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La copertina di questo mese
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chiesa locale & storia

I 750 ANNI DI MONTE SENARIO

Il nostro Sacro Monte

 LE INIZIATIVE PER I 700 ANNI

Per i Fiorentini – ma anche per gran parte dei Mugellani – il Monte Senario ha rappresentato, specie nel secolo scorso (il 1900), la mèta di scampagnate domenicali o di pasquetta: era un classico. 

Da qualche tempo anche l’orizzonte delle “gite fuori porta” si è allargato e si privilegiano mète più allettanti come il mare o l’alta montagna, con attese interminabili in autostrada, sulle quali si recrimina regolarmente (fino all’occasione successiva...).

Tuttavia sono ancora molti quelli che, specie nella bella stagione, raggiungono i boschi e i prati che circondano il Convento dei Servi di Maria, un po’ meno quelli che, per devozione, nel Convento sostano per un momento di riflessione e di raccoglimento.

Eppure, al di là della loro indiscutibile bellezza, questi luoghi raccontano una storia che, proprio quest’anno, ne ha compiuti ufficialmente 700 di anni, anche se in realtà ne conta assai di più.  

Molti e controversi sono i documenti che, in qualche modo, sfiorano o affrontano la storia che narra le vicende dei Servi di Maria; il Davidsohn (1853-1937), nella sua “Storia di Firenze” narra che «Nell’anno 1233 si era costituito un piccolo gruppo di cittadini di Firenze nei quali i sentimenti di pentimento e di espiazione erano particolarmente vivi e che tuttavia, per ragioni a noi ignote, non volevano associarsi alle già esistenti confraternite di penitenti. Essi erano sette, tutti appartenenti alle principali famiglie della città: un Monaldi, un Manetti, un Amidei, un Dell’Antella, gli altri delle famiglie Sostegni, Uguccioni e Falconieri. Da Alessio Falconieri sembra partisse la prima iniziativa dell’associazione; per molto tempo i “sette beati fiorentini”, come furono chiamati più tardi, vissero nel mondo, legati gli uni agli altri soltanto da segreta intesa, poi si riunirono a vita comune in una casetta situata a Cafaggio, nel luogo dove più tardi doveva sorgere il loro celebre convento della Santissima Annunziata. La grande affluenza di visitatori suscitata dalla loro fama di vita severa e santa, li scacciò di là. Decisero di ritirarsi nella solitudine e costruirono un eremitaggio sul frastagliato monte, coperto allora di una fitta foresta, che toglie ai fiorentini la vista verso nord-est, chiamato monte Asinaro (o “Asinaio”, “Asinario”, “Sonoro”, “Sonaio”, ecc. - ndr), oggi monte Senario.»   

I motivi della loro scelta iniziale vengono variamente interpretati (religiosi e politici: ghibellini e guelfi, bianchi e neri...) e anche la via del loro riconoscimento ufficiale come ordine religioso (comunità evangelica penitenziale mendicante, secondo l’antica regola di S. Agostino) sembra sia stata alquanto travagliata, sia per la diffidenza derivante dal proliferare, al tempo, di correnti al limite dell’eresia sia per l’ostilità delle alte gerarchie ecclesiastiche, ed anche di alcuni Pontefici, nei confronti di nuovi ordini mendicanti. Per questi motivi ci sembra opportuno seguire quanto viene tramandato da un frate, Pietro da Todi, il quale, avendo conosciuto l’ultimo dei sette Fondatori, Alessio dei Falconieri, agli inizi del ‘300 pose mano alla “Legenda de origine Ordinis”, ispirandosi anche ad un precedente scritto del Servo di Maria San Filippo da Firenze, contemporaneo dei Fondatori dell’Ordine.

Fiorentini di nascita, i Sette, erano iscritti alla corporazione delle Arti Maggiori, quindi facoltosi commercianti, risiedevano in zone diverse della città e non si conoscevano l’un l’altro; ispirati dalla Madonna, di cui tutti erano devoti, autonomamente e per motivi diversi, si ritrovarono ad operare insieme nello svolgimento di opere di carità e così si legarono spiritualmente con perfetta amicizia e con i vincoli di amore spirituale, prima uno con l’altro e poi tutti e sette insieme.

Lasciate le rispettive famiglie, non senza problemi affettivi ed economici (venderono, secondo il consiglio evangelico, tutto quanto avevano e lo diedero ai poveri), si ritirarono a poche centinaia di metri dalla Porta di Balla, dove una ventina d’anni più tardi avrebbero fondato il convento di S. Maria di Cafaggio e dove oggi sorge la basilica della SS. Annunziata. Dopo alcuni anni di vita a Cafaggio, per potersi dedicare maggiormente alla meditazione cercarono un luogo più solitario e, favoriti dal Vescovo di Firenze, Ardingo, che lo aveva ricevuto in dono dalla famiglia degli Ubaldini, salirono al Monte Senario. Qui eressero sulla viva roccia alcune cellette e un piccolo oratorio dedicato a Santa Maria. Preghiera, silenzio e lavoro caratterizzarono la vita dei Sette che incoraggiati dal Vescovo e da S. Pietro da Verona, cominciarono ad accettare nella loro comunità quelli che chiedevano di farne parte, dando così origine all’Ordine dei Servi di Maria. Nel 1304, Benedetto XI, con una lettera definitiva di approvazione, riconosceva l’esistenza giuridica dell’Ordine che, nel frattempo aveva costituito proprie comunità dapprima in Toscana e poi in tutta l’Italia.

Tracce delle loro rudimentali sistemazioni si trovano tutt’intorno e nella stessa struttura conventuale, cresciuta di secolo in secolo come una monumentale antologia architettonica.

Il 15 gennaio del 1888, papa Leone XIII dichiarava Santi i Sette Fondatori, procedendo alla loro canonizzazione collettiva (primo caso nel settore dei santi non martiri) consolidando la tradizione che riconosceva appunto in sette il numero dei componenti il gruppo iniziale dell’Ordine.

Da allora il Convento ha superato innumerevoli calamità quali guerre, terremoti, epidemie, ha conosciuto la distruzione e il saccheggio, fino alla soppressione, ma grazie al lavoro e alla devozione dei frati che vi sono sempre stati in gran numero, rimane tutt’ora vivo e vitale sempre aperto all’accoglienza di chi vi sale per preghiera o per svago, grazie alla disponibilità fraterna della comunità religiosa che lo custodisce.

Nel 1965 il messaggio dei Sette Fondatori veniva così riletto alla luce del rinnovamento auspicato dal Concilio Vaticano II: «L’Ordine dei frati Servi di Maria, sorto come espressione di vita evangelico-apostolica, è una comunità di uomini riuniti nel nome del Signore Gesù. Come i nostri primi Padri, ci impegnamo a testimoniare il Vangelo in comunione fraterna e ad essere al servizio della Chiesa e dell’umanità, ispirandoci costantemente a Maria, Madre e Serva del Signore.»

Oggi, come ci dice fra Luigi M. De Candido, attuale superiore del Convento, la comunità è composta da diciassette frati, di cui nove sacerdoti, di età compresa fra i 52 e i 92 anni, la maggioranza presenti da decenni.  Il servizio operativo è vario: liturgia conventuale quotidiana aperta a oranti e pellegrini, liturgia eucaristica soprattutto mariana, accoglienza in chiesa per colloquio e sacramento della riconciliazione, accoglienza di pellegrini e gruppi di ritiro, azioni pastorali, preparazione e celebrazione di sacramenti, collaborazione con le parrocchie vicine, servizio alla diocesi, molteplici attività itineranti, qualificata ospitalità conventuale, lavoro manuale, ecc..  La comunità dipende dalla diretta giurisdizione del Priore Generale.

Al Monte Senario, oltre alla visita dell’intero complesso, accompagnati da uno dei religiosi sempre molto disponibili, sono mète obbligate per tutti, pellegrini o escursionisti, il punto di ristoro dove si possono degustare e acquistare le specialità della fabbrica di liquori: la Gemma d’Abeto, l’Elisir di China, l’Amaro del Borghini e l’Alkermes, oppure marmellate, caramelle balsamiche, ecc. e, lungo il piazzale che sulla sinistra del complesso domina la vallata del Mugello, il negozio di ricordi e oggetti sacri, piccolo ma ben fornito anche di interessanti testi storici e religiosi. Negli antichi granai costruiti nel secolo XVII e restaurati nel 1973, inoltre, si può trovare ospitalità e ristoro.  

 


 LE INIZIATIVE PER I 700 ANNI

In occasione del settimo centenario, solennemente celebrato a Roma lo scorso febbraio, da lunedì 19 a sabato 24 luglio 2004, si terrà al Santuario di Monte Senario una Settimana di Storia e Spiritualità dal titolo “1304 – 1404: Due Centenari e Oltre” documenti di storia e suggestioni d’attualità, alla quale interverranno personalità laiche e religiose sui temi più svariati. Il programma completo che prevede anche una Mostra Documentaria (aperta dal 3 luglio al 1° agosto) e una Visita Archeologica, è disponibile presso il Convento (tel. 055 406 441/2 – fax 055 406 554).

Nei giorni 1 – 2 – 3 ottobre 2004 si svolgerà la “Tregiorni Biblica” guidata dal sacerdote biblista don Luca Mazzinghi, dal titolo: “Sapienza e Saggezze Antiche (lettura del libro Qoelet e ascolto di messaggi di Dio all’uomo).

In fine, dal 7 agosto al 19 settembre, nella sala di accoglienza, in una Mostra Iconografica Collettiva, esporranno le proprie  opere: fra Bruno M. Quercetti della comunità dei Servi di Misano, suor M. Cecilia Cocchi delle Serve di Maria – Galeazza, comunità di Dueville (Vicenza) e suor Annamaria Di Domenico monaca ad Arco.

Piero Salvadori

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, maggio-giugno 2004

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