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La copertina di questo mese
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UN RACCONTO DI NICOLETTA LAPI

LE RENNE RAPITE

Era la sera della vigilia di Natale. Il signor Gino, come tutte le sere, si affacciò alla finestra a guardare la luna e fece un urlo perché, in silenzio, su per il muro della sua casa si stavano arrampicando tre grossi Babbi Natale.

“Zitto! – gli disse, stizzito, quello che si trovava più vicino alla sua finestra. – Se no ti sente quella brutta vecchiaccia della Befana.”

“Ma che fate? Non si può salire così, io chiamo i carabinieri!”

“Fammi il piacere, non chiamare nessuno, a riprenderla ci pensiamo noi.”

“A riprendere cosa?” chiese, piuttosto confuso, il signor Gino.

“La slitta con le renne e tutta la mercanzia” disse il Babbo Natale. “Ce l’ha rubata quella invidiosa, cattivissima Befana, che è sempre stata gelosa di noi”.

“Un momento, se no, non capisco nulla - disse il signor Gino che era un uomo ordinato-. ”Tanto per cominciare, io sapevo che Babbo Natale è uno solo e invece voi siete tanti…”

Infatti, altri Babbi Natale stavano salendo sui lampioni e sui muri delle case vicine.

“Sì, certo, siamo uno, ma nei momenti di emergenza ci moltiplichiamo. E questo è proprio un momento di emergenza. Tra poche ore suonerà la mezzanotte, sarà Natale e noi non abbiamo più la slitta e tutti i regali che c’erano sopra. Più che altro siamo preoccupati per le renne. La Vecchia non sa cosa mangiano le nostre renne e allora c’è il rischio che muoiano di fame.”

“E cosa diavolo mangiano? “

“Bè, raggi di luna fritti, polvere frizzante di stelle, pezzetti di cometa caramellata…tutta roba che è rimasta nel frigo segreto che teniamo al Polo Nord.  Via, dacci una mano, sali anche tu sul tuo tetto per vedere se ci sono le renne, nascoste da qualche parte…”

“ Io? – disse, stupito, il signor Gino. – No davvero. Sul tetto fa freddo e mi posso prendere l’influenza.”

Ma poi ci ripensò: se le renne ci fossero state sul serio, chissà quanti embrici e tegoli rotti , era meglio andare a vedere. Salì fino alla soffitta, aprì il finestrino che dava sul tetto e si avventurò alla ricerca delle renne rapite, tenendo nella mano un po’ tremante la pila elettrica che aveva sempre pronta sul comodino. Ma sul tetto c’erano soltanto due gatti che, svegliati dalla luce della pila, miagolarono indignati.

“Non c’è nulla“, disse il signor Gino ai Babbi Natale che lo avevano seguito scalando il muro. Uno di loro gli prese la pila e sparò dei razzi colorati ai compagni che stavano arrampicandosi sui muri vicini.

“Non sapevo che la mia pila sparasse razzi” disse, sconcertato, il signor Gino.

“Non ti preoccupare, sono sciocchezze. Il problema è che le renne non si trovano.”

Nonostante cercassero di parlare piano, molte finestre si aprivano. Che succede? Ci sono i ladri?

“No – disse forte il signor Gino. – Sono soltanto dei Babbi Natale che hanno perso le renne e la slitta con tutti i regali…”

Quando i bambini del paese sentirono che i regali erano scomparsi, si misero a piangere e a strillare.

Ma Ginino, il nipotino del signor Gino, che era un bambino molto sveglio e pieno di idee, disse: ”Aspettatemi, mi metto il giubbotto sul pigiamino e vengo con voi.”

Prese la pila del nonno, scese di corsa le scale e si ritrovò per strada insieme alla squadra dei Babbi Natale che si era riunita per fare il punto della situazione.

“Avete guardato su tutti i tetti e tutte le terrazze? Allora non ci rimane che dare un’occhiata in cima al campanile o alla torre dell’orologio. Andiamo!”  E tutta la squadra si mosse dietro a Ginino.

Ma i Babbi Natale, arrivati sotto al campanile, si scoraggiarono un po’ perché era piuttosto alto. “ Aspetta! Perché fare tanta fatica quando ci sono i mezzi di comunicazione? Sul campanile ci sono le campane, basta mandar loro un messaggio, ci si capisce al volo.”

Presero la pila a Ginino e spedirono alle campane un messaggio-luce che diceva: Avete visto delle renne e una Befana?

Le campane erano già tutte su di giri perché stavano per suonare l’invito alla Messa di mezzanotte, ma per gentilezza risposero : Be-fa-ne tan-te, ma ren-ne pun-te.

Allora il plotone si mosse all’attacco della torre dell’orologio. Prima di tutti arrivò in cima Ginino. Si guardò intorno e pensò: Ci deve essere uno stanzino dietro all’orologio. E cominciò ad armeggiare ad uno sportellino arrugginito. Subito dall’altra parte sentì degli uggiolii e dei colpi. Sono le renne, pensò.  “Buone, buone – disse forte – Ora vi libero“, e con un calcio sfondò lo sportellino.

Le renne, pazze di gioia, si slanciarono fuori, volando tra le braccia dei Babbi Natale. E mentre quelli le accarezzavano felici, cominciarono a borbottare in finlandese: ”Befana, Befana, noi rubate, noi chiuse, chiedere aiuto…”

“E la Befana dov’è?“, chiesero tutti.

“Lei andata cambiare batterie scopa, scopa magica scarica…”

Intanto Ginino, rimasto sulla torre, si era messo a gridare e a chiamare tutti i bambini del paese: “Venite, venite!” e i regali cominciarono a piovere dall’alto della torre, mentre l’orologio iniziava a battere i rintocchi della mezzanotte.

Nicoletta Martiri Lapi

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2003

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