TROPPI RITARDI
Quando il comune non
funziona...
Una proposta: perché non eleggiamo il sindaco ogni due anni?
Abbiamo una proposta: fare le
elezioni comunali non ogni cinque anni, ma ogni due... Almeno così potrebbero
ridursi i ritardi nella realizzazione delle opere pubbliche e i nostri
amministratori sarebbero più visti ed attivi. Si guardi Borgo. E’ vecchio di 8
anni il progetto di sistemazione dell’ultimo tratto di corso Matteotti.. Da anni
addirittura il comune ci paga il mutuo, ma i lavori non erano mai iniziati.
Adesso, a due mesi dalle elezioni, finalmente il cantiere è partito. Ancora, è
un secolo che borghigiani di ogni età e colore notano l’assurdità strutturale
della rotonda davanti al Conad. Qui la competenza è della Provincia, ma da tempo
il comune aveva annunciato che avrebbe provveduto in proprio. Ora finalmente si
va a cominciare. Risale agli anni ’80 l’impegno a realizzare una passerella
sulle Cale per rendere più accessibile l’ufficio postale. Dopo venti anni si
sono iniziati i lavori. Peraltro realizzati da TAV, perché l’opera è inserita
tra le contropartite dell’alta velocità,
contropartite che solo in parte il comune è riuscito a far fare realizzare. Così
come si cerca di far partire a breve anche la realizzazione del parcheggio
dietro il campo sportivo –anch’esso realizzato tra le contropartite dell’alta
velocità. Non ci resta dunque che sperare nei miracoli delle elezioni...
Case popolari a Borgo, inerzie insopportabili
Già in passato era stato clamoroso il fatto che il comune avesse perso addirittura 2 miliardi e mezzo di vecchie lire, concesse dalla Regione per realizzare una ventina di alloggi sociali a Ronta, Razzuolo e nel capoluogo, agli ex-macelli. Non era stato presentato il progetto in tempo, e così la Regione aveva cancellato il finanziamento. Alcuni anni dopo, in una nuova ripartizione di fondi, il comune di Borgo è poi riuscito a farsi nuovamente finanziare le opere. Ebbene, si è messo in moto per recuperare il tempo perduto? Neppur per sogno. Ha sì provveduto a demolire la fatiscente struttura dei vecchi macelli, in modo da certificare alla Regione che i lavori erano iniziati, e poi tutto è rimasto fermo. Senza lo straccio di un progetto –che dovrebbe essere prodotto da Casa spa- senza l’ombra di un cantiere. E il tempo passa. Ma vorremo sommessamente ricordare ai nostri amministratori, che ogni mese che passa invano significa posticipare la messa a disposizione di un’abitazione decente per persone in di persone che hanno bisogno di un’abitazione decente. Ci sono liste di attesa, per le case popolari, ci sono famiglie che abitano in abitazioni malsane o sovraffollate. E ci sono venticinque alloggi che da anni dovevano essere realizzati e invece non lo sono ancora. Non ci sembra giusto.
Rifiuti mugellani, l’isola che non c’è
La nota canzone di Bennato, l?isola che
non c’è, potrebbe diventare l’inno delle nostre amministrazioni comunali.
Parrliamo di isole ecologiche, quelle aree dove i cittadini si recano a
consegnare particolari tipi di materiale, rifiuti di vario genere, che poi
vengono avviati a riciclaggio. In molti casi, come
In Mugello invece siamo assai indietro. E anche l’isola
ecologica è uno dei tanti progetti che viaggiano con anni di ritardo. Il
progetto, per Borgo San Lorenzo e Vicchio c’è, localizzato a Rabatta, ma che
siano necessari anni per allestire un’area del genere, scoperta e non
particolarmente complessa nella sua realizzazione, visto che si devono creare
zone dove appoggiare una quindicina di materiali diversi, appare piuttosto
strano. Nessuna isola in vista, poi, per Barberino, Scarperia e San Piero.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2009

