Una nuova storia di Nicoletta Martiri Lapi
Un giorno il Sole, che di
solito era sempre contento e spensierato e bruciava di energia, si mise a
preoccuparsi del proprio futuro.
“Per ora sto bene, ma
invecchiando, cosa mi succederà? Perderò le forze, forse non riuscirò più a
girare per il cielo, forse diventerò freddo
e morirò…”
Era
tanto preoccupato che si mise a piangere.
Un raggio bagnato dalle sue
lacrime atterrò sulla terra per l’appunto proprio su di un prato dove stava
svolazzando allegramente un uccellino.
“Ehi!” disse l’uccellino.
“Non ci sono nuvole in cielo eppure piove. E’proprio vero che il mondo
impazzisce, come dicono tutti.”
“Scusami” disse il raggio
di sole. “Non è colpa mia; è il mio Signore il Sole che sta piangendo pensando
al suo futuro e così, invece di farti una calda carezza ti ho innaffiato.”
“Brutta abitudine quella di
preoccuparsi per un futuro che non si può conoscere” disse saggiamente
l’uccellino. “ Io non ci penso mai. Ma digli da parte mia che forse
Il raggio, rinfrancato,
ringraziò e tornò su a riferire il messaggio.
Quando arrivò la notte,
l’uccellino cominciò a cantare alla Luna.
“Luna mia bella, mia
graziosa Luna, il Sole piange perché ha paura di morire. Sai qualcosa di quello
che potrebbe succedergli?”
Ma
Allora l’uccellino, che
aveva preso a cuore il caso, suggerì al raggio di Sole che era tornato a
trovarlo: “Ci sono altri personaggi potenti a cui posso chiedere: le Stelle. Qui
sulla Terra sento sempre dire: Interroghiamo le stelle…Gli astri conoscono il
futuro…”
“Va bene “ disse il raggio.
“Ci vorrà un po’ di tempo per avere la comunicazione ma vale la pena di
provare.”
In realtà ci furono seri
problemi di comunicazione con quelle misteriose creature.
Molte non risposero, altre
parlavano un linguaggio incomprensibile, altre ancora scoppiarono a ridere
perché quella domanda gli era sembrata una barzelletta. Una di loro poi, che si
dava un sacco d’importanza, disse: “Se il signor Sole vuole conoscere il suo
oroscopo, prima mi deve pagare perché sono stufa di lavorare gratis”.
Il raggio tornò
dall’uccellino per raccontargli che il Sole, dopo questi tentativi andati a
vuoto, aveva ripreso a disperarsi.
E l’uccellino, impietosito,
ebbe un’idea. “Senza andare tanto lontano, chiederò consiglio a Madre Terra. Lei
sa tante cose!”
La sua risata fu calda e
consolante.
“Stai tranquillo, amico
Sole “ disse. “ Io posso dirti con certezza quello che ti succederà perché
anch’io, sai ero un sole tanto tanto tempo fa. Poi piano piano mi sono sentita
sempre più fredda, sempre più rigida. Povera me, dicevo, sto morendo, che fine
farò? Nessuno mi sapeva dire nulla, nessuno mi faceva coraggio. Avevo sempre più
paura finché un giorno sentii che ero alla fine, avevo solo un po’ di calduccio
intorno al cuore e poi basta. Ma proprio quando pensavo di essere finita
cominciai a sentirmi un pizzicorino addosso e insieme una gran voglia di ridere.
Dappertutto mi spuntavano
addosso piante, alberi, erba e nelle rughe mi scorrevano ruscelli che si
allargavano in laghi, mari e oceani.
Poi arrivarono gli animali
e gli uomini a grattarmi su e giù. Diventavo piena di verde, di blu e di marrone
e tutto si agitava e si muoveva su di me, ah ti posso dire che era una
sensazione bellissima. Altro che morire… Come sole, d’accordo ero morta, ma come
terra nascevo in continuazione.
Ecco , questo succederà
anche a te e sarai felice, non aver paura.”
E il sole fu contento perché stare con la paura non fa bene a nessuno, neppure al sole.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio-febbraio 2009

