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OPINIONI

Quarantacinquemila metri cubi per Sant'Agata ?
No grazie...

45000 metri cubi di nuove case a Sant' Agata in Comune di Scarperia. 45000 metri cubi di nuove costruzioni che il Comune "concederebbe" a chi comprerà il vecchio zuccherificio per demolirlo. Il condizionale è d'obbligo e per quanto mi riguarda auspicabile: sembra che presto ci sarà l'asta per l'aggiudicazione. Chiaro che chi concorre per comprarselo (parlano di miliardi di lire) avrà consistenti garanzie per poterci costruire sopra questi 45000 metri cubi. 

45000 metri cubi di case voglion dire circa centotrenta appartamenti. Centotrenta appartamenti voglion dire circa quattrocento persone in piu' a Sant'Agata. Detto questo la domanda che ci viene spontanea è: veramente Sant'Agata ha bisogno di tutta questa gente? Di gente che vi risiede magari come pendolari o come abitanti del fine settimana? Se non sbaglio Sant'Agata è uno di quei pochi angoli nel Mugello che ancora mantengono quel po' di valore di ambiente e di vita che purtroppo vanno scomparendo dai nostri orizzonti. lmmaginiamo per un attimo una cosa... Immaginiamo di veder sparire questo mastodonte che a suo tempo ha anche servito e non poco all'economia della zona ma che ora è là in attesa che qualcuno si decida a rimuoverlo. E' chiaro che nessuno possa volere che questo testimone ingombrante d'un'epoca felicemente passata resti là a ricordarci quello che eravamo, ora che siamo diventati tutti ricchi. E immaginiamo di vedere tutta quell'area e quel piano restituito alla sua originaria destinazione di parco sul retro della villa che s'affaccia sulla piazza.  lmmaginiamo la villa stessa ristrutturata e trasformata in locali a servizio pubblico come biblioteca locali di ritrovo, museo. Una ricchezza e un prestigio per il paese e per tutti d'un valore inestimabile. 

lmmaginiamo invece l'altra soluzione; quella dei 45000 metri cubi. Villette e case a schiera; magari un grosso condominio con tutti i suoi millesimali. Quattrocento persone in più che arrivano e partono con almeno centocinquanta macchine. Un altro paese da affiancare al vecchio. Se si facesse un referendum son convinto che la stragrande maggioranza dei santagatesi voterebbe per la prima soluzione.Chi è favorevole alla seconda? A parte qualche commerciante locale e i pochi innamorati del traffico da sballo penso che resterebbero solo quei pochissimi che con Sant'Agata hanno pochissimo a che vedere. 

Parlo dei signori che trafficano nell'edilizia (imprenditori, costruttori ingegneri, architetti e geometri) e di tutti i loro accoliti detti volgarmente speculatori. Viene spontaneo dire: lasciamo tutta questa gente da parte e facciamo a meno di loro. Molto probabilmente non è così facile e lo dimostra il fatto che quei 45000 metri cubi sono là con tutto il loro peso a dirci che non e così. L'urbanista (l'architetto che ha redatto il piano regolatore con questi dati) e chi questo piano e questi dati li ha approvati (il Comune e la Regione) avranno avuto le loro buone ragioni per muoversi così. Ma come tutte le discipline non scientifiche (come lo è decisamente l'urbanistica senza tema di smentite) anche l'urbanistica ha tante facce da prestarsi alle più svariate interpretazioni, tanto che qualcuno malignamente dice che si tratta di materia da tirare come la trippa. 

Per esempio si sente parlare in giro di venticinquemila da fare a Sant'Agata e di ventimila da spostare a Scarperia. Sempre metri cubi naturalmente. Come se si trattasse di sacchi di patate. E ancora io domando: Ma servono a Sant'Agata e ai santagatesi 25000 metri cubi? E servono agli scarperiesi i restanti ventimila? Perché se non si fosse capito è bene dire chiaramente una cosa: l'urbanistica con tutte le sue scelte deve servire unicamente ai cittadini e non soltanto a chi manovra ruspe mattoni e calcestruzzi. Un amico di Sant'Agata mi chiede cosa farei nel caso io fossi nei piedi della Sandra Galazzo sindaco. Siccome sono amico della Sandra mi permetto questo suggerimento, per quel poco che possa valere: bloccherei immediatamente tutta la questione zuccherificio nel senso che chi vuol partecipare all' asta (quando ci sarà e se ci sarà) sappia bene che là è tutto da decidere, verificherei con grande attenzione e serietà se è veramente necessario trasformare quel volume da industriale a residenziale o se non sarebbe più coerente abbatterlo e basta (come per conto mio sarebbe più corretto) e prevedere qualcosa che fosse più coerente con una visione più attenta all'ambiente e ai santagatesi; proporrei un concorso d'idee per trovare la soluzione migliore in vista del recupero dell'area e del volume della villa ad uso pubblico.

Detto questo è facile bloccare la mia chiacchierata con un semplice appunto: i soldi. Il costo dell'area dipende, come tutte le cose in commercio, da quello che se ne può fare.Se in quell'area non si possono costruire 45000 metri cubi di case ecco che i miliardi cominciano a calare verso i milioni.Altri milioni occorrono per smontare il baraccone.Ma quanti milioni in tutto? Forse è bene andare a vedere quanti sono questi milioni.Con le idee più chiare ed informate, ed in una fantasia anche se non troppo in linea con la sfregola affaristica dei tempi, perché non pensare ad una iniziativa da parte del Comune che si facesse interprete di quello che la Legge Merloni (Legge 109/94) contempla per i lavori di pubblica utilità?Voglio dire, la realizzazione di lavori pubblici finanziabili con capitali privati in quanto suscettibili di gestione economica. Lavori per il recupero della villa e la realizzazione di nuove strutture nell'area dello zuccherificio, il tutto finalizzato a turismo, a ristorazione, sport, cultura.Pensato l'esistente acquisito dal Comune, il privato progetta, realizza e gestisce economicamente il tutto per un numero tot di anni. Sarebbe poi cosi fuori dalla realtà una partecipazione diffusa ad una operazione economica che vedesse una sorta di azionariato promotore di una simile iniziativa? 

Comunque sia e qualunque sia la sorte cui verrà destinato quest' angolo notevole del Mugello ci rivolgiamo con forza a chi ne ha il potere: per favore non dateci una SANT'AGATA DUE!

VASCO BANCHI - SCARPERIA © il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2001

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