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TERMINATI I LAVORI NELLA PIEVE DI BARBERINO

San Silvestro tutto nuovo

Il pievano di Barberino don Paolo Cioni è soddisfatto: mancano gli ultimi ritocchi e il grande intervento di risistemazione della Pieve di San Silvestro potrà dirsi presto ultimato.

Don Paolo, per diversi mesi, ha dovuto assumere anche la veste di direttore dei lavori, e il risultato gli dà ragione. “Quando arrivai qui a Barberino –dice-, undici anni fa, mi accorsi subito che era necessario intervenire. I problemi non mancavano, dal tetto pioveva, e se negli anni ’90 era stato ristrutturato l’interno della chiesa, l’intervento fu effettuato in modo parziale e inadatto sul piano  liturgico. Oltre al tetto, anche le parti interne, gli intonaci, gli esterni, la torre campanaria, le vetrate, l’esterno della canonica, avevano bisogno di un lavoro di restauro”.

Così ci si è messi all’opera, e ora la chiesa parrocchiale barberinese ha tutt’un altro aspetto, a cominciare dal campanile, prima a mattoni e che ora è stato intonacato, in coerenza con l’esterno della pieve, anch’esso tutto rintonacato. All’interno è stato realizzato un nuovo altare, e collocato un coro ligneo sul perimetro dell’abside, ponendo al centro, in evidenza, la sede del celebrante, mentre sulla destra è stata relizzata la cappella del SS. Sacramento, con lo spostamento del tabernacolo. Prima di tinteggiare le pareti si è provveduto, su indicazione della Sovrintendenza, ad effettuare alcuni saggi, dai quali è risultato che tutta la chiesa è decorata dalla mano dei Chini. Si è deciso di lasciare visibili i saggi che mostrano le decorazioni chiniane, ma non di riportare tutto alla luce: “Se tornassimo alle pareti decorate di un tempo –spiega don Cioni- il risultato sarebbe un ambiente troppo cupo. Senza contare i costi: per un recupero completo sarebbero occorsi 900 mila euro. E’ stato allora deciso di recuperare le decorazione delle quattro cappelle interne, e una, quella del Crocifisso, già lo è stata, con un risultato davvero bello”.

Economicamente, l’intervento di restauro ha superato i 600 mila euro di costo. Ha contribuito la Curia, ed è stato utilizzato il ricavato dalla recente vendita di una parte del convento della Badia a Vigesimo. Non ci sono stati contributi pubblici. La Banca del Mugello ha finanziato il nuovo altare, “mentre la ditta Gecof –aggiunge il parroco- che ha provveduto in maniera molto bella e competente ai lavori, ha offerto il coro ligneo e la sede del celebrante. Vorrei menzionare anche la ditta Polloni di Firenze, estremamente qualificata, che ha ottimamente restaurato le nove vetrate della chiesa”.

Don Cioni traccia un bilancio: “Questo restauro ha dato bellezza, lustro e onore alla nostra Pieve. La gente ne è rimasta contenta, e anch’io lo sono. Noi parroci spesso siamo chiamati ad occuparci anche delle strutture, che peraltro non sono di nostra proprietà ma della Diocesi.  Ne è valsa la pena, a vantaggio di tutto Barberino. Del resto la parrocchia è la casa di tutti, e la casa è giusto renderla bella e accogliente, per ospitare nel miglior modo la comunità cristiana, che è parte integrante e viva dell’intero paese”.

Foto di Paolo Menchetti

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2008

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