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I LUPETTI VANNO ALL'ESTERO
Scout in terra ungherese

Davide e Stefano con Norby e ChristianEccoci ritornati nella nostra tana, a Borgo San Lorenzo, dopo aver trascorso le Vacanze di Branco (VdB) in terra ungherese. Quest'anno, (evento eccezionale perché non è consuetudine, neppure negli altri gruppi scout, che i Lupetti vadano all'estero), abbiamo deciso di trascorrere i 10 giorni (normalmente passati in una regione confinante), ospiti di un gruppo scout della città ungherese di Varpalota.

Per quale ragione? Perché abbiamo raccolto l'invito a partecipare ad un campo gemellato da parte di due capo ungheresi, Dhora e Adel, che avevano trascorso sette giorni del campo estivo '98 con i nostri ragazzi.

Perché a Varpalota? Perché il nostro comune ha un gemellaggio non ufficiale con questa cittadina e, dopo alcuni contatti con l'amministrazione comunale per usufruire di un contributo al viaggio, e organizzare bene il tutto, ci siamo buttati nell'impresa.

I soldi sono sempre il problema maggiore, ma lo abbiamo risolto con alcune attività d'autofinanziamento: creazione di maschere per il carnevale mugellano e parallela vendita di coriandoli; vendita di oggetti d'artigianato africano, in collaborazione con l'associazione Solidarietà missionaria, durante la fiera agricola; gustosissimo pranzo ungherese a Castellonchio per gli "amici" ed anche un contributo degli "Amici di Castellonchio". Certo è che se i genitori non ci avessero dato una mano in queste attività saremmo arrivati appena a Venezia.

Perché fare un campo scout gemellato con un gruppo ungherese? Per confrontarsi, vedere come si possono fare in modo diverso le stesse cose, per abituarsi ad accettarsi ed accettare anche gli altri che hanno tradizioni diverse dalle nostre. Per dare una dimensione internazionale, anzi mondiale, dello scoutismo ai nostri ragazzi, che lo vivono al massimo in una dimensione provinciale, (partecipando ad attività con altri gruppi della zona di Firenze) e poi anche perché oggi si parla tantissimo d'Europa, ma la cosa fondamentale per capire questi concetti, come dice il metodo scout, è toccarli con mano, fare.Foto di gruppo per i lupetti in Ungheria

Durante tutto l'anno sono state svolte attività di preparazione, sia sulla conoscenza d'usi e costumi, territorio, ecc., ma anche attività importantissime sull'accettare l'altro, con le sue diversità (lingua, usi, costumi, e modi di pensare).

Adesso lasciamo un po' di spazio ad alcuni commenti dei ragazzi, genitori e cambusieri (cioè cuochi del campo).

Siamo stati fortunati, perché ci sono bambini della nostra età che non sono andati così lontano. Abbiamo mangiato cibi molto diversi dai nostri, e visitato luoghi interessanti. Ho fatto molta amicizia con i lupetti ungheresi ed i loro capi: il mio amico migliore e che mi ricorderò per sempre è Petti. Peccato che le VdB (Vacanze di Branco, N.d.R.) siano finite, ma dovevo tornare a casa.
Quando sono partito dall'Italia ero preparato a tutto, ma al mio arrivo in Ungheria, ho notato che le cose vissute sono diverse: peperoni verdi crudi a colazione, pasta con cacao e marmellata a pranzo. Le case erano quasi tutte diroccate, le macchine non erano moderne. Mi è piaciuto moltissimo fare il bagno nel lago Balaton che è il loro mare.
Ho imparato alcune parole ungheresi, ed ho migliorato il mio inglese, parlando e giocando con loro.
Mi sono piaciuti moltissimo i balli, canzoni e giochi ungheresi: quando ci si diverte insieme, non importa se si parla una lingua diversa.
E' stato molto interessante visitare Budapest, ed il lago Balaton. Gli scout ungheresi sono molto gentili, anche se a volte non ci capivamo perfettamente.
E' stata un'esperienza bellissima e indimenticabile; comunicare con loro era difficile, ma non impossibile. Mi aspettavo un paese più pulito, meno povero, con più negozi e macchine più moderne. La lontananza della famiglia non l'ho sentita, perché ero tutta presa dalle attività che i vecchi lupi ci proponevano.
CAMBUSIERE: Dalla finestra della cucina era bello vedere i bambini che giocavano insieme e si capivano anche a gesti. Abbiamo constatato che il cibo italiano piace veramente agli ungheresi.
GENITORE: Quando c'è stata fatta questa proposta, siamo rimasti un po' perplessi, poi i timori hanno lasciato il posto all'entusiasmo per questa scelta. Cosa ci hanno raccontato i nostri figli? La cucina era un po' diversa dalla nostra: peperoni e wurstel a colazione sono un inizio di giornata un po' scioccante, ma quando si ha fame si chiudono gli occhi e Ási mangia. Le zanzare ungheresi sono fameliche, ma si sopravvive. La lingua è incomprensibile, ma con una chitarra e giocando ci si diverte lo stesso. Le automobili sono dei catorci, ma ci si può viaggiare lo stesso. Queste VdB rimarranno nei nostri ricordi, ma soprattutto in quelli dei nostri figli.

Concludendo possiamo affermare che è stata un esperienza veramente significativa, sia per i ragazzi, che l'hanno vissuta con entusiasmo e con attenzione, giocando comunicando (anche a gesti), cantando, sia per noi educatori, perché ci siamo confrontati con una realtà diversa nel modo di vivere e di fare scoutismo. Il messaggio che volevamo far recepire ai ragazzi è arrivato nel modo giusto, ma di questo il merito non è solo nostro, ma anche dei loro genitori, che dopo un attimo di smarrimento sono stati fantastici nel seguire i ragazzi in tutte le attività e nell'avere fiducia in noi per il buon svolgimento del campo.

Ringraziamo veramente tutti quelli che ci hanno aiutato a poter vivere e far vivere questa esperienza ai nostri ragazzi. BUONA CACCIA!

I Vecchi Lupi

 

Nelle foto:

Il gruppo al completo

Davide e Stefano con Norby e Christian

Leonardo

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, agosto-settembre 1999

 

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