Quel che va e quello che non va in mugello
Il
flop dei musei mugellani/1
Costati milioni e milioni di euro, e sempre più vuoti: la rete museale del Mugello, dodici musei aperti ormai da diversi anni, non solo non riesce a decollare, ma registra ogni anno falle sempre più evidenti. In un intero anno, se si escludono le scolaresche, il museo Chini a Villa Pecori è stato visitato da 344 persone, quello di arte sacra di Vicchio ha avuto 117 visitatori, il museo della pietra serena 346. Eppure sono musei belli, anche se particolari; ben allestiti. Evidentemente quello che non va è prima di tutto la gestione e la promozione. Ogni anno i buoni propositi della Comunità Montana restano buoni propositi, e i comuni si dimostrano sempre più disimpegnati. E poi parlano di promuovere la cultura…
Musei,
i cartelli illeggibili
Dopo anni di attesa i musei del Mugello si sono dotati di cartelli indicatori, di color marrone, posti agli incroci dei diversi paesi mugellani.
Il
risultato è da piangere. Perché sono cartelli speciali, mai visti
altrove: scritte lunghissime e a caratteri minuscoli, assolutamente
inadatti allo scopo, illeggibili. Se li facevano fare a un bambino
di seconda elementare sarebbero venuti meglio.
Saremmo
curiosi di sapere, dalla Comunità montana, quanto sono costati.
Guardare per credere. Si resta senza parole.
Musei & autocritica

Semaforo
verde all’assessore alla cultura della Comunità Montana del
Mugello. Che ha riconosciuto l’insoddisfacente risultato dei
visitatori ai musei della zona, e ha fatto autocritica, oltre a
richiamare i comuni ai loro doveri e ai loro impegni.
Di solito i politici-amministratori, da quelli nazionali fino ai nostri mugellani, non ammettono mai di aver sbagliato, e le critiche le fanno solo agli altri. Bravi solo loro, l’autocritica non è nel loro vocabolario. L’assessore Marchi questa volta ha fatto eccezione, con dichiarazioni pubbliche chiare e oneste. Assai apprezzabile. E magari da imitare.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2007

