Link alla Homepage
Menu

La copertina di questo mese
La copertina di questo mese
Articoli
Società - Economia
UNA TRA LE PRINCIPALI ATTIVITA’ ECONOMICHE
DEL PAESE DELL’ALTO MUGELLO

Serena è la pietra
a Firenzuola

Foto d'epoca, cavatori a FirenzuolaFirenzuola è conosciuta non solo per i suoi pregiati prodotti agricoli e per la sua zootecnia, ma anche e soprattutto per la pietra serena, che ormai valica i confini di tutta Europa. Da sempre le popolazioni di questo territorio hanno sfruttato questa importante risorsa, per gli usi più disparati: abitazioni mulini, elementi decorativi, pavimentazioni; già nel Rinascimento l'utilizzo della pietra serena di Firenzuola è stato un elemento caratterizzante di una serie di interventi edilizi ed urbanistici in Firenze e in alcuni vicini centri urbani minori. L'attività di "cavazione" della pietra –così si dice- è avvenuta nel corso dei secoli soprattutto lunga la vallata dei fiume Santerno, che da Firenzuola va verso lmola, nelle immediate vicinanze della statale 61 0: ciò per motivi di trasporto, sfruttando così la buona viabilità esistente. Nel corso di questi ultimi 20 anni però ci si è accorti che era più conveniente, anche e non solo per ragioni paesaggistico-ambientali, individuare zone più "appartate" dei territorio che disponessero comunque di materia prima di notevole qualità. Nel 1978 fu approvato il piano comunale delle attività estrattive, che individua le zone o poli di estrazione dove è possibile l'attività estrattiva (zona di Brento, del Rovigo, di Rifredo, di Bruscoli e di Piancaldoli), prevedendo invece la coltivazione condizionata delle cave in esercizio, con l'obbiettivo finale di un loro recupero ambientale, specie lungo la vallata del Santerno.

Cavatori in consorzio

Cava di pietra serena a FirenzuolaTutti i cavatori della pietra serena si sono riuniti in un consorzio cooperativo, il Copser, la cui funzione principale, finora, è stata quella dell'acquisto e distribuzione degli esplosivi: in un deposito, provvisto di custode, nelle immediate vicinanze dei capoluogo, si distribuisce ogni giorno a ciascuna cava l'esplosivo, ritirando poi quello in esubero. Inoltre è stato costruito un altro edificio per la distribuzione dei carburanti e per la vendita ai soci del Copser dei materiali necessari alla perforazione, escavazione e alla segagione della pietra. Nel frattempo, per tali scopi, è già stato assunto il personale, per l'allestimento e la gestione di questo magazzino. Vi si prevede anche di ospitarvi il corso professionale per scalpellini.

Quante cave

Le cave di pietra serena a Firenzuola sono circa 40, e quelle in attività sono circa 25. Vi sono aziende anche a Marradi e a Pontassieve (S.Brigida) In tutta la zona si contano 72 ditte: si tratta in prevalenza di ditte individuali: solo 5 ditte infatti hanno più di 10 operai. L'età media è di 45 anni, e per il disagio di questa attività le forze giovani sono scarse, ponendosi così il problema del ricambio della forza lavoro. Solo a Firenzuola, tra addetti ed indotto, sono circa 300 le persone che lavorano nel settore e il fatturato annuo complessivo è stimato in 15 miliardi.

 

Grezzo e lavorato

In questi ultimi anni si è diffusa l'esigenza e la convinzione di una maggiore lavorazione in loco della pietra, non solo per ottenere un maggior valore aggiunto e conseguenti maggiori ricadute occupazionali, ma anche per un minore spreco di materiali e quindi di "ambiente", bene irriproducibile. Estrarre e vendere il grezzo rende assai poco; ciononostante almeno il 20-30% di materiale esce dal Mugello in blocchi senza lavorazione. L'attività di segheria è concentrata nel territorio di Firenzuola: ogni anno vengono segati circa 500 mila metri q. di lastre. L'attività dei laboratori -47 ditte con 117 addetti- è invece più distribuita nella zona, con forte concentrazione a Firenzuola. Sia a Piancaldoli che a S.Brigida vi sono nuclei consistenti di scalpellini, che lavorano la pietra a mano; ma è in atto un graduale impoverimento dei patrimonio di tradizione tecnica: l'antica arte dello scalpellino sta scomparendo. Anche per questo la riattivazione dei corsi professionali per scalpellini, da qualche tempo sospesi, sono invece una necessità reale.

 

La commercializzazione

Studi fatti hanno evidenziato che i cavatori di Firenzuola sono molto bravi da un punto di vista produttivo, mentre per la promozione, commercializzazione e vendita del prodotto sono... un mezzo disastro. E' quindi necessario che il Copser, o un'altra società, si assuma il compito di promuovere e commercializzare il prodotto "pietra serena", garantendo la qualità dei blocchi e dei semilavorati attraverso un "marchio di qualità", una sorta di DOC per la pietra serena firenzuolina. Così come sarà utile predisporre cataloghi tecnici illustranti le caratteristiche e l'uso della pietra serena, da inviare ai progettisti, alle Sovrintendenze, alle riviste specializzate, ecc.

 

Le ferite all'ambiente

Se per Firenzuola il settore "pietra serena" è tra i più importanti, non si devono però nascondere le difficoltà relative alla salvaguardia ambientale. Ogni cava rappresenta indubbiamente una "ferita" all'ambiente, ma si deve anche riscontrare, di recente, una maggiore sensibilità dei cavatori e degli amministratori locali verso questo problema. Alcune cave sono state ripristinate in maniera corretta, e questo non può non andare a vantaggio anche degli stessi cavatori. Vi è poi il problema dei fanghi di scarico delle segherie: per adesso sono in corso ricerche per un riutilizzo di questo limo sia in edilizia, per gli intonaci, che per la formazione di asfalti, sia come additivo dei terreni agricoli.

Cavatore, mestiere pericoloso

Nel corso dei tempi elevato è stato per Firenzuola il tasso di mortalità per incidenti in cava. Fortunatamente da oltre un decennio non si sono riscontrati incidenti mortali: ciò è dovuto sia alle misure di prevenzione fatte adottare dall'USI agli imprenditori, sia anche per l'utilizzo, nei vari settori di lavorazione, di macchinari ed apparecchiatura sofisticate e rispondenti in toto alle normative antinfortunistiche vigenti. Anche la silicosi, un tempo malattia congenita dei cavatori, oggi, con le giuste misure precauzionali adottate in ogni processo di lavorazione, è pressoché inesistente. Nonostante ciò i lavoratori sono sottoposti due volte l'anno agli opportuni accertamenti schermografici per verificare lo stato di salute dell'apparato respiratorio.

Sindacato: quiete in cava

Sotto il profilo sindacale la situazione è, al momento, di perfetta armonia. Non così era in passato, quando le giuste rivendicazione dei lavoratori, relativamente alla sicurezza dei luoghi di lavoro avevano creato non pochi problemi agli imprenditori. Sta di fatto però che gli effetti delle passate battaglie sindacali, vinte dai lavoratori, non sono andate solo a vantaggio di questi, ma dell'intero settore, con aumento di produttività, diminuzione di infortuni e malattie e. in ultimo, con consistenti aumenti di reddito per tutti, lavoratori e imprese.


  Come si lavora la pietra

La pietra viene estratta mediante "scoperchiatura" di banchi di arenaria, che devono avere buone qualità tecniche. Appena "scoperto" il banco viene tagliato con i tagliablocchi, e poi i blocchi ricavati vengono caricati e trasportati nelle segherie. In tali impianti, tramite appositi telai (a limaia, a sabbia, o diamantati), il blocco viene tagliato in lastre di vario spessore. Successivamente dalle lastre vengono realizzate, mediante sofisticate apparecchiatura (frese e scalpelli pneumatici) o attraverso utensili manuali, le più diverse produzioni (lastricati, scalini, colonne, capitelli, caminetti, tavoli, archi, bozze, rivestimenti, pavimenti, ecc.). E' evidente che rispetto a un blocco grezzo il valore della pietra serena semilavorata o lavorata è molto maggiore. A Firenzuola, di impianti di lavorazione della pietra, detti "segherie", se si escludono i piccoli artigiani che lavorano già direttamente in cava il prodotto, se ne contano oltre una decina.

 


Un settore in crescita

Da tempo il Consorzio dei Cavatori, coi sostegno delle istituzioni e degli istituti di credito locali -in particolare la Cassa Rurale e Artigiana dei Mugello- lavora per far uscire dal guado il settore deli pietra serena, mediante la predisposizione di studi specifici predisposti dalla CNA, attraverso la partecipazione alle più importanti manifestazioni fieristiche nazionali, come Verona e Carrara e anche attraverso un recupero della "cultura" della pietra serena, servendo di pubblicazioni appropriata, come, di recente, il bel volume di G. Carli, edito da Giorgi e Gambi, "La pietra di Firenzuola". Delle prospettive del settore ci parla il presidente del Copser, Franco Raspanti: "Devo dire con soddisfazione che stiamo attraversando un momento tra i più favorevoli per il settore. Detto questo però non posso esimermi dal raccomandare ancora, come già fatto in tantissime altre occasioni, ai soci dei consorzio che è necessario produrre e lavorare di più la pietre in loco, e soprattutto mettere in commercio un prodotto sempre di qualità: oggi il mercato cui ci rivolgiamo esige precise garanzie sul prodotto, che necessariamente dobbiamo assicurare. Un altro aspetto che poi voglio sottolineare con soddisfazione è il tentativo di riciclare, ottenendo anche risultati ambientali validissimi, tutti i materiali cosiddetti di scarto o provenienti dai processi di lavorazione. Quello di cui ancora il settore si lamenta -conclude il presidente- è la difficoltà e soprattutto la burocrazia per ottenere i permessi per l'apertura e gli ampliamenti delle cave: sarebbe necessario che gli organi preposti rivedessero questi regolamenti troppo faragginosi".

---

AGGIORNAMENTO 1999

Cresce l'attività estrattiva: se nel 1965 si estraevano 5 mila metri cubi, oggi, nel corso del 1999, si sfiorano i 50 mila metri cubi l'anno, con circa 300 persone occupate (e l'aggiunta di 150 nell'indotto), con un fatturato di 60 miliardi annui.

E il 19 dicembre 1999 è stato inaugurato il Museo della Pietra Serena, presso la Rocca di Firenzuola, facente parte del Sistema museale mugellano.

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 1999 
Cerca in questo sito gli argomenti sul Mugello che ti interessano powered by FreeFind
Copyright © 2006 - Best viewed with explorer - webmaster Stefano Saporiti contatti: info@ilfilo.net, Tel. 333 3703408