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UN PEZZO IMPORTANTE DELLA STORIA SOCIALE

DI BORGO SAN LORENZO

“Romanelli e Bruschi”, per i giovani

Per tanti borghigiani il nome “Romanelli e Bruschi” dice ormai poco o niente (solo i più ‘curiosi’  ricorderanno forse questo nome inciso su lapidi annerite apposte su alcuni immobili in fondo a corso Matteotti); per altri invece –di più vecchia generazione- questo Orfanotrofio –ora divenuto fondazione- ha significato molto: per chi era orfano –erano i tempi dei Salesiani- la Romanelli e Bruschi ha voluto dire la possibilità di studiare, di farsi una posizione, di imparare un mestiere.

Ma questa realtà ha ancora oggi una sua importanza: il Centro Giovanile è di sua proprietà, il cinema è di sua proprietà, la struttura utilizzata dalla parrocchia a Figliano è di sua proprietà. Per questo ne parliamo con il suo presidente, il geometra Romano Borselli. Presidente uscente, perché presto gli organi saranno rinnovati, ed è dunque tempo per un bilancio complessivo. “Il nostro mandato è scaduto, e devo dire che possiamo essere piuttosto soddisfatti. Certo non è stato facile, perché la situazione non era affatto facile. Abbiamo dovuto rimettere in piedi una baracca che stava venendo giù. E molto si è sistemato. La Romanelli e Bruschi è stata una grande, benefica istituzione per il Mugello, un’istituzione che ha assistito tanta gente, in particolare grazie al particolare connubio che vi fu con i salesiani. Ora però un’epoca è finita”.

Una scelta importante è stata fatta: dopo l’avvenuta privatizzazione dell’opera pia –vi è stato anche un periodo in cui fu corso il rischio che tutti i beni potessero essere incamerati dal Comune-, gran parte del patrimonio è stato affidato in comodato gratuito alla parrocchia borghigiana: “La parrocchia di fatto –dice Borselli- è diventata il tramite per svolgere anche determinate attività sociali che fanno parte delle finalità della fondazione. E noi alla parrocchia abbiamo fornito i mezzi immobiliari per poter operare”. In pratica tutte le strutture di corso Matteotti (gli ex-salesiani), dal cinema fino ai tanti locali e impianti sportivi del centro giovanile sono stati affidati dalla Romanelli e Bruschi direttamente alla parrocchia. E lo stesso vale per Figliano. In carico alla gestione diretta della fondazione sono rimaste le case di campagna –a suo tempo date in locazione a privati, spesso in cambio di opere di miglioramento (Il Mulino, presso Figliano, è da anni affidato all’associazione Insieme, come centro di recupero per tossicodipendenti)-, i terreni agricoli, affidati ad alcuni coltivatori diretti, e i tre appartamenti, oggi fatiscenti (dove un tempo c’era Radio Mugello e che poi ospitarono alcuni giovani albanesi), che dovrebbero diventare sede per gli scout, oltre che per la stessa fondazione.

Borselli guarda indietro: “Non sono mancate le difficoltà. Prima che entrassimo noi, vi è stato un periodo buio, poco chiaro. Fu con la nascita delle due parrocchie che fu dato impulso a un recupero e a un riordino. Ricordo che fu scelto come presidente il prof. Alpigini e ricostituita la commissione amministratrice”. I terreni erano stati in gran parte abbandonati, le case date in affitto in modo piuttosto leggero, le entrate si erano azzerate, il terreno dell’aviosuperficie a Figliano ceduto per due lire. “Si cominciò –dice Borselli- a risistemare le cose, a fare i contratti di affitto: non si chiedeva molto, ma si poneva l’obbligo di risistemare gli immobili. Oggi i redditi derivanti dai beni sono dunque assai limitati. Tanto che probabilmente si dovrà pensare a vendere qualcosa”.

L’ultima novità, nell’utilizzo dei beni, riguarda il campo sportivo ex-Audax, rientrato nella disponibilità dell’Opera Pia dopo un lungo contenzioso legale, e ora in comodato alla parrocchia: quello spazio sarà gestito dalla locale società di rugby: “una scelta opportuna. E coerente con le finalità della Romanelli e Bruschi”, dice Borselli.

Le proprietà della Romanelli e Bruschi

-          il complesso immobiliare in corso Matteotti –dai numeri civici 210 a 216- comprendente tre fabbricati oltre terreno e resede, campo sportivo con annessi servizi, locali con sala cinematografica e piazzale con accesso da via del Pozzino, e corso Matteotti numeri 182, 190, 204 e 206

-          l’ex-azienda agricola in località Figliano, costituita da terreni agricoli (da Figliano fino a Luco) e da nove fabbricati.

La storia

L’attuale Fondazione Civile “Istituto Carlo Romanelli e Domenico Aldolfo Bruschi” di Borgo San Lorenzo nasce come orfanotrofio per un lascito, nel 1885 del dottor Carlo Romanelli, al quale si aggiunge una donazione, nel 1927, degli eredi di Adolfo Bruschi.

Il nuovo statuto prevede quattro membri di nomina dell’Arcivescovo di Firenze, e uno del sindaco di Borgo San Lorenzombri di nomina pubblica (comunale). (in precedenza cinque più due).

Nel 1998 l’Orfanotrofio ottiene la privatizzazione dalla Regione Toscana e diventa fondazione. Lo scopo dell’istituzione “in conformità alla volontà dei costituenti e secondo la sua tradizione storica” è “la formazione religiosa, ispirata ai principi della religione cattolica, l’elevazione umana e culturale, l’assistenza sociale dei ragazzi e dei giovani, specialmente in età adolescenziale e con particolare riferimento a quelli di condizione mentale o fisica più debole e di condizione economica più bisognosa, senza distinzione di cultura, di religione e di etnia”.

I componenti della Commissione Amministrativa (ora in scadenza), sono Romano Borselli (presidente), Luigi Ceccatelli, Carlo Adini, Andrea Salvadori e Mario Ceserini (di nomina dell’Arcivescovo), Delia Falli e Giacomo Giovannini (di nomina comunale).

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno-luglio 2007

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