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Rufina, nuovo parco per la Villa Di Poggio Reale

Si bisbiglia in una vecchia leggenda popolare, che Lucifero avesse impresso l’orma del proprio zoccolo su uno dei muri perimetrali della villa, elevando non poco curiosità ed interesse verso questo complesso architettonico inserito sul dolce rilievo che domina l’abitato di Rufina.

 

Commissionata nella seconda metà del XVI sec. dai conti Mormorai, fiorentini di Santa Croce a un anonimo architetto, la villa di Poggio Reale, fu eretta su disegno di Michelangelo, secondo uno stile che s’identifica nella doppia scalinata semicircolare esterna e nel ricco cornicione adorno di numerose formelle ornamentali.

Appartenuta in seguito ai nobili Berardi e poi ai Liccioli, nel 1891 diviene dimora stabile della famiglia Pantellini.

Al culmine del suo splendore alla villa, arricchita da giardini curati e da un bel parco, erano annessi anche una fattoria e ben diciannove poderi.

Nel 1929 il complesso diviene proprietà dei conti Spalletti e solo recentemente, il Comune di Rufina ultimo proprietario dell’edificio, ha iniziato quel lungo cammino di recupero e restauro che oggi ci consente di godere interamente un’area storica che sembrava ormai dimenticata. Insieme all’elegante edificio sono completamente restaurati la cappella settecentesca, la foresteria e le vaste cantine, tra l’altro sedi dell’enoteca e del bellissimo “Museo della Vite e del Vino”. L’ultimo sforzo dell’amministrazione comunale, è terminato domenica 17 giugno con l’apertura al pubblico del parco e dei giardini che circondano la villa.

Un intervento che ha interessato un’area di 65000 mq. Con un costo non indifferente che ha sfiorato il milione di euro, la maggior parte del quale stanziato dagli enti ministeriali Cipe e il rimanente da Regione e Comune di Rufina.

Giunta ad un livello di degrado insostenibile, la vasta area verde è così restituita al pubblico nella sua integrità secondo metodi di restauro garanti delle caratteristiche storiche originali che valorizzano ora gli angoli più suggestivi come l’ex limonaia, il vecchio lavatoio, il Bosco della Ragnaia e il viale d’ingresso (364 m), l’oliveto ed il vigneto.

Un complesso interamente restituito al pubblico dunque che offre l’opportunità di ricreazione e svago all’aria aperta con possibilità di permanenza e sosta in un parco che grazie all’impegno degli enti proposti conserva nel tempo il significato storico ambientale e culturale per il quale era stato realizzato.

 Massimo Certini

 

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, agosto 2007

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