino al pomeriggio verso le 17.00. Si passa il tempo in giochi e attività ludiche di vario genere. Nelle ore più calde della giornata ci ritireremo nei locali parrocchiali per riposarci, per guardare un film col video-proiettore e per fare a attività e giochi non di movimento».

La prima struttura dell’oratorio di cui in un primo momento si prevedeva la realizzazione entro l’estate non sarà ancora disponibile ma sarà sostituita da un grande tendone collocato al cento di un’ampia area recinta nella quale saranno realizzati un campetto da calcetto e uno da pallavolo. La struttura coperta potrà essere utilizzata durante l’estate anche per altre attività come proiezioni di film e visione delle partite dei Campionati Europei di calcio.

Il Grest che vedrà impegnati a fianco di don Antonio un gruppetto di catechisti ed animatori, si avvale anche della collaborazione delle associazioni che hanno la loro sede nei locali della Pieve, dagli Alpini che assicureranno un valido contributo per la ristorazione, alla Misericordia ed al Circolo Mcl che hanno messo a disposizione personale e strutture.

I destinatari dell’iniziativa sono i bambini delle classi elementari e per permettere la partecipazione al maggior numero possibile sono stati pensati due turni di una settimana ciascuno il primo dal 9 al 13 giugno ed il secondo dal 16 al 20.

I due turni saranno preceduti domenica 8 giugno dall’inaugurazione degli spazi all’aperto, nle pomeriggio, con una festa di fine anno scolastico per la quale si annunciano sorprese… “magiche”.

Le preiscrizioni sino già aperte e si ricevono presso la Parrocchia ogni pomeriggio dalle 18.30 alle 19.00 e la domenica mattina dopo la Messa delle ore 11.15.

 

PICCOLO RITRATTO DI DON ANTONIO

Chi è il nuovo parroco

Don Antonio (alla sinistra del Cardinale Antonelli) con alcuni confratelli e parrocchianiDomenica 10 febbraio scorso nella Pieve di S. Pietro a san Piero a Sieve, il Cardinale Arcivescovo Mons. Ennio Antonelli  ha solennemente presieduto alla nomina ufficiale del parroco don Antonio Cigna che sin dal settembre 2007 è succeduto nella guida della parrocchia a don Luca Niccheri, trasferitosi a Maçaranduba (Salvador Bahia in Brasile).

Don Antonio Cigna è nato a Firenze nel 1962 (46 anni dei quali non ne dimostra neppure la metà), ha frequentato il Liceo Classico, durante l’ultimo anno del quale è entrato in Seminario.

Ordinato sacerdote nel 1987 è stato per quattro anni viceparroco a Coverciano e nell’ottobre del 1991 è stato assegnato a Vicchio assieme al compagno di studi don Giuliano Landini, nella gestione delle sei Parrocchie dell’Unità Pastorale di Vicchio. Qui ha iniziato dedicandosi particolarmente ai giovani, ma ben presto è stato assorbito dal grosso impegno nella ricerca di un equilibrio fra le varie comunità da mettere in relazione senza creare tensioni.

Dal 2000 al 2005 ha contribuito fattivamente al rilancio dell’Ente Asilo “Beato Angelico” riportando alla piena funzionalità la Scuola Materna, dopo averne messi a norma tutti gli ambienti, raddoppiando le presenze di bambini ed aprendo anche un Asilo Nido.

Ha organizzato e seguito i Campi Scuola per bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie. E ha promosso le Vacanze Famiglie in Dolomiti per  gruppi di coppie.

A San Piero a Sieve è rimasto piacevolmente colpito sia dall’accoglienza personale e di fede ricevuta nelle famiglie in occasione della benedizione pasquale, sia dalla disponibilità dei parrocchiani, in particolare del corpo dei catechisti e dei giovani.

Anche nella Parrocchia di S. Stefano a Campomigliaio ha trovato una comunità piccola ma viva e consapevole, con la quale spera di poter rilanciare attività sopite ma non dimenticate, a cominciare dal Catechismo per i più piccini. Don Antonio è responsabile anche per la parrocchia di S. Giusto a Fortuna al cui territorio appartiene anche il Convento del Bosco ai Frati.

A San Piero, impegno prioritario di don Antonio è la realizzazione dell’Oratorio.

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile-maggio 2008

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