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Società - Scuola
ANCHE LA SCUOLA DELLE STIMMATINE 
ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA

Scuola libera, per tutti

I rappresentanti della Scuola delle Stimmatine di Borgo San Lorenzo a RomaA conclusione dell'assemblea nazionale sulla scuola cattolica (Roma 27-30 Ottobre) sul tema "Per un progetto di scuola alle soglie del XXI secolo", circa 200.000, tra alunni, genitori, insegnanti e dirigenti di scuole cattoliche di ogni grado, hanno partecipato, in piazza San Pietro, alla presenza del pontefice, agli interventi finali. Tra tutte queste persone ce ne erano anche un centinaio delle scuole stimmatine di Borgo San Lorenzo, che partiti con due autobus la mattina alle 5 erano là testimoni della scuola materna ed elementare. Organizzare così tante persone (pensate al parcheggio per 4.000 bus!) non è impresa facile e così ogni scuola aveva un posteggio assegnato in precedenza. Il nostro, insieme alle scuole della Toscana (12.000 presenze), Marche e Umbria era quello dello stadio Flaminio, da dove, con un bus urbano, siamo arrivati nei pressi di San Pietro. Ancora quindici minuti a piedi, ormai in corteo e guidati dalla perfetta organizzazione, e ci siamo affacciati sull'enorme piazza, ormai quasi completamente piena. Per fortuna c'erano 3 grandi schermi, perché dalla nostra postazione non si vedeva un granché, e così con qualche ragazzo a sedere per terra e qualcun altro sulle spalle per vedere meglio sono iniziati gli interventi: il cardinale Ruini, insegnanti di scuole cattoliche di Madrid, Sarajevo e della Palestina, e Giovanni Paolo II.

 

La scuola cattolica non vive in Italia un momento felice: i costi di gestione sempre più alti hanno provocato in Toscana la chiusura del 10% delle scuole elementari, medie e superiori, ma ancor più alto (circa il 22%) è sempre nella nostra regione il calo delle iscrizioni. Nella lettera in cui il cardinal Ruini ci invitava all'incontro ribadiva la convinzione "di voler continuare, in qualunque situazione, l'impegno educativo verso tutti i ragazzi e giovani, particolarmente versi i più svantaggiati".

 

E Giovanni Paolo II nel suo breve, ma denso intervento ricorda che "la verità che viene da Dio è il principale nutrimento che ci fa crescere come persone, stimola la nostra intelligenza e irrobustisce la nostra libertà". Ha poi sottolineato il valore storico della scuola cattolica che "porta in sé un grande patrimonio di cultura, di sapienza pedagogica, di attenzione alla persona del bambino, dell'adolescente, del giovane, di reciproco sostegno con le famiglie, di capacità di cogliere anticipatamente, con l'intuizione che viene dall'amore, i bisogni e i problemi nuovi che sorgono col mutare dei tempi".

 

Quattro gli appelli del Papa:

ai responsabili politici e istituzionali per rispettare "concretamente il diritto delle famiglie e dei giovani ad una piena libertà di scelta educativa";

 

al nostro interno "per individuare e mettere in atto ogni opportuno sforzo e collaborazione che possano migliorare la qualità della scuola cattolica ed evitare di restringere ulteriormente i suoi spazi di presenza nel paese";

 

ai docenti, religiosi e laici "che spesso operano in condizioni di difficoltà e con forzatamente scarsi riconoscimenti economici: vi chiedo di dare sempre un'anima al vostro impegno, sostenuti dalla certezza che attraverso di esso partecipate in modo speciale alla missione che Cristo ha affidato ai suoi discepoli";

agli alunni e alle famiglie "per dirvi che la scuola cattolica vi appartiene, è per voi, è casa vostra e quindi non vi siete sbagliati a sceglierla, ad amarla e a sostenerla".

I canti del Gen Rosso hanno poi accompagnato il fluire delle tante persone dalla piazza, nel ritorno a quelle scuole per un giorno lasciate vuote per ascoltare la parola del Papa.

Gabriele Raveggi

 

il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 1999 
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