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IL DOTTOR SANGUINETTI E LA MISERICORDIA BORGHIGIANA

Amico di Padre Pio e del Mugello

Guglielmo Sanguinetti: questo nome non dice nulla ai borghigiani nati nel dopoguerra, ossia dal 1945 in poi; ma in coloro che hanno superato la sessantina, il sentire questo nome suscita ricordi ancora vivi. "Era il mio dottore!"... "E' stato il medico della mia famiglia..." "Mi vide nascere..."; e via ricordando. A Borgo San Lorenzo, a Ronta e un po' in tutto il territorio del comune, la memoria del dottor Sanguinetti è tuttora diffusa. Di recente, l'interesse per questa figura di medico è stato, per così dire, ravvivato dalle trasmissioni televisive del Canale 5 e di RAI 1 sulla vita del beato Padre Pio da Pietralcina. Lo dimostrano i commenti della gente. Fra chi non ha conosciuto Sanguinetti si è accesa una certa curiosità, una voglia di saperne di più. E fra chi lo ha conosciuto ecco alcuni commenti: "L'attore televisivo non gli rassomigliava!", "Hanno detto inesattezze sul suo primo viaggio nel Gargano", "Lo ricordo assai diverso", ...

Proprio sull'onda di questo rinnovato interesse mi è sembrato opportuno scrivere qualcosa su quello che fu il rapporto fra il dott. Sanguinetti e la Misericordia. Lo faccio volentieri per due motivi: per l'attaccamento che ho fin dalla giovinezza (tradizione di famiglia) alla Confraternita borghigiana, e per il ricordo indelebile del dottor "Mino" Sanguinetti, che era il medico mio e della mia famiglia.

Il dottore era un emiliano "doc" (era nativo di Parma), e nella sua terra, fin da giovane, aveva respirato una certa atmosfera di anticlericalismo che era assai diffusa in alcuni ceti sociali. La cosa si era consolidata poi, durante gli studi universitari e nell'ambiente medico a Roma. Quando sua moglie (la dolcissima signora Emilia, che lui chiamava più brevemente "Mì") cominciò a parlargli di un certo Padre Pio, chiedendogli di andare a conoscerlo, lui da principio non ne volle sapere; ma poi si convinse per amore verso la moglie: "Vengo solo per farti da autista...". E tutti ormai sanno come andò a finire. E' vero che le premesse c'erano, perché il dott. Sanguinetti, pur burbero nell'aspetto, aveva un cuore d'oro (quante volte, andando a visitare i poveri ammalati nei tuguri di paese o in campagna portava loro, oltre i medicinali, anche qualcosa da... metter sotto i denti, perché vedeva la miseria e la fame!). Quindi, iniziata la sua conversione, gli venne facile "agganciarsi" alla Misericordia. Tante volte, nell'esercizio della sua professione, si era trovato a contatto con quegli "uomini neri" (i "fratelli" che allora indossavano la cappa nera anche in ambulanza), incaricati di trasportare il malato o il ferito all'ospedale, in un servizio che non prevedeva altro compenso che "Dio ve ne renda merito!". E, a un certo punto, alla curiosità del dottore verso questa antica istituzione, si sostituì la voglia di "dare una mano", per alleviare ancor più l'umana sofferenza. Si iscrisse alla Confraternita in ciò stimolato da un suo grande amico, il dott. Pietro Casini che poi sarebbe stato, dal 1944 al 1949, Provveditore della Misericordia borghigiana. Nominato Capo di Guardia Onorario, fu chiamato nel 1942 a far parte del Magistrato, ove in seguito (dal '44 al '49) ricoprì la carica di Presidente. Nel 1941 (era allora Provveditore Emilio Maestrini) il dott. Giuseppe Cieri (Direttore dell'ospedale a Luco) interessò la Misericordia, nella persona del dott. Sanguinetti, alla ricerca di persone che fossero disponibili a donare il sangue nell'ospedale mugellano. Ebbene, il dott. Sanguinetti si dette subito da fare, e in poco tempo riuscì ad unire una decina tra "fratelli" e "sorelle" della Misericordia, pronti ad intraprendere questo nuovo tipo di "servizio" al prossimo. Nasceva così il primo "gruppo donatori di sangue" a Borgo. Le prime trasfusioni, allora, avvenivano in forma "diretta", cioè collegando con un tubicino e uno stantuffo la vena del donatore a quella del ricevente! Il dr. Sanguinetti era entusiasta di questi primi risultati di impegno e di generosità. E quanto questa generosità fosse necessaria lo si vide, purtroppo, due anni più tardi, quando -il 30 dicembre 1943- si ebbe la prima, terribile incursione aerea su Borgo San Lorenzo. Oltre ai circa 100 morti vi furono moltissimi feriti, e tanti in gravi condizioni per copiose emorragie. Ebbene, non è esagerato dire che almeno una parte di quei feriti, ebbero salva la vita per l'intervento del "gruppo donatori" voluto dal dott. Sanguinetti!

Il buon dottore già stava pensando di lasciare il Mugello per adempiere la promessa fatta a Padre Pio, che lo voleva a San Giovanni Rotondo per far nascere la sua "Casa Sollievo della Sofferenza"; ma la guerra, per il momento, bloccava ogni cosa.

Proprio in quel periodo, esattamente nel 1942, la principessa Isabella Borghese, che abitava al Palagio di Scarperia, per onorare la memoria del figlio Giuseppe decise di donare al Mugello un apparecchio radiologico, e contattò il dott. Sanguinetti per regalare l'apparato alla Misericordia. Il dottore, sempre aperto a recepire le necessità della gente, si rese subito conto che questo dono era veramente prezioso. Solo che il "fronte" si stava avvicinando di giorno in giorno al Mugello: i bombardamenti si ripetevano, e anche la Sede della Misericordia era danneggiata. Non si poteva, in simili condizioni, pensare a impiantare la radiologia. Eppure la necessità urgeva, perché neppure a Firenze c'erano più apparati radiologici in funzione: l'ultimo rimasto, quella del Dispensario Antitubercolare del viale Redi, era stato polverizzato da una bomba. Come fare? Sanguinetti non si perse d'animo e -col parere favorevole del Magistrato della Misericordia- trovò la sede per un'installazione provvisoria, nei locali della canonica di San Giovanni Maggiore a Panicaglia. E lì, nel 1944, furono eseguite le prime "lastre" ai malati e feriti mugellani.

Appena terminato il conflitto, il pensiero di Sanguinetti fu quello di portare la radiologia a Borgo. La sede della Misericordia in via Giotto fu alla meglio riparata dai guasti delle bombe e delle cannonate, e nei locali che danno su via Roma (ove allora era ospitato anche l'ambulatorio comunale) si trasferì nel 1946 l'apparecchio radiologico.

E il dottore, nella sua veste di Presidente del Magistrato, si diede ancora da fare: fece impiantare accanto alla radiologia anche un impianto per cure con i raggi infrarossi ed ultravioletti; e si attivò presso l'A.M.G. (Governo Militare Alleato) affinché la Misericordia potesse riavere un'ambulanza, dato che le due in dotazione erano state razziate dai Tedeschi in ritirata (nonostante che il dott. Sanguinetti le avesse fatte portare a S. Cresci in Valcava, ove era "sfollato" anche l'Ospedale da Luco). E così, nel Luglio del 1946 arrivò un'ambulanza dell'esercito americano, un "Gippone".

Ma - ormai - il dottor Guglielmo stava sempre meno a Borgo e sempre di più a S. Giovanni Rotondo, perché l'idea del grande ospedale di Padre Pio stava per cominciare a diventare realtà. Finché venne il momento - amaro per la Misericordia e per i borghigiani - del distacco definitivo. Guglielmo Sanguinetti lasciava il Mugello seguito dal rimpianto dei suoi "pazienti", dei suoi amici medici, di tutti i "fratelli" della Misericordia.

Passarono gli anni. La "Casa Sollievo" a San Giovanni Rotondo, divenne una realtà anche per merito dell'impegno di uomini come Sanguinetti. Il quale ebbe la soddisfazione di inaugurare gli ambulatori, ma non poté vederla terminata in funzione di ricovero ospedaliero, perché nel Settembre del 1954, improvvisamente, il suo cuore generoso si fermava.

E fu un grande dolore anche per Borgo e per il Mugello. Infatti due anni più tardi, nel Settembre '56, la Misericordia di Borgo organizzò un autobus di "fratelli" e "sorelle" guidati dal Pievano mons. Bonanni e dal Provveditore Agostino Rossi, per portare a S. Giovanni Rotondo il busto del dott. Sanguinetti (opera dello scultore mugellano Antonio Berti) che fu collocato (presente Padre Pio che gli dette la benedizione fra le lacrime!) nell'atrio d'ingresso dell'Ospedale, dove tuttora si trova, quasi ad accogliere chi entra in quella immensa "struttura della carità". Quel giorno stesso, la vedova del dottore, signora Emilia, abbracciò ad uno ad uno i "suoi borghigiani" accompagnandoli nella visita all'ospedale; e poi il momento più commovente: nel piccolo cimitero di S. Giovanni Rotondo, la signora "Mì" circondata dai "Misericordiosi" si inginocchiò sulla modesta tomba del buon dottore, mentre la bandiera della Misericordia si inchinava riverente, e il Provveditore scandiva con la voce rotta dalla commozione: "Confratello Guglielmo Sanguinetti, che Dio te ne renda merito!".

Riccardo Bartolini


 Le date del confratello Guglielmo Sanguinetti

1938:   Nella Commissione per l'acquisto della seconda ambulanza;

1942:   Eletto nel Magistrato;

1942:   La Principessa Borghese gli dona l'apparecchio RX;

1944:   8 Febbraio: Nominato Presidente del Magistrato;

1944:   Impianto radiologico a S. Giovanni Maggiore;

1945:   Marzo: Propone l'acquisto di un'ambulanza dagli alleati;

1945:   Riconfermato alla Presidenza del Magistrato;

1946:   Riconfermato alla Presidenza del Magistrato;

1946:   25 Aprile: Inaugurazione Gabinetto Radiologico;

1946:   10 Agosto: Inaugurazione ambulanza "gippone";

1946:   Novembre: Annuncia che lascerà Borgo;

1949:   Ormai stabilito a S. Giovanni Rotondo, è sostituito nella carica di Presidente del Magistrato;

1956:   Settembre: la Misericordia in forma ufficiale, partecipa alla inaugurazione del busto a San Giovanni Rotondo e rende omaggio alla tomba.

il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2001

 

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