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Società - Temi sociali
BILANCIO DI UN’ESERCITAZIONE NON PROPRIO PERFETTA

Protezione civile, qualcosa non va

Periodicamente, una – due volte l’anno almeno, vengono svolte esercitazioni che servono per “testare” le risposte dei soccorsi in caso di possibili disastri.

Il 30 settembre 2000 lo scenario ipotizzato era rappresentato nel tratto appenninico dell’autostrada del sole, dove in una galleria accade che un camion che trasporta una sostanza tossica sbanda, si incendia e coinvolge un pullman di pellegrini polacchi.

Sono stati coinvolti le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, i soccorsi sanitari, con l’impiego di numerosi mezzi sia della provincia di Firenze che di Bologna.

Era quindi necessario conoscere come si sarebbero contenuti i vari soggetti coinvolti e, pur essendo una cosa ovviamente nota, in quali termini avrebbero svolto i loro compiti, evidenziando i punti di crisi, al fine di poter ridurre errori in caso di intervento reale anziché simulato.

E’ giunta quindi la richiesta di soccorso da vari automobilisti sia al 112, che al 113 che al 118, ed i centralini hanno avuto ottime capacità di coordinamento per quanto riguarda raggiungere il luogo con elicotteri, mezzi attrezzati, ambulanze ecc.

Lo scopo dell’esercitazione non era stato quello di verificare come si giunge sul luogo, ma di capire ciò che sarebbe accaduto sul posto, nelle procedure di soccorso, ospedalizzazione ecc.

L’intervento in galleria delle apposite squadre di soccorso, i soccorsi prestati dalle numerose ambulanze (circa 20 da Firenze ed altrettante da Bologna) oltre che dagli elicotteri hanno confermato che il problema più serio, in tale situazione, è la necessità di un sistema preventivo di coordinamento dei vari soggetti.

Sono giunti all’ospedale di Borgo San Lorenzo, quindi, 20 ambulanze ed un elicottero del 118, generando, come comprensibile, un notevole caos.

Nel frattempo è stato formato il COC (Comitato Operativo Comunale) che ha lo scopo di mettere insieme i vari soggetti affinché possa esserci un reale coordinamento.

In tarda mattinata si è tenuto il “briefing” conclusivo, ove non sono state tutte rose e fiori (la Prefettura di Bologna ha stigmatizzato l’arrivo dell’elicottero dopo l’ambulanza, la Misericordia di Borgo ha contestato la mancanza del piano di emergenza e ribadito la necessità di acquisirlo) ed infine la conferenza stampa a Villa Pecori.

CONSIDERAZIONI

All’ospedale di Borgo è giunta prima l’ambulanza dell’elicottero! Strano a dirsi ma è davvero così.

La pioggia (che per fortuna ha iniziato alle 9,30) poteva far sì che il Pegaso (si chiama così l’elicottero 118 di Firenze) non potesse alzarsi in volo in quanto non è attrezzato per il volo strumentale.

Significa che quell’elicottero non può volare con la nebbia, con la pioggia battente, con il buio.

Appare in tutta evidenza che da ottobre a marzo sono più le ore di buio che di luce, ed in quelle di luce occorre tener presente quante non siano di nebbia o di pioggia per comprendere quanto risibili siano le opportunità offerte, per esempio in Mugello, da questo mezzo, che comunque, necessita di un’ambulanza di appoggio.

Il COC è stato costituito a Borgo San Lorenzo seguendo chissà quale prassi, in quanto dovrebbe essere adottato da parte del Consiglio Comunale un apposito “piano di emergenza” con indicato le modalità operative.

Già in occasione dell’esercitazione del 98 era emersa tale importante necessità, e nonostante un primo apparente interessamento dell’Amministrazione Comunale di Borgo, dopo due anni, siamo ancora al palo.

Alcuni volontari della Misericordia, che sono stati presenti a Trino in occasione della recente alluvione del Grande Fiume, hanno contribuito ad evitare il linciaggio del Sindaco, che per gli abitanti non aveva attivato i soccorsi in modo corretto, visto che dopo due giorni l’acqua era ancora nelle loro case!

E pensare che sei anni prima c’era stata analoga situazione!

Poi giungono le inchieste, gli accertamenti di responsabilità, gli avvisi di garanzia e le sentenze.

Perché ci si deve ostinare a non programmare ciò che, invece, con buona volontà e spirito di iniziativa, può essere fatto?

L’Amministrazione Provinciale si sta mostrando più sensibile al problema, avendo più volte invitato i Comuni alla redazione di apposite procedure ed avendo messo a disposizione stages formativi per personale che sarà destinato a gestire le emergenze.

Talvolta accade, però, che la persona che ha frequentato tale stage vada in pensione.

Non risulta ci sia mai stato neppure una riunione di tutti i soggetti interessati alle varie funzioni previste dal modello nazionale “Augustus” dopo quella organizzata dalle Misericordie nel 1998.

E’ evidente che la collaborazione dei vari soggetti porta ad un affinamento di metodo e, quindi, maggiore capacità di dialogo, con risposte al singolo problema decisamente superiori.

Occorre tener presente che siamo in una zona ad elevato rischio sismico, che sono presenti lavori per la realizzazione delle “grandi opere” quali l’alta velocità ferroviaria e la variante di valico, che l’invaso di Bilancino rappresenta un fattore di rischio, oltre ad una nutrita e sempre maggiore presenza turistica in un territorio che si presenta vasto e di non sempre capillare raggiungibilità.

Occorre quindi che gli Amministratori dei Comuni del Mugello, anche attraverso la Comunità Montana al fine di garantire il coordinamento, si attivino senza ulteriore indugio per la realizzazione di quello strumento, peraltro previsto dalla normativa, che possa contribuire alla maggiore sicurezza del cittadino.

Giacomo Matteucci
Provveditore della Misericordia di Borgo San Lorenzo

il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2000
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