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La copertina di questo mese
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Società - Economia
 UNA RICERCA DELL'EURISPES
SULLA QUALITA' DELLA VITA NELLA NOSTRA ZONA

In Mugello si sta bene…

Un'adeguata politica di governo ha bisogno di un'analisi approfondita ed aggiornata dei fatti a cui far seguire proposte operative in grado di ripristinare un buon rapporto tra classe politica e cittadini. Sono questi i presupposti che orientano il lavoro dell'Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali, Ispes, anzi Eurispes da quando alle sezioni regionali italiane si sono aggiunte alcuni uffici nelle principali capitali europee ed a New York. Non si tratta della solita fondazione di partito funzionale a tesi spesso precostituite, ma di un gruppo di ricerca che sfrutta la pluralità di culture e orientamenti al proprio interno per arrivare a sintetizzare progetti credibili e originali.

Ugualmente attenta ai problemi del territorio e interessata al suo sviluppo, la Banca di Credito Cooperativo del Mugello si è rivolta all'Eurispes per un'indagine approfondita sulla qualità della vita nei comuni della zona, da Vicchio a Vaglia a Palazzuolo sul Senio, mettendoci gentilmente a disposizione in anteprima i risultati.

Il lavoro dei ricercatori si è articolato in tre filoni di indagine dai quali è scaturita poi la tesi finale: 1) sono stati interpellati gli opinion leaders, cioè le persone che per la loro posizione sociale o politica o culturale sono in grado di influenzare l'opinione pubblica; 2) un questionario di una cinquantina di domande a risposta multipla è stato sottoposto ad un campione di 400 cittadini per avere un contatto diretto con il comune modo di sentire la realtà locale; 3) non mancano infine i dati di fatto del territorio mugellano, dalle infrastrutture ai servizi, all'attività micro e macro-economica, alla popolazione e alle sue aspettativa. Ne è scaturita una corposa relazione divisa appunto in tre fascicoli più un quarto che intende offrire al dibattito e all'approfondimento alcune idee di sintesi per interpretare la realtà del Mugello attuale e progettarne il futuro.

La complessità della ricerca è evidente se si considera che nelle indagini socio-economiche di questo tipo vengono regolarmente presi in esame solamente dati di fatto oggettivi come il numero di posti letto ospedalieri per abitante o l'entità dei depositi bancari o il tasso di scolarizzazione e via dicendo. Ma per determinare la qualità della vita non bastano le aride cifre: è molto importante la percezione che hanno i cittadini della propria condizione e le loro aspettative. E i risultati non mancano di sorprendere.

Ebbene, secondo lo studio condotto dall'Eurispes, nel Mugello si sta bene, anzi molto bene. Mentre in altre ricerche di tipo statistico i comuni della nostra zona occupano posizioni di fondo classifica, adesso si scopre che non abbiamo niente da invidiare ai cittadini della cintura fiorentina e dello stesso capoluogo di provincia. E' vero che tra i residenti non c'è una grossa percentuale di professionisti, che è bassa la quota di abitazioni dotate di doppi servizi e che le banche raccolgono poco e non danno quasi niente, ma, secondo l'Eurispes, questi parametri da soli non bastano. Oltre all'analisi dei dati numerici riguardanti i servizi, è proprio dalle risposte dei cittadini interrogati che emerge la buona qualità della vita nel Mugello: non ci sono problemi per scuole, strade, smaltimento dei rifiuti, servizi pubblici, criminalità o droga e funzionerebbe perfino il servizio sanitario. E dire che quando si scambiano quattro chiacchiere per strada ci si sente sempre sommergere dai mugugni e dalle lamentele! Non sarà che siano stati interpellati gli unici 400 benestanti della zona? La fama di serietà e scrupolo professionale di cui godono i ricercatori esclude errori grossolani e conclusioni affrettate. Fa fede anche l'alto numero di intervistati in rapporto agli abitanti, se si pensa che i sondaggi di opinione tanto cari a Berlusconi o le proiezioni dei risultati elettorali sono il risultato di un migliaio di telefonate a livello nazionale. Del resto, se confrontati con la popolazione di altre zone, i mugellani rappresentano per gli studiosi dell'Eurispes una interessante quanto curiosa eccezione per il marcato senso di identità che li contraddistingue e che, tornando agli interrogativi di cui sopra, ci fa sorgere spontanea una domanda: non sarà che di fronte ad estranei si sia difeso il buon nome della famiglia, mentre quando siamo tra noi si dà libero sfogo a critiche feroci e talvolta gratuite?

Archiviato questo dubbio per tornare all'indagine Eurispes, è opinione diffusa che il senso di identità dei mugellani derivi dal lungo periodo di isolamento di cui la popolazione ha sofferto per le carenze infrastrutturali del territorio che hanno limitato assai la mobilità e per il pendolarismo. Ma come, non eravamo tutti pendolari? Niente affatto: "l'80% della popolazione attiva del Mugello presta il proprio lavoro all'interno dell'area", al contrario di quanto succede per esempio nella limitrofa Val di Sieve che gravita sempre di più su Firenze. Secondo alcuni pareri espressi, fino all'ultimo dopoguerra i mugellani sono stati un buon serbatoio di manodopera per la città, ma in seguito il territorio ha preferito puntare su un proprio sviluppo autonomo che, se da un lato presenta caratteri di marginalità per il limitato grado di sviluppo raggiunto, dall'altro ha permesso di trattenere all'interno le risorse umane ed economiche.

L'ultimo fattore di identità del territorio non è invece fonte di alcuna sorpresa: si tratta infatti della indiscussa e continuativa omogeneità politica che ha permesso ad uno stesso partito, sia pure nelle sue varie fasi (PCI, PDS, Polo Progressista), di guidare ininterrottamente le amministrazioni locali, se si escludono alcuni comuni dell'Alto Mugello. La cultura politica di questo partito -è l'opinione dell'Eurispes- ha sempre cercato di collegare e coordinare i governi dei vari Comuni in vista di obiettivi di interesse generale, limitando scelte e aspirazioni di tipo campanilistico e favorendo la crescita di una visione globale e collettiva del Mugello e dei suoi problemi.

In conclusione, né tra i giovani o tra gli anziani, né tra gli appagati o gli insoddisfatti, numerosi in Comuni come Barberino, Firenzuola e Scarperia, si trovano tanto facilmente persone che lascerebbero volentieri il proprio comune di residenza per trasferirsi altrove: meno del 10% dei critici andrebbe a vivere a Firenze, mentre un altro 15% sceglierebbe un altro comune della zona. Casomai la qualità della vita in questa "isola felice" è capace di attirare da fuori nuovi abitanti che costituiscono ormai oltre un quarto dell'intera popolazione.

Eppure, secondo l'Eurispes, sono molte le differenze tra le diverse parti del territorio che dovrebbero intaccare questo senso di identità, a cominciare dai rapporti con le aree circostanti per le quali ogni comune ha le proprie preferenze; e poi ancora per il sistema di infrastrutture del tutto squilibrato, per le distinte vocazioni economiche, per la diversa dotazione di servizi, per l'andamento demografico.

Altre ombre minacciano poi di intaccare il roseo panorama del Mugello: la crisi economica prima di tutto, con la conseguente diffusa disoccupazione, la mancanza di sbocchi professionali adeguati a soddisfare le aspettative dei giovani, l'assenza di credibili prospettive di sviluppo capaci di generare fiducia nel futuro. Quasi nessuno mette in discussione il progetto di Parco Attrezzato di Tipo Produttivo studiato dalla Comunità Montana col turismo a fare da traino per la crescita economica, ma i ricercatori dell'Eurispes tendono a condividere le preoccupazioni di quei pochi amministratori che avvertono la limitatezza di questa opzione, con l'indicazione che artigianato e turismo sono in realtà insufficienti a garantire un vero progresso. La buona performance del Mugello negli ultimi anni non è stata capace di recuperare l'handicap iniziale, mentre al contrario si sono accentuate le condizioni di marginalità. L'agriturismo ed il terziario ambientale si sono dimostrati una blanda medicina ed appare sempre più necessario che la tutela della natura "non ingessi lo sviluppo possibile dell'economia industriale". L'intervento delle amministrazioni pubbliche viene avvertito da molti non come azione di stimolo alla guida di progetti di largo respiro, ma come opera di assistenzialismo spicciolo nelle piccole beghe della vita quotidiana. Mentre manca una cultura imprenditoriale ed il gusto del rischio, cresce anche tra i giovani l'attesa passiva dell'intervento pubblico.

E a proposito di giovani delusi e apatici si apre l'inquietante capitolo "droga" che viene da molte parti sottovalutato dato che la tossicodipendenza assume forme sempre meno visibili ed irritanti per la comunità civile, con i fenomeni di microcriminalità trasferiti nella vicina città.

Ultima preoccupazione del rapporto è l'equiparazione che molti cittadini fanno tra la classe politica nazionale e quella locale; solo il 52% è soddisfatto dei propri amministratori, ma per il 57,8% essi sono uguali ai politici nazionali, e addirittura peggiori per un 3,75% di intervistati in gran parte orientato a sinistra. Queste affermazioni al tempo in Tangentopoli era in piena azione fanno ritenere ai ricercatori Eurispes che qualcosa debba essere tentato dagli amministratori locali per riannodare il filo del dialogo con la società e bloccare questa delegittimazione piovuta da stampa e tivù che li ha incolpevolmente coinvolti.

Le conclusioni del rapporto sulla qualità della vita nel Mugello sono all'insegna del coraggio e del dinamismo. Il passaggio dell'alta velocità, la variante di valico, la Faentina, l'eventuale circonvallazione con la Val di Sieve, il completamento di Bilancino, rappresentano una autentica rivoluzione che può essere subita o gestita. Ecco dunque il compito per niente banale delle amministrazioni locali in bilico tra ostruzionismo sterile e una contrattazione urbanistica ed economica che punti al miglior sviluppo possibile e all'integrazione del territorio mugellano con le realtà circostanti. "Sospesi tra una valorizzazione del presente che non arriva ed un timore per eventuali rischi nuovi da correre, il Mugello -si afferma- si gode le proprie risorse non investendo a sufficienza nella modernità." Si campa di rendita; ma può durare all'infinito? Sapremo tutti, amministratori e cittadini, raccogliere la sfida del futuro?

 

La qualità della vita in Mugello:
il capitolo "Sanità" nel rapporto Eurispes.

Nella determinazione della qualità della vita di una certa area molta importanza viene riservata ai livello raggiunto dai servizi e da quello sanitario in particolare. Nel complesso i servizi vengono giudicati soddisfacenti dal 67,9 dei cittadini (contro il 37,6% di un analogo studio sulla città di Firenze), con le sole bocciature di Firenzuola e Marradi e la promozione "critica" di Vicchio e Scarperia. Entrando nel merito del servizio sanitario la percentuale dei consensi cala sensibilmente, pur attestandosi ancora sopra la sufficienza (58%). L'Alto Mugello registra i giudizi più critici, ma anche a Borgo e Barberino non manca una grossa percentuale di scontenti.

Motivando le cause di tale insoddisfazione i cittadini intervistati mettono ai primi posti la carenza e la qualità dei servizi erogati (41,5%) ed il mancato decentramento (36%) con l'aggravante della difficoltà dei collegamenti con l'ospedale di Borgo(9%); meno avvertita l'eventuale scarsa considerazione per i pazienti (9%) e l'insufficienza del personale (4%). La difficoltà dei collegamenti è avvertita maggiormente a Barberino e dalla popolazione femminile; la richiesta di decentramento è invece molto forte nei comuni dell'Alto Mugello.

Sicuramente non è semplice gestire un territorio vasto e frammentato come quello della USL 11. I servizi predisposti sono i seguenti: un distretto sanitario in ciascun Comune; un poliambulatorio a Borgo San Lorenzo; presidi sanitari in 4 frazioni del Comune di Firenzuola e 2 a Borgo, da quest'anno accorpati al poliambulatorio; una Residenza Sanitaria Assistita a Marradi; l'ospedale di Borgo San Lorenzo con 117 posti letto, 2,31 ogni 1000 abitanti.

 

Dalla tabella si comprende la forte pressione a cui è sottoposto l'Ospedale con un indice di occupazione media pari all'84,89% (Medicina 98,5%) e una durata media delle degenze pari a 6,92 giorni. La disomogeneità del territorio è confermata dal dato sulla provenienza dei ricoverati: il 73% dal Mugello, il 10,4% dalla Val di Sieve e il 4,5% dall'Alto Mugello di cui il 4% dalla sola Firenzuola. Ancora più significativo il dato riguardante il reparto maternità: l'84% dei ricoveri arrivano dal Mugello, mentre soltanto rispettivamente il 19,3% ed il 30,6% di coloro che hanno bisogno del ricovero nella Val di Sieve e nell'Alto Mugello si rivolgono all'Ospedale di Borgo.

Più critico nel giudizio dei cittadini il problema "anziani" che oltretutto costituiscono il 30% della popolazione; il 62% degli intervistati ritengono insufficienti i servizi erogati e solo Palazzuolo, San Piero a Sieve e Vicchio si salvano a stento. Il giudizio si aggrava se si considera che tra coloro che optano per la promozione la metà ne attribuisce il merito alle famiglie che continuano ad ospitare i propri vecchi ed un altro 30% all'opera del volontariato; soltanto il 14,3% dei soddisfatti è contento dell'azione dell'ente locale. Analogo giudizio viene espresso sulla situazione dei portatori di handicap (67,2% di bocciature), con l'eccezione di Marradi dove le percentuali si ribaltano.

Quanto alle cause i cittadini indicano la mancanza di strutture adeguate (48%) e l'insensibilità verso il problema (34,27%).

E per quanto riguarda la politica sociale nei confronti degli anziani prevale ancora la tendenza alla ospedalizzazione rispetto all'assistenza sociale a domicilio (147 casi). Il dato si inverte per il servizio infermieristico a domicilio (1754 casi). Nelle 8 case di cure pubbliche e private convenzionate per un totale di 403 posti letto, il 75% è riservato ad anziani non-autosufficienti; il 40% dei ricoverati proviene da Comuni fuori della USL.

Manca un censimento completo degli handicappati; quelli conosciuti dalla USL vengono seguiti abbastanza regolarmente soltanto in età scolare.

Pesante anche la situazione dei minori a rischio: 104 casi in Mugello, l'1,4% della popolazione minorile con una punta del 2,3% a Vicchio, 9 casi nell'Alto Mugello (0,6%). Questi ragazzi vivono in genere in abitazioni precarie all'interno di famiglie con problemi economici dove l'incapacità genitoriale "incrina in maniera pesante la crescita psico-affettiva serena ed equilibrata". Neanche la metà di loro vengono seguiti dal servizio sociale; e nessuno si preoccupa in maniera continuativa degli altri 54 ragazzi.

 

il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 1994
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