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GRANDE ARTE A SCARPERIA
I tesori
della Propositura

La Propositura di ScarperiaSe è possibile dire che nel Mugello quasi ogni chiesa custodisce dei tesori d'arte, la Propositura di Scarperia rappresenta certamente uno dei più significativi esempi in tal senso. Dedicata ai Santi Jacopo e Filippo, fu fino al 1812 sede di un importante convento dell'ordine degli Agostiniani. Dell'antica struttura conventuale, risalente al XIV secolo, probabilmente poco dopo la stessa fondazione di Castel San Barnaba (1306), rimangono nel lato nord dei chiostro quattro colonne sormontate da capitelli scolpiti con raffigurazioni zoomorfe e antropomorfe, una delle quali dotata di mitria episcopale, interessante e curiosa iconografia che potrebbe anche riferirsi ad una di quelle "querelles" relative alla vita della Chiesa, tanto frequenti nel Medioevo, alle quali gli Agostiniani potrebbero aver preso parte. Il resto del chiostro è risalente alla metà circa del XV secolo, come sembrano testimoniare i bei capitelli della loggia. La chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, invece, è stata ampliata e ripristinata negli anni 1870/71 e conserva gelosamente un interessantissimo gruppo di opere d'arte. L'interno è ad aula conclusa da un'abside e due cappelle laterali, mentre quattro altari occupano le pareti della navata. Alle spalle dell'altar maggiore sono collocati gli stalli lignei del coro, risalenti al XVII secolo e sormontati da un crocifisso quattrocentesco. Infine il primo altare di destra mostra una tela raffigurante l'inconsueto soggetto della Elemosina di Tommaso di Villanova, realizzata dal pittore fiorentino Mirabello Cavalori, (1530/1572) nel 1572 circa, con intensi accenti realistici e luministici, caratteristici di questo autore che lavorò anche nello studiolo di Francesco I de' Medici in Palazzo Vecchio.

Tra i due altari, nella stessa parete, si scorgono i resti della decorazione murale antica della chiesa, costituiti da una "Maddalena" sotto una edicola e da un lacerto di una crocifissione, databili alla fine dei XIV secolo.

La cappella a destra dell'altare maggiore conserva un tondo marmoreo scolpito a rilievo e raffigura

no. Propositura di Scarperia. Opera di Benedetto da MaianoL'esecuzione del rilievo, fornito di una splendida cornice lignea decorata con festone vegetale, spetta a Benedetto da Maiano (1442-1447), ed è databile agli anni 1491-93 circa. Si tratta di un'opera che si fa apprezzare per le sue raffinate ed eleganti linee, unite ad una accurata attenzione per il dettaglio descrittivo, caratteristiche che si ritrovano nell'arte di questo importante scultore ed architetto fiorentino della seconda metà del Quattrocento. Propositura di Scarperia. Crocifisso cinquecentescoNella cappella a sinistra è visibile uno splendido crocifisso ligneo ispirato a quello eseguito da Michelangelo per la chiesa fiorentina di Santo Spirito e attribuito a Jacopo Sansovino (1486-1570), importante protagonista dei Cinquecento italiano ed al quale sembra effettivamente riferirsi la classica ed equilibrata figura del Cristo Crocifisso, realizzata con un modellato morbidissimo e delicato.

Nella stessa cappella è possibile anche osservare un bel tabernacolo marmoreo per la conservazione della Eucarestia. Il manufatto è composto di un grembiule in basso, all'interno dei quale si vede lo stemma dei donatore, che però non è stato identificato. Il prospetto presenta una volta a botte prospettica con la porticina affiancata da due angeli. Il coronamento è costituito da una lunetta al centro della quale si trova la colomba dello Spirito Santo.

Questo notevolissimo manufatto, che aveva in passato fatto pronunciare i nomi di Mino da Fiesole ed, addirittura, di Donatello, è stato riferito più convincentemente allo scultore fiorentino Domenico Rosselli, intorno alla metà dei XV secolo (Pieraccini, p. Cit, p. 34).

E' da segnalare, sul primo altare a sinistra, una tela raffigurante la "Crocifissione con i Santi Carlo Borromeo, Francesco d'Assisi, Giovanni evangelista e la Vergine", eseguita da Matteo Rosselli nel 1617 per Antonio Puccini , interessante e ben riuscito esempio di pittura devozionale e controriformata dei primi del XVII secolo. L'altare successivo mostra una "Annunciazione", attribuita al pittore fiorentino Giovanni Balducci detto il Coscia (c. 1560 post. 1631), che realizza un'opera vaporosa dotata di colori chiari ed algidi, memori dei modi della prima grande pittura manieristica fiorentina e di Giovanni Battista Naldini, maestro del Coscia.

Sulla parete opposta, quella destra, si possono ammirare una "Natività della Madonna,, compiuta da Matteo Rosselli intorno agli anni 1633-35 (Faini, p. 98, n. 188). Nella solenne opera il pittore raffigura i Santi Jacopo e Filippo che presentano un grande dipinto con la Nascita della Vergine, e realizza così un curioso dipinto nel dipinto

                                              Marco Pinelli

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 1992
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