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LA CARTA D'IDENTITA' DEL FIUME

Il fiume Sieve è il maggior affluente di destra dell'Arno. Il suo bacino idrografico ha un'estensione di circa 843 km2 e coincide, nella parte medio superiore, con il bacino intermontano del Mugello. Nel tratto tra Dicomano e Pontassieve la vallata è stata invece generata da una tettonica diversa, che ha formato una valle più stretta e incassata, con una pianura alluvionale molto limitata. Il tratto medio superiore della valle assume un orientamento nord-ovest sud-est mentre la Val di Sieve ha un orientamento nord nord-est - sud sud-ovest; questo diverso assetto dei due tratti della vallata influisce marcatamente sulle condizioni microclimatiche, generando significative variazioni nella tipologia vegetazionale e nell'uso del suolo.

Come parametro di riferimento si riporta la suddivisione dell'intero bacino dell'Arno:

 

I rilievi che delimitano il bacino idrografico della Sieve sono a nord-est la dorsale appenninica per il tratto compreso tra il monte Citerna e il monte Falterona, a sud la dorsale Monte Morello-Monte Giovi e ad ovest i monti della Calvana. Il bacino assume una forma rettangolare con un perimetro di 158 Km.

 

La Sieve. Foto di Mario CalzolaiLa Sieve nasce da Montecuccoli (quota 770 m s.l.m.), rilievo posto lungo la catena della Calvana -nel comune di Barberino di Mugello. La lunghezza totale dell'asta fluviale è di circa 58 Km, dei quali 31 rientranti nel Mugello fino al paese di Vicchio, ed i restanti 27 nella Val di Sieve. E' da notare che una lunghezza maggiore dell'asta si otterrebbe considerando il torrente Stura, affluente di sinistra, che nasce al passo della Futa; in questo caso il corso d'acqua percorrerebbe 62 Km dal monte Citerna fino alla confluenza con l'Arno.

Dal punto di vista delle portate la Sieve è da considerarsi un torrente: alterna infatti portate minime molto basse a momenti particolari in cui si verificano piene con portate di diverse centinaia di metri cubi il secondo. La portata massima può superare i 900 metri cubi al secondo (la portata del 4 novembre 1966 è stata di 1340 mc/sec); la portata superata per almeno 10 giorni all'anno è pari a 86,3 mc/sec, contro una portata minima, in agosto - settembre di soli 0,120 mc/sec anche per i numerosi prelievi presenti lungo il fiume.

 

COSA E' STATO FATTO

Con l'entrata in funzione dell'invaso di Bilancino la Sieve ha cambiato profondamente il suo comportamento. Il contestato effetto sulle piene relativo alla difesa di Firenze risulta notevolmente più marcato avvicinandosi all'invaso. Ma ciò che è cambiato ancor più profondamente è il regime estivo del fiume: le scarse portate riscontrabili a Pontassieve in agosto non dovrebbero più verificarsi (almeno quando l'invaso avrà acqua da scaricare). Quindi si potranno avere costantemente buone quantità di acqua nel fiume. Inoltre sotto l'aspetto della qualità delle acque si è avuto un notevole miglioramento con l'entrata in funzione dell'impianto di depurazione di Borgo San Lorenzo (loc. Rabatta), cui sono allacciate le fognature di Barberino di Mugello, Scarperia, San Piero a Sieve, Vicchio e Borgo San Lorenzo.

 

Un ulteriore miglioramento delle qualità delle acque avverrà con la realizzazione o il completamento, nei comuni di Rufina e Pontassieve, delle opere di depurazione: collettore in riva sinistra, impianto di fitodepurazione, ampliamento del depuratore di Aschietto. Con il completamento di queste opere anche la Val di Sieve ridurrà drasticamente gli scarichi inquinanti nel fiume, permettendo di chiudere il quadro dei lavori di depurazione lungo tutta la vallata.

 

Per quanto riguarda invece lo stato idraulico del fiume, in questi ultimi anni sono stati realizzati o sono in corso di realizzazione numerosi interventi che riguardano i consolidamenti delle sponde e il ripristino di aree in erosione, come pure sono in corso di progettazione gli interventi per la messa in sicurezza idraulica di aree contermini al corso fluviale. In particolare il tratto che va dall'invaso a Sagginale è stato interessato da lavori connessi alla realizzazione della ferrovia ad Alta Velocità. Si è trattato di lavori di consolidamento spondale e rimodellamento morfologico che si sono basati per quanto possibile sull'utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica. Questi interventi hanno interessato in modo pesante il fiume, che durante tutto il 2000 si è presentato spesso con acque intorbidite per la presenza di mezzi e lavori in alveo. Hanno avuto un costo pari a circa 3,5 miliardi.

Da quest'anno il tratto fino a Sagginale non avrà altri lavori in corso, ma si presenterà stabilizzato da un punto di vista morfologico e con una quantità di acqua abbondante e pulita. La vegetazione naturale tenderà a recuperare le aree interessate dai lavori e il fiume assumerà l'aspetto che dovrebbe connotarlo per diversi anni a venire.

E ADESSO?

E adesso si apre una fase nuova per la Sieve. Certamente ha perso un po' di naturalità: il regime idraulico è controllato dall'uomo, che apre e chiude il rubinetto. Ma non si deve dimenticare che fino a qualche anno fa le sue acque erano inquinate, la plastica portata dalle piene ricopriva la vegetazione riparia, erano presenti e attivi fenomeni erosivi diffusi e non controllati. Adesso si sono fatti molti passi avanti. Possiamo tornare a guardare al fiume con uno spirito diverso, possiamo riconciliarci con esso. Quello che dobbiamo fare è riprendere un contatto con il fiume, tornare a viverlo.

 

Quello che succede ed è già successo con le sponde del lago di Bilancino potrebbe accadere, in altre forme, anche con il fiume. Il "parco fluviale" molto spesso presente sulle carte dei piani regolatori dei nostri comuni potrebbe assumere dei contenuti pratici concreti. Alcune idee sono già in ponte: un percorso attrezzato, una sorta di pista ciclabile riservata a pedoni, biciclette e cavalli potrebbe collegare San Piero a Borgo e poi portare a Sagginale e Vicchio, rendendo accessibile l'intero percorso fluviale, per poi magari continuare fino a Pontassieve; il fiume stesso, nella sua valenza spaziale, potrebbe tornare ad essere bagnabile, vivibile, in buona parte della stagione estiva. Il comune di San Piero sta realizzando sul fiume una grande area attrezzata. Per i pescatori si aprono possibilità di utilizzo e gestione molto più ricche ed interessanti di quanto non fosse. E chissà cos'altro: canoe, oasi naturalistiche che ospitino la ricca avifauna che popola sempre più densamente il corso del fiume (aironi, garzette, nitticore, gallinelle d'acqua stanno diventando familiari a chi è uso frequantare le sponde fluviali), zone attrezzate per la pesca, ecc..

Occorre naturalmente verificare cosa accadrà effettivamente quando l'invaso entrerà a regime, con i previsti 8 mc/sec di acqua rilasciata (nel 2000 il rilascio estivo, per altro intermittente, è stato di 4 mc/sec), occorrerà verificare la qualità delle acque dell'invaso, chi e come lo gestirà, occorrerà attendere la fine dei lavori dell'Alta Velocità che hanno occupato e stanno stravolgendo buona parte delle aree alluvionali tra San Piero e Borgo con cantieri e cave. C'è ancora molto da fare. La misura del rapporto che esiste tra una comunità e il suo territorio la si verifica guardando il fiume che vi scorre: è lì che finiscono per scaricarsi gli errori e gli abusi, le distrazioni e la faciloneria che talvolta l'uomo esercita sul paesaggio in cui vive.

Gli sforzi (e i soldi) che sul fiume e intorno al fiume sono e saranno spesi avranno senso solo se riusciremo a considerare la Sieve una risorsa, una opportunità e non più solo un pericolo che ogni novembre torna a farci provare qualche brivido.

GIUSEPPE RONCONI

il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2001
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