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IL NUOVO SAGGIO DI DON VINCENZO ARNONE

Romanzo toscano

La copertina del libro di Don Vincenzo ArnoneCapita ogni tanto, di trascorrere ore tra gli scaffali ricolmi di una libreria, alla ricerca di qualche “gioiello letterario” che stimoli e risvegli quel desiderio interiore di conoscenza, troppo spesso represso da una pioggia inarrestabile di pubblicazioni dal taglio strettamente commerciale la cui reiterata banalità non provoca che un effetto inibitorio anche sul più disponibile dei lettori. Rari sono gli scritti sostenuti da una certa originalità che presentino anche spunti di ambiziosa e genuina cultura.

Sarebbe opportuno cioè che una prosa elegante e fluida, densa di citazioni e temi su cui riflettere, ci regalasse insieme al piacere intimo della lettura, anche la consapevolezza di un arricchimento culturale ancor prima che morale.

Eppure “Romanzo toscano”, ultima opera di don Vincenzo Arnone, ci regala molto più di tutto questo, attraverso un’approfondita, coltissima indagine storica sulla Toscana, straordinaria per la semplicità espositiva, piacevole e coinvolgente nei contenuti.

Arnone, con stile arcaico, per altro gradevolissimo, ci accompagna nella prima parte dell’opera, per luoghi noti della nostra terra, in un viaggio nel tempo al cospetto di illustri personaggi storici come Dante o Andrea del Castagno, Brunelleschi o il Savonarola, descrivendone aneddoti ora drammatici, ora intriganti. Simpatici e “coloriti” i misfatti del piovano Arlotto, mentre quasi palpabile compare il pellegrinaggio e l’incontro di Giorgio Vasari e Michelangelo con Papa Giulio III nell’anno santo 1550. Non meno suggestive le lettere di Galileo Galilei alla figlia Suor Celeste.

E di seguito con linguaggio nuovo, sempre più vicino al nostro tempo, fino all’incontro con La Pira, Luzzi, Bargellini e i più grandi giornalisti fiorentini, senza fermarsi mai; in un intreccio dove cultura e notizie, presente e passato, dramma e commedia, ma anche farsa si susseguono e si rinnovano alternativamente.

A volte emergono evidenti tracce fantastiche, genialmente inserite dall’artista scrittore, senza mai però apparire come semplice sfoggio di erudizione fine a se stessa, ma anzi leganti fondamentali degli argomenti esposti ed esaltazione opportuna dei personaggi descritti.

Un testo di grande intensità insomma, sostenuto dalla mano lieve e fantasiosa di uno scrittore che coinvolge e irretisce il lettore in un gioco sottile che non è solo storia, ma anche cronaca con brani tratti dal cronicon parrocchiale della chiesetta di Montebonello in cui egli officia, o ripercorrendo eventi catastrofici come quello dell’alluvione del 1966 senza dimenticare aspetti di costume come la dimensione rurale di un tempo e una minuziosa quanto gradevole descrizione di vari luoghi della Toscana.

Un saggio di qualità che racchiude inoltre riferimenti particolari per la città di Firenze; una storia che ci appartiene e pensavamo di conoscere, ma che così proposta non può che stimolarci ad un’analisi più profonda del nostro passato, aperto qui come le pagine di un album, le cui immagini sono unite e disposte secondo quella passione poetica sempre presente tra le righe dell’artista siciliano.

Dimostrazione ulteriore, se ancora ce ne fosse bisogno, del grande percorso letterario intrapreso da Vincenzo Arnone che si avvale di un elenco lunghissimo di pubblicazioni tra cui spiccano le monografie su Cesare Pavese e Ignazio Silone, il romanzo edito nel 2004 L’ombra del padre, il saggio su Papini un uomo.. infinito del 2005, o la trilogia narrativa spirituale ambientata nella Cappadocia dei primi secoli del cristianesimo: La valle degli anacoreti, Il Vangelo apocrifo di Maria e Basilio il grande tra eremo e agorà. Del 2006 è l’intensa raccolta poetica di preghiere, Ritmi del tempo liturgico.

Tra le opere teatrali di Vincenzo Arnone si ricordano: Savonarola, La notte di Arzamàs (recitazione tolstoiana), Dialogo delle Sante.

Già presente nelle migliori librerie, Romanzo toscano, prevede un nutrito calendario di presentazioni iniziate già il 17 di aprile ad Agrigento, per proseguire poi martedì 23 aprile a Poggio a Caiano e lunedì 28 a Firenze in via Cavour, presso la sede della Regione Toscana con inizio alle ore 17.

 

Massimo Certini

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile-maggio 2008

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