I LUPETTI VANNO ALL'ESTERO
Scout in terra ungherese Eccoci ritornati nella nostra tana, a Borgo San Lorenzo, dopo aver
trascorso le Vacanze di Branco (VdB) in terra ungherese. Quest'anno, (evento eccezionale
perché non è consuetudine, neppure negli altri gruppi scout, che i Lupetti vadano
all'estero), abbiamo deciso di trascorrere i 10 giorni (normalmente passati in una regione
confinante), ospiti di un gruppo scout della città ungherese di Varpalota.
Per quale ragione? Perché abbiamo raccolto l'invito a
partecipare ad un campo gemellato da parte di due capo ungheresi, Dhora e Adel, che
avevano trascorso sette giorni del campo estivo '98 con i nostri ragazzi.
Perché a Varpalota? Perché il nostro comune ha un
gemellaggio non ufficiale con questa cittadina e, dopo alcuni contatti con
l'amministrazione comunale per usufruire di un contributo al viaggio, e organizzare bene
il tutto, ci siamo buttati nell'impresa.
I soldi sono sempre il problema maggiore, ma lo abbiamo
risolto con alcune attività d'autofinanziamento: creazione di maschere per il carnevale
mugellano e parallela vendita di coriandoli; vendita di oggetti d'artigianato africano, in
collaborazione con l'associazione Solidarietà missionaria, durante la fiera agricola;
gustosissimo pranzo ungherese a Castellonchio per gli "amici" ed anche un
contributo degli "Amici di Castellonchio". Certo è che se i genitori non ci
avessero dato una mano in queste attività saremmo arrivati appena a Venezia.
Perché fare un campo scout gemellato con un gruppo
ungherese? Per confrontarsi, vedere come si possono fare in modo diverso le stesse cose,
per abituarsi ad accettarsi ed accettare anche gli altri che hanno tradizioni diverse
dalle nostre. Per dare una dimensione internazionale, anzi mondiale, dello scoutismo ai
nostri ragazzi, che lo vivono al massimo in una dimensione provinciale, (partecipando ad
attività con altri gruppi della zona di Firenze) e poi anche perché oggi si parla
tantissimo d'Europa, ma la cosa fondamentale per capire questi concetti, come dice il
metodo scout, è toccarli con mano, fare.
Durante tutto l'anno sono state svolte attività di
preparazione, sia sulla conoscenza d'usi e costumi, territorio, ecc., ma anche attività
importantissime sull'accettare l'altro, con le sue diversità (lingua, usi, costumi, e
modi di pensare).
Adesso lasciamo un po' di spazio ad alcuni commenti dei
ragazzi, genitori e cambusieri (cioè cuochi del campo).
 | Siamo stati fortunati, perché ci sono bambini della
nostra età che non sono andati così lontano. Abbiamo mangiato cibi molto diversi dai
nostri, e visitato luoghi interessanti. Ho fatto molta amicizia con i lupetti ungheresi ed
i loro capi: il mio amico migliore e che mi ricorderò per sempre è Petti. Peccato che le
VdB (Vacanze di Branco, N.d.R.) siano finite, ma dovevo tornare a casa. |
 | Quando sono partito dall'Italia ero preparato a
tutto, ma al mio arrivo in Ungheria, ho notato che le cose vissute sono diverse: peperoni
verdi crudi a colazione, pasta con cacao e marmellata a pranzo. Le case erano quasi tutte
diroccate, le macchine non erano moderne. Mi è piaciuto moltissimo fare il bagno nel lago
Balaton che è il loro mare. |
 | Ho imparato alcune parole ungheresi, ed ho
migliorato il mio inglese, parlando e giocando con loro. |
 | Mi sono piaciuti moltissimo i balli, canzoni e giochi
ungheresi: quando ci si diverte insieme, non importa se si parla una lingua diversa.
|
 | E' stato molto interessante visitare Budapest, ed il
lago Balaton. Gli scout ungheresi sono molto gentili, anche se a volte non ci capivamo
perfettamente. |
 | E' stata un'esperienza bellissima e
indimenticabile; comunicare con loro era difficile, ma non impossibile. Mi aspettavo un
paese più pulito, meno povero, con più negozi e macchine più moderne. La lontananza
della famiglia non l'ho sentita, perché ero tutta presa dalle attività che i vecchi lupi
ci proponevano. |
 | CAMBUSIERE: Dalla finestra della cucina era bello vedere i
bambini che giocavano insieme e si capivano anche a gesti. Abbiamo constatato che il cibo
italiano piace veramente agli ungheresi. |
 | GENITORE: Quando c'è stata fatta questa proposta, siamo
rimasti un po' perplessi, poi i timori hanno lasciato il posto all'entusiasmo per questa
scelta. Cosa ci hanno raccontato i nostri figli? La cucina era un po' diversa dalla
nostra: peperoni e wurstel a colazione sono un inizio di giornata un po' scioccante, ma
quando si ha fame si chiudono gli occhi e Ási mangia. Le zanzare ungheresi sono
fameliche, ma si sopravvive. La lingua è incomprensibile, ma con una chitarra e giocando
ci si diverte lo stesso. Le automobili sono dei catorci, ma ci si può viaggiare lo
stesso. Queste VdB rimarranno nei nostri ricordi, ma soprattutto in quelli dei nostri
figli. |
Concludendo possiamo affermare che è stata un esperienza
veramente significativa, sia per i ragazzi, che l'hanno vissuta con entusiasmo e con
attenzione, giocando comunicando (anche a gesti), cantando, sia per noi educatori, perché
ci siamo confrontati con una realtà diversa nel modo di vivere e di fare scoutismo. Il
messaggio che volevamo far recepire ai ragazzi è arrivato nel modo giusto, ma di questo
il merito non è solo nostro, ma anche dei loro genitori, che dopo un attimo di
smarrimento sono stati fantastici nel seguire i ragazzi in tutte le attività e nell'avere
fiducia in noi per il buon svolgimento del campo.
Ringraziamo veramente tutti quelli che ci hanno aiutato a
poter vivere e far vivere questa esperienza ai nostri ragazzi. BUONA CACCIA!
I Vecchi Lupi
Nelle foto:
Il gruppo al completo
Davide e Stefano con Norby e Christian
Leonardo |