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La copertina di questo mese
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RIFLESSIONI

 APPUNTI AFRICANI

La sera dell’Epifania, non essendo particolarmente interessato all’estrazione dei biglietti della Lotteria Italia, “spippolavo” qua e là con il telecomando prima di ripiegare sulla lettura di un buon libro, quando mi sono imbattuto, su Rai3, nel programma “C’era una volta” che metteva in onda lo speciale “Appunti africani” di Silvestro Montanaro. E ne sono rimasto totalmente coinvolto.

Si trattava di un documento di semplice ma ottima realizzazione, con un’equipe minima ed una, forse due, telecamere, attraverso alcuni paesi dell’Africa Centrale come Angola, Kenia, Uganda, Sierra Leone, per metterne in evidenza le infinite contraddizioni dovute alle cause più svariate.  Così sono scorsi davanti ai nostri occhi i bambini-soldato addestrati alla violenza gratuita, la morte per la fame e il morbillo, i corpi bruciati di disgraziati sfruttati dalle società petrolifere occidentali in lavori ad alto rischio, i depredati e uccisi dal traffico illegale di diamanti i cui profitti servono a finanziare altre guerre con altre vittime, a migliaia.  

Una delle immagini che mi resterà più a lungo negli occhi è quella di una vedova, madre di cinque figli, che vagava di villaggio in villaggio nella ricerca vana di cibo per le sue creature. In braccio teneva un bambino dall’età indefinibile, e comunque molto piccolo (un anno, forse due, chissà) che non mangiava da giorni e del quale mi sono rimasti impressi i grandi occhi che cercavano di comunicare ciò che la lingua non riusciva più a fare. La donna era appena giunta nel luogo dove si trovava la troupe di Montanaro ed un bianco, forse un medico o un missionario, aveva procurato subito del cibo per il bambino, manioca o simile, che però il bambino si rifiutava di ingerire interrompendo il suo lungo silenzio con un pianto disperato, quasi che il suo subcosciente si opponesse con tutte le forze a prolungare quell’atroce agonia e chiedesse solo di addormentarsi in pace, per sempre.   

Finalmente una trasmissione che affrontava, in prima serata, problematiche note ma volutamente ignorate in fasce d’ascolto accessibili.  È pur vero che dall’altra parte c’era Panariello (40,09 di share) e che la Rai3, per motivi di ricezione e miopi pregiudizi viene da molti ignorata, comunque sembra che quasi sei telespettatori su cento abbiano fatto come me, vi sono capitati, forse per caso, magari durante la pubblicità, e ci sono rimasti inchiodati fino alla fine. Perché era praticamente impossibile, una volta entrati in quel mondo di miserie e ingiustizie, per lo più generate dalla condotta sciagurata delle “evolute” potenze occidentali, ritornare a vedere gli effetti speciali ed ascoltare le futili battute di una manifestazione che distribuiva a pioggia miliardi di euro.

Non che il problema non lo si conosca, talvolta ne accennano superficialmente anche i mass media, ce lo portano a casa i giornali dei nostri amici missionari, ce lo raccontano nelle loro conferenze, e noi, lì per lì riusciamo anche a sentirsi coinvolti, talvolta a scandalizzarci, poi si torna a casa e siamo riassorbiti dai nostri stupidi crucci: la scuola, il lavoro, la casa, la macchina, tutte cose che tanti, troppi nostri fratelli, nel mondo, non sanno neppure cosa siano. Vittime del destino e di condizioni storiche e climatiche avverse? La loro disperazione, la loro morte, ci chiedono solo generosa attenzione e tanta pietà? O forse la loro tragedia è il segno negativo del nostro modello di vita e di sviluppo che esclude ed emargina intere popolazioni in tutto il mondo?

Allora, è sufficiente riempire qualche bollettino di conto corrente per metterci la coscienza a posto e farci dormire il tranquillo sonno dei giusti, oppure bisogna incominciare a rivedere qualcosa della nostra vita?    

Piero Salvadori

I numeri ai quali ormai abbiamo fatto l’abitudine:

- Oltre 800 milioni di persone nel mondo soffrono per denutrizione;
- Di queste, più di 30 milioni muoiono ogni anno di fame (oltre 82.000 al giorno, di cui 30.000 bambini);
- Il 10% dei bambini che vivono nei paesi in via di sviluppo muoiono prima di aver compiuto 5 anni;
- Circa 3 miliardi di persone non dispongono di acqua potabile né di sevizi igienici adeguati;
- Ogni giorno 6.000 bambini muoiono per malattie legate alla mancanza di acqua pulita; - Il 20% più ricco della popolazione mondiale consuma il 58% dell’acqua disponibile;
- Il 25% della popolazione mondiale consuma l’86% di tutti i beni disponibili;
- Il 20% più povero ne consuma solo l’1%;
- Un miliardo e 200 milioni di persone vivono con meno di un dollaro al giorno.

Allora, chi sono i “cannibali” del terzo millennio?

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio-marzo 2004

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