Link alla Homepage
Menu


La copertina del mese
GLI ARTICOLI
il filo centrale

STUDENTI E PROTESTE

Scuole mugellane okkupate

L’”onda” della protesta studentesca non poteva non lambire anche il Mugello. Se in tutt’Italia la mobilitazione contro le “riforme” decise dal ministro della pubblica istruzione Gelmini è stata forte, neppure nella nostra zona sono mancate iniziative e manifestazioni. Così, dopo tanto tempo, le strade di Borgo San Lorenzo hanno visto un lungo corteo di protesta, peraltro senza eccessi e sbavature, dove insieme agli studenti non mancavano né insegnanti né genitori.

Qualcuno potrà eccepire, e neppure del tutto a torto, che guarda caso occupazioni e proteste si attizzano quando la sinistra non è al governo, visto che ai tempi del precedente esecutivo –che peraltro ha assunto decisioni ugualmente controverse e con forti tagli di organico (come per l’Università il decreto Mussi) nessuno è poi sceso in piazza. Ma tant’è. E non v’è dubbio che, comunque sia, le giornate delle occupazioni mettono alla luce problematiche scolastiche e giovanili che è giusto non sottovalutare. 

“Che nelle forme di protesta degli studenti vi sia una certa ripetitività –ragiona Michele Geroni, insegnante al liceo “Giotto Ulivi” di Borgo San Lorenzo- non vi è dubbio. Ma devo riscontrare che quest’anno l’occupazione, nel nostro istituto, è stata gestita dagli studenti con maggiore consapevolezza. Hanno cercato di approfondire alcune tematiche, come le problematiche legate alla situazione universitaria, si sono organizzati in gruppi, non ci sono state esagerazioni. Va da sé che c’è molta disinformazione, ed anche non manca chi coglie la palla al balzo per evitare le lezioni e stare a casa una settimana. Quello che più ha sollecitato i giovani, credo, è stato il tema delle prospettive per il futuro. I decreti del governo infatti non hanno toccato direttamente la scuola superiore: i voti ci sono già, il voto in condotta c’è già, qui non si pone il problema del grembiulino. Piuttosto ci si preoccupa per il futuro, anche nella prospettiva universitaria, vista come messa in forse, un ulteriore colpo verso la precarietà”.

Della serietà degli studenti mugellani dà atto anche il preside del “Giotto Ulivi” prof. Luigi Pansino: “Sì, sono stati piuttosto corretti. E l’occupazione è durata non più di quattro giorni, mentre in altre scuole fiorentine si è protratta ben più a lungo”. E’ stato detto che il preside borghigiano ha preferito usare il “guanto di velluto” usando una certa accondiscendenza. “Credo che usare le maniere forti non convenga, tanto più che la legge neppure ci protegge. C’è una sentenza della Cassazione che stabilisce, in pratica, che in caso di occupazione decisa con procedura democratica, frutto di una decisione volta al miglioramento della scuola, si possa, come dire, chiudere un occhio. Altra cosa sarebbe se vi fosse prevaricazione, o protratta interruzione di pubblico servizio. Così a Borgo San Lorenzo non è stato: c’è stata correttezza da parte dei ragazzi, hanno discusso, si sono comportati bene. Sì, su questo sono soddisfatto, perché non si sono lasciati andare”.

Anche il dirigente scolastico dell’istituto professionale “Chino Chini” spezza una lancia a favore degli studenti. Che alla fine della protesta –nota il prof. Bernando Draghi- hanno riconsegnato perfettamente puliti i locali utilizzati in via Caiani per l’occupazione. E addirittura hanno provveduto a tinteggiare due aule. “Anzitutto –sottolinea il preside del “Chini”-, senza entrare nel merito delle singole questioni, va detto che la protesta dei ragazzi aveva motivazioni solide: se in passato vi erano state proteste più stagionali, stavolta l’argomento, ovvero la ristrutturazione in corso del sistema scolastico, che incide fortemente e può destare preoccupazioni, è legittimo che susciti negli studenti proteste e osservazioni. Come peraltro negli insegnanti, che hanno espresso solidarietà e appoggio all’azione dei ragazzi. Da parte nostra abbiamo avuto contatti continui con il comitato studentesco, e ci siamo accordati positivamente sulle modalità della protesta, con la collaborazione anche delle forze dell’ordine. Sono stati così individuati gli ambienti per l’occupazione e altri dove svolgere la normale attività didattica, che abbiamo garantito anche se sono stati pochissimi i ragazzi che si sono recati a lezione”.

Al “Chini” la protesta è durata una decina di giorni. “Personalmente –aggiunge Draghi- sono rimasto positivamente sorpreso dalla consapevolezza dei ragazzi, della loro capacità organizzativa. Certo, abbiamo 950 studenti, e moltissimi sono di prima, quindi con un minor livello di informazione e consapevolezza, che però mi è parso di veder crescere. La considero quindi un’esperienza positiva. Semmai i limiti sono venuti più dalle nostre difficoltà strutturali. Il nostro infatti è un istituto diviso in più sedi, moltissimi sono studenti pendolari, e non disponiamo di uno spazio per assemblee e riunioni numerose, e dobbiamo condividere l’auditorium del Giotto Ulivi”. 

 “Fin dall’inizio –sottolinea Stefano Malevolti, studente di quinta liceo, sanpierino, tra i promotori dell’occupazione e membro del consiglio d’istituto del “Giotto Ulivi- abbiamo voluto dare un’impronta di serietà alla nostra protesta. Siamo stati in 900 ad occupare, sul serio. Chi entrava firmava, seguiva le lezioni autogestite, e non poteva uscire, e all’uscita metteva una controfirma. Se gli studenti non partecipavano all’occupazione, significava che la protesta non interessava più, e non avrebbe avuto senso continuare. Anche le lezioni autogestite abbiamo cercato di organizzarle al meglio...” C’è chi dice, gli facciamo notare, che “Al torneo di briscola –parole di uno studente di seconda- l’aula era stracolma, alle lezioni autogestite più serie erano in pochissimi”. “Non è vero -replica Malevolti-. Certo, abbiamo previsto anche attività più ricreative, ma abbiamo fatto lezioni anche su ‘Mistero e simbologia’ e sulla storia dell’istruzione in Italia, un corso di yoga, un cineforum. Poi ci siamo impegnati molto per l’organizzazione del corteo”.

Ma come è nata l’occupazione al liceo borghigiano? “Anzitutto vorrei dire che la nostra non è assolutamente una iniziativa partitica. Siamo a-politici. E non contestiamo chi ha fatto la riforma, ma cosa è stato fatto. Com’è iniziata la protesta qui? Eravamo in assemblea per discutere delle liste degli studenti per il consiglio d’istituto, e qualcuno ha domandato: “Perché tutti occupano e noi no?”. Abbiamo così cercato di spiegare quello che stava accadendo, si è illustrata la legge. Ma all’assemblea c’erano 200 ragazzi sui 1100 che frequentano il liceo e allora abbiamo deciso di non decidere subito l’occupazione. E’ stata convocata un’altra assemblea il giorno dopo e abbiamo deciso insieme. Stabilendo di consentire a chi volesse far lezione di farla liberamente, senza blocchi al cancello. Eravamo tutti principianti, nessuno aveva esperienze di occupazioni. Ma credo sia venuta veramente bene. Così com’è venuta bene la manifestazione nelle strade di Borgo. Erano anni che non c’era stato qualcosa del genere..”

E ora? “Visto che le cose non sono cambiate, la protesta continua. Però, ci siamo detti, occupare ad oltranza non serve a niente, bisogna trovare altre forme. Del resto la nostra non è una scuola nota a livello nazionale. Però per il Mugello è importante, e così ci siamo dati l’obiettivo di far conoscere quel che succede nelle scuole, nella realtà mugellana. Faremo un giornale autogestito, e ci stiamo accordando con i professori del Giotto Ulivi per tenere in piazza alcune lezioni, per evidenziare che la protesta non è finita. E con lo stesso scopo pensiamo di organizzare un’assemblea cittadina. Intanto, quando vi sono manifestazioni, mandiamo delegazioni degli studenti del liceo, con il nostro striscione, per essere presenti”. Malevolti spiega le ragioni della protesta: “C’è preoccupazione per il futuro. Le scelte fatte abbasseranno il livello dell’istruzione. E ci sarà il rischio, con l’eliminazione dei tetti sulle tasse e con i tagli, per tanti di non potersi più permettere di frequentare l’università”.

Infine, Malevolti torna sul comportamento degli studenti: “Mi sembra ci sia poco da eccepire. Certo una cosa va riconosciuta: molti ragazzi, se non li trascini a forza, non si interessano di questi argomenti. Ci vorrebbe più iniziativa personale. Ma purtroppo molti hanno scarsa coscienza sociale, a mio giudizio, e quindi non si interessano di quel che accade, e pensano che se ne debbano sempre occupare gli altri”.

Paolo Guidotti

- Foto di Andrea Lapi -

 

Ma la scuola va cambiata....

L’errore del governo, al di là di alcuni aggiustamenti, da molti condivisi, ritorno ai voti, voto in condotta, educazione civica- è stato quello di intervenire più sulla quantità –con il tentativo di sfoltire i ranghi, di tagliare, di risparmiare- che sulla qualità. Sarebbe però un grave errore se le proteste alla fine fossero mirate al mantenimento dell’attuale situazione, sia scolastica che universitaria. Perché molte cose, nelle scuole italiane, non vanno. E molte cose sono complesse. Così, altro errore del governo, non è saggio, su temi così importanti, intervenire in maniera piuttosto improvvisata, a colpi di decreto, senza un minino di coinvolgimento degli operatori e della stessa opinione pubblica.

Scelte di cambiamento che vadano anche nel senso di una diminuzione degli organici, ma mirate a una migliore qualità dell’insegnamento, sarebbero ben accolte da tanti. Perché un organico amplissimo non è di per sé garanzia di una scuola di qualità. Anzi. L’esperienza quotidiana, anche nelle nostre scuole, dice che accanto a insegnanti bravi e scrupolosi, non mancano docenti che sembrano non averne né la vocazione né la capacità. Ma l’attuale sistema li rende di fatto inamovibili. Così come mancano seri controlli, e verifiche periodiche, sulla qualità dell’insegnamento. Forse è per questo che il “maestro unico”... spaventa.

Le polemiche politiche dunque non distolgano dalla sostanza delle questioni. La scuola è istituzione sociale troppo importante.

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2008

Cerca in questo sito gli argomenti sul Mugello che ti interessano powered by FreeFind
Copyright © 2006 - Best viewed with explorer - webmaster Stefano Saporiti contatti: info@ilfilo.net, Tel. 333 3703408