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SCUOLE MUGELLANE, PROMOSSI MENO DELLA META’

Le vacanze dei rimandati

Complesso Giotto Ulivi e Chino ChiniSon tornate le “vacanze amare” per tanti studenti mugellani. Tornati gli esami di riparazione, a settembre, per molti  di loro sarà un’estate un po’ diversa, e più faticosa. Con l’assillo dei genitori e del loro invito ricorrente a studiare, con un mese che li ha visto costretti ai corsi di recupero promossi dalla scuola, oppure con la frequenza di ripetizioni private per cercare di colmare le lacune. Perché i primi di settembre tornerà lo stress dell’esame di ripetizione, finita la stagione dei debiti formativi.

Ma qual è la situazione in Mugello? Non buona. Vediamo alcuni dati significativi.

Al “Giotto Ulivi” le prime quest’anno sono state ultimate da 233 ragazzi: soltanto 107 sono stati promossi a giugno, 51 sono stati bocciati e 75 rimandati a settembre. Ancor meno i promossi al “Chino Chini”: su 203 ragazzi di prima (e già nell’anno se ne erano ritirati  21), solo 79 ce l’hanno fatta a giugno, 38 sono stati bocciati, mentre 86 dovranno riparare a settembre.

Anche lo scorso anno, quando vigeva il sistema dei debiti e non c’era esame di riparazione, non era mancata severità di giudizio. Al “Chini”, sempre in prima, furono ancor meno le promozioni, 68 su 208, con più bocciature, 48. Al Liceo invece in prima, anno scorso, era andata meglio quanto a bocciature: se i promossi furono 108 su 237, i bocciati furono 36 (rispetto ai 51 di quest’anno), mentre a 93 furono dati uno o più debiti formativi. Sempre un anno fa al Giotto Ulivi si fu ben più duri in seconda: se quest’anno infatti su 203 ragazzi, ne sono stati promossi 110, l’anno prima erano stati 96 su 222. E i bocciati furono 31, contro i 19 di quest’anno. E se 95 ebbero uno o più debiti, quest’anno in seconda saranno 75 a dover fare l’esame di riparazione settembrino.

Continuiamo con i dati. Al professionale borghigiano in terza ci sono gli esami di qualifica: quest’anno sono stati 197 a farli, e 175 sono stati i promossi. In quarta classe su 98 studenti, 59 sono stati promossi, 5 bocciati, e 34 rimandati a settembre (un anno fa i bocciati furono ben 15 e i promossi a giugno 27). Infine, l’esame di Stato  quest’anno ha visto al Chini 86 candidati: otto non sono stati ammessi, 76 lo hanno superato, due sono stati i bocciati.

Al “Giotto Ulivi” nelle classi terze, frequentate da 205 studenti, in 118 sono stati promossi (109 un anno fa), 15 sono stati i bocciati (16 l’anno precedente) e 72 sono stati i rimandati a settembre. In quarta, su 202 studenti, 116 sono stati i promossi (un anno fa su 184 frequentanti i promossi erano stati 73), 16 i bocciati (14 l’anno scorso), mentre sono 70 i rimandati a settembre. 170 infine sono stati gli studenti che hanno affrontato l’esame di Stato, e sei sono stati i bocciati. Tra i 164 diplomati ci sono stati tre 100 e lode, 13 100, 15 diplomati con votazioni tra 90 e 98, mentre in 14 si sono diplomati col minimo, e 40 con voto tra 61 e 69.

“Almeno in teoria –spiega Alessandro Banchi, insegnante al Chino Chini- è stata un annata di maggior rigore. Ci si è resi conto che non era possibile che uno studente avesse un debito formativo, anche in materie fondamentali, e potesse comunque andare avanti. Adesso c’è una selezione maggiore. Il problema vero è che in molte scuole non hanno organizzato neppure i corsi estivi”.

Sulla sostanza il professor Banchi qualche dubbio ancora lo mantiene: “Ci sono ragazzi  ‘rimandati’ con quattro materie. Ma è possibile recuperare quattro materie? Il rigore vero, a questo punto sarebbe stato bocciare, ovvero fare le cose con serietà e non pretendere l’impossibile. Perché è ben difficile sanare con un corso di dieci ore, quanto non hai appreso in un intero anno. Del resto così si faceva anche con i debiti, quando si certificava un recupero in dieci ore quando non avevi imparato n centocinquanta. Di fatto si ripropongono i soliti difetti di disorganizzazione, di faciloneria delle nostre scuole, con azioni che non incidono effettivamente sulle carenze gravi. E in questi casi la ripetizione dell’anno può essere sicuramente e più seriamente un tentativo di soluzione”.

Se il “Chino Chini” un mese di corsi di recupero li ha organizzati, un po’ in tutte le materie (150 ore di matematica, 30 d’italiano, 120 di lingua straniera, ecc.), al “Giotto Ulivi” i corsi estivi non sono stati neppure avviati: problemi economici, riconosce il prof. Rossi: “Sono stati organizzati molti corsi di sostegno durante l’anno scolastico, e così abbiamo terminato le risorse: non c’erano soldi per pagare gli insegnanti d’estate”.

Così l’unica soluzione è stata o lo studio individuale, o il ricorso alle ripetizioni. Un mercato vasto e variegato, dove operano studenti universitari così come insegnanti in pensione, e talvolta con cifre, specie per i secondi, talvolta esorbitanti. A calmierare il mercato ci pensa il Centro Studi Mugello, l’unica struttura privata che promuove regolarmente lezioni di sostegno. Presenza ormai consolidata, visto che opera dal 1994, e che offre quindi un buon polso della situazione: “Quest’anno –dice il direttore Carmelo Casile- abbiamo registrato un incremento di richieste. Del resto la nostra è una struttura che offre un servizio ampio ed è in grado di soddisfare ogni tipo di richiesta, dall’elettronica al greco. Quali sono le materie più ostiche, ovvero più richieste? In primo luogo matematica, poi latino, poi ancora inglese ed economia aziendale. Molto meno l’italiano. I nostri prezzi? Come trent’anni fa, dai 14 ai 16,70 euro l’ora, secondo i vari livelli”.

Del resto, specie per gli studenti del liceo borghigiano, la scelta delle ripetizioni individuali è stata pressoché obbligata: e non sono mancate famiglie che si sono lamentate del fatto che al Giotto Ulivi d’estate non sia stato promosso niente, delegando in toto alle famiglie l’onere della riparazione.

 

Paolo Guidotti

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2008

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