LA SOLUZIONE: DEMOLIRE
QUELLA VECCHIA, E RICOSTRUIRE
Sagginale senza chiesa
“Non
c’importa una chiesa monumentale. In cemento, in legno, anche più piccola.
L’importante è che non ci lascino senza chiesa. Sagginale della chiesa non può
farne a meno”: lo dice Elio Panchetti, ma lo dice a nome di tutta la comunità di
Sagginale. La frazione di Borgo San Lorenzo -500 abitanti-, da oltre un anno è
senza luogo di culto. Perché la moderna chiesa –fu inaugurata nel 1969,
quand’era parroco don Antonio Giacomelli-, di forma circolare, in cemento-
nell’aprile 2008 dette segni di cedimento: si staccarono due grandi pannelli,
fortunatamente senza conseguenze per cose e persone, e poco dopo si dovette
dichiarare l’inagibilità dell’edificio. Da allora la parrocchia della Sacra
Famiglia a Sagginale celebra la Messa nella sala della canonica, il sabato sera,
e il giovedì. Qui vi sono state sistemate sei panche e qualche sedia, e con
trenta persone la sala è gremita. E lì dentro i sagginalesi non si sentono a
loro agio: “Qui prima venivamo a giocare a carte, a fare le riunioni, a fare le
commedie...”.
La
“malattia” strutturale della chiesa di Sagginale era nota da tempo. Don Fissi e
i parrocchiani avevano notato già da qualche anno che lungo le colonne si
vedevano degli spiragli di luce dall’esterno. Segno chiaro che i pannelli di
cemento, tra colonna e colonna, stavano staccandosi. “Un giorno –racconta
Panchetti- con don Renato prendemmo un camion con l’elevatore, per fare un
sopralluogo nella parte superiore della chiesa, e ci rendemmo conto che non
c’era muratura, che i pannelli si muovevano”. Intervennero i tecnici, furono
avanzate varie soluzioni, chi proponeva una fasciatura in ferro all’esterno, chi
interventi alle colonne, chi pensava fosse un problema di infiltrazioni. Così,
per eliminare queste infiltrazioni, si realizzò, spendendo quasi 20 mila euro,
un sistema di raccolta delle acque. Ma servì a poco.
In
occasione della visita pastorale dell’Arcivescovo, Card. Antonelli, i
parrocchiani fecero presente la gravità della situazione. Ci pensò poi una
serata ventosa a render ancor più evidente il problema: due schianti nella
notte, due pareti in cemento, dalla parte superiore, che si staccarono cadendo a
terra.
Così ora
si sta decidendo il da farsi. E di recente a Sagginale si è tenuta un’assemblea
pubblica. “La chiesa –spiega il nuovo amministratore parrocchiale di Sagginale,
don Maurizio Tagliaferri- necessita di lavori strutturali, con spese
consistenti. Nei mesi scorsi sono stati eseguiti rilievi e carotaggi, e il
risultato evidenziato è al di sotto di ogni standard minimo richiesto per la
sicurezza e l'incolumità delle persone.”
Due
le ipotesi in campo, per non proseguire in questa fase di stallo: da una parte
si pensa a una ristrutturazione, “che però –nota don Tagliaferri- non elimina la
discutibilità del progetto architettonico, per la verità poco convincente a
detta di molto partecipanti all'assemblea, e non solo”; dall’altra, la soluzione
più drastica, ovvero l’abbattimento, una soluzione caldeggiata sia dagli
intervenuti all’assemblea che dal consiglio pastorale di Sagginale-Olmi.
Così ora
il problema diventa in gran parte economico, ovvero il reperimento dei fondi
necessari. Anche se prima dovrà essere presa una decisione definitiva circa
l’abbattimento della vecchia chiesa, e la tipologia del nuovo edificio.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2009

