Riflessioni dopo la chiusura
della chiesa di Scarperia
Quando la chiesa
è inagibile …

Appena due
giorni prima di Natale, la chiesa principale di Scarperia – SS. Jacopo e Filippo
– è stata dichiarata inagibile. Una trave, forse per il carico della neve e lo
sbalzo delle temperature dei giorni precedenti, si è spostata dal suo
alloggiamento. A scopo precauzionale e per effettuare i doverosi controlli, si è
detto, la chiesa è stata chiusa; tutte le funzioni, dalla vigilia di Natale in
poi, sono state spostate all’interno del tendone del Circolo MCL, attiguo ai
locali parrocchiali: una tensostruttura sufficientemente grande, riscaldata e a
pochi passi dal centro storico del paese.
Al momento
non si sa quando e come la chiesa verrà messa in sicurezza e riaperta.
Per
chiarire la situazione e riflettere insieme sulle conseguenze, ci siamo rivolti
ai parroci,
"Il
problema alla trave della chiesa non è stato certo un evento prevedibile; ciò
che già si sapeva era che il tetto non subiva opere di manutenzione da circa 40
anni. Con l’Arcidiocesi già sono stati programmati vari interventi di restauro:
adesso se ne aggiunge un altro, urgente, che va ad aggravare ancora di più le
spese da sostenere. Ma queste non sono le uniche opere da affrontare per gli
edifici religiosi del paese: da mesi è chiusa la vecchia propositura. Tuttavia,
trattandosi di una struttura usata solo in poche circostanze all’anno, è
sembrato fin da subito prioritario orientare le nostre risorse verso i locali
parrocchiali e coinvolgere, invece, l’amministrazione comunale e i fondi
pubblici per la ristrutturazione della vecchia propositura.
Sicuramente la
Nel
nostro territorio – e in Italia e in generale – siamo abituati a vivere la
liturgia in luoghi particolarmente belli, ricchi di storia e di arte: tutto
questo è un dono che diamo per scontato. Certo, l’edificio chiesa aiuta per una
migliore partecipazione: il raccoglimento e la possibilità di usufruire di
attrezzature adeguate (impianto acustico, panche, inginocchiatoi, riscaldamento,
ecc.) sono strumenti utili. Il disagio di celebrare sotto ad un tendone ci fa
sentire più solidali con tutte quelle comunità che per eventi catastrofici –
pensiamo, ad esempio, ai terremotati – o per mancanza di una tradizione o di una
storia in Paesi diversi dall’Italia, non hanno un luogo dove poter celebrare
l’eucarestia. Si dice spesso che “nonostante tutto, è Natale”: quest’anno
abbiamo potuto dirlo veramente…anche sotto ad un tendone e una pioggia
assordante!
Ringraziando i parroci per questa riflessione, abbiamo infine raccolto qualche
commento all’uscita delle celebrazioni. Ad alcuni parrocchiani, di varie età,
abbiamo chiesto: cosa ha comportato per te la chiusura della Chiesa?
-
Mi è venuto da pensare a tutte quelle persone che per mesi, anni, vivono questo genere di disagio: ai terremotati de L’Aquila, ad esempio, o a chi vive in Paesi dove non ci sono chiese. Mancano tante comodità, ci si distrae più facilmente, c’è più confusione e se piove, come in queste settimane, non si sente tanto bene. È difficile persino cantare e sentire le chitarre!
-
In una chiesa è tutta un’altra cosa. Mi riesce difficile concentrarmi nel tendone. Ma per il momento non si può fare diversamente.
-
Sappiamo che si tratta di un disagio temporaneo e questo ci fa ben sperare. Continuo a venire alla messa a Scarperia perché per me è qui la mia comunità, anche se c’è più confusione.
-
Nessun disagio, anzi. Mi sembra che ci sia più collaborazione. Ho visto tante persone intervenire per sistemare le sedie e liberare il tendone dopo la messa, che non mi sarei mai aspettata. Spesso succede questo: nei momenti di emergenza, le persone nel nostro paese tirano fuori uno spirito di solidarietà.
-
Oggi è ripreso il catechismo e mi sembra che ci siano meno persone alla messa. Forse molte sono andate in altre parrocchie. Anche questa può essere un’occasione positiva, no?
-
Per le celebrazioni, l’essenziale c’è! Poco importa se avvengono in una bella chiesa o in un tendone!

Per
contribuire al restauro della Chiesa e dei locali
parrocchiali di Scarperia:
Casella Postale: 97713549
Bonifico bancario “Lavori di ristrutturazione”: IBAN
IT46 A 08325 38090 0000 000 62905 c/o Banca del Mugello Credito cooperativo
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2010

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