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La copertina di questo mese
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Società - Economia

INCHIESTA SUL SINDACATO IN MUGELLO

Sindacato, come stai?
A colloquio con i segretari di CGIL e CISL del Mugello

Alle radici dell'azione sindacale
I risultati delle recenti elezioni per le Rappresentanze Sindacali Unitarie negli enti locali mugellani

Il sindacato è in crisi? Non si direbbe proprio, a vedere i numeri degli iscritti mugellani, specialmente quelli della CGIL (la più consistente organizzazione presente sul territorio, ed anche l'unica in grado di fornire dati disaggregati per la zona Mugello). Gli iscritti della CGIL del Mugello - Val di Sieve, nel 1997 e 1998Ma, se l'identità del sindacato non è ancora messa in discussione al pari di quella dei partiti, da tempo aleggiano alcuni segnali di disaffezione, di "sospetto", di distacco, nei confronti dell'attività sindacale.

A che serve il sindacato?

Serve ancora dunque il sindacato? Lo abbiamo chiesto ai due responsabili di zona dei maggiori sindacati nazionali, CGIL e CISL e la risposta, in questo caso è identica: "Il sindacato serve, e serve più di ieri -dice Pietro Pesci, responsabile della Cisl del Mugello da poche settimane-: il cittadino rischia di essere sempre più isolato, di fronte a problemi nuovi e sempre più complessi e numerosi. Sul piano dei servizi ad esempio c'è una grossa richiesta, e i cittadini si fidano dei servizi offerti dai sindacati". Antonio Lazzaro, segretario della Camera del Lavoro del Mugello e della Val di Sieve concorda: "In una società così complicata servono centri regolatori e di rappresentatività sempre più forti. E le ragioni del sindacato sono sempre più evidenti in una società che tende a parcellizzarsi, a produrre fenomeni di emarginazione sociale ai danni di chi forte non è. Il sindacato è lo strumento che serve a garantire le vere pari opportunità, e lo sottolineo, le pari opportunità, non l'uguaglianza astratta. Poiché i processi produttivi tenderanno ad essere sempre più veloci, e a rendere più obsolete certe figure professionali, il nostro ruolo è anche quello di far sì che non si creino e non crescano sacche di disgregazione. Forse la funzione del sindacato diventa meno importante nell'area delle ridistribuzione del reddito, mentre assume maggiore importanza nella fase della produzione, della tutela dei diritti del lavoratore, non solo in quanto lavoratore, ma in quanto persona a tutto tondo".
Pesci, della Cisl, qualche errore, da parte del sindacato, lo riconosce: "Quando una struttura si sente forte, si sente al massimo del potere, finisce per ubriacarsi, e questo è accaduto. Nella memoria della gente certi errori, certe forzature che hanno portato delusione, non si sono ancora cancellati, se ne avverte ancora il peso. Penso ad esempio a certi scioperi di tipo prettamente politico".

Politica e sindacato
Già, la politica. Sono in molti a puntare il dito contro un sindacato che sarebbe prigioniero di "logiche di maggioranza", componente organico del centro-sinistra. E certo le grandi manifestazioni di piazza che cannoneggiarono Berlusconi più non si son viste con governi sentiti amici. Anche in Mugello il richiamo della politica spesso si è fatto sentire, se è vero che nell'ultima tornata elettorale per il comune di Borgo San Lorenzo i due segretari di CGIL e CISL di allora sottoscrissero tranquillamente un documento di sostegno alla lista dei progressisti. Lazzaro è deciso: "Viviamo -ricorda- in una realtà in cui la sinistra è sempre stata al governo: in Toscana, in Provincia di Firenze, nel Mugello sin dalla fine della guerra le sinistre sono al governo. E nel corso di questi 50 anni l'autonomia l'abbiamo sperimentata. Che oggi poi anche a livello nazionale governi la sinistra, questo può essere un problema per altri, e non per la mia organizzazione. Davvero non c'è bisogno di difenderci da questa accusa". "Per la Cisl -è il parere di Pesci- l'autonomia dalla politica è sempre stata un valore; e questo è un fatto indispensabile per un sindacato che vuole essere anche soggetto politico. Occorre essere equidistanti, in modo da non essere condizionati da nessuno, in modo da essere più liberi. Neppure il sindacato deve far guerra alla politica, ma trovare la strada per avere pari dignità nell'azione politica, sia pure con modalità diverse. La CGIL? Anch'essa si sta incamminando sulla strada dell'autonomia, ma certo in passato era cinghia di trasmissione. E se quello dell'autonomia è un cammino non facile, lo sarà più per la CGIL che per la CISL. Del resto il sindacato si fa in un solo modo, col confronto, non solo con gli iscritti, con il coraggio delle proprie idee, e scontrandosi quando c'è da scontrarsi, senza connivenze e contiguità politiche".

CGIL e CISL
Qual è il grado di collaborazione tra CGIL e CISL? Pesci risponde così: "Personalmente sono sempre stato un fautore dell'unità sindacale, e ritengo che sia un anacronismo una divisione oggi, in tempi di maggiore unità politica -penso all'Ulivo-, quando invece in tempi passati, con maggiore contrapposizione a livello politico, si lavorava di più per l'unità sindacale. Comunque sia meglio un'unità del giorno per giorno, lavorando nei fatti insieme, piuttosto che un'unità convenzionale, calata dall'alto. E in zona questo tipo di unità esiste".I risultati delle elezioni "sindacali" negli enti locali mugellani
Lazzaro è soddisfatto per i risultati ottenuti dalla sua organizzazione, che inverte una tendenza al calo degli iscritti. "E questo avviene -nota il segretario della CGIL- in un momento del tutto particolare per il Mugello, un momento certo non favorevole sul piano occupazionale, con le tante crisi e chiusure che si sono susseguite. Vedere dunque che aumenta il numero dei lavoratori attivi è una soddisfazione. Pur tenendo conto anche del contributo dato dai nuovi iscritti nei cantieri dell'alta velocità. Il fatto è che in queste zone abbiamo avuto un grosso rinnovamento di tutto il gruppo dirigente della struttura, oggi in gran parte composto da giovani, con forti motivazioni. Ed è cambiata anche la composizione della forza lavoro all'interno delle aziende mugellane, con un profondo svecchiamento. Altro elemento importante per spiegare la nostra crescita è sicuramente una più attenta considerazione dei servizi che offriamo: non solo la tutela sindacale nell'ambiente di lavoro, ma anche quella gamma di servizi che vanno dall'attività del patronato sino alle attività del centro fiscale, o alle attività del Sunia, il sindacato degli inquilini, o dell'Unione Consumatori, che è l'associazione per la difesa dei consumatori: offrendo quindi una gamma di servizi che non copre solo la questione del posto di lavoro, bensì tutta una serie di domande che il lavoratore ci pone come cittadino. Questa è la chiave di volta di questo risultato positivo".

C'era una volta il sindacato "duro"Corteo Mobil Plastics (Scarperia)

Un'ultima domanda, ancora a Lazzaro, in merito ai cambiamenti nel "fare sindacato" durante le crisi aziendali: quando chiuse la Ceramica Florence di Scarperia non si contavano le bandiere rosse e non mancò un presidio in piazza con roulotte, quando il calzaturificio San Lorenzo minacciò di licenziare 30 persone fu lunga la serie di cortei e manifestazioni di protesta; oggi lo stesso calzaturificio ha chiuso, senza grandi reazioni di piazza, e anche in altre crisi il sindacato ha mostrato atteggiamenti più soft. "Il problema -replica- non è essere duri o morbidi. Occorre entrare nel merito di ognuna delle questioni. E bisogna misurare l'azione sindacale per come si comporta nello specifico, non usando dunque la categoria del duro e del morbido, ma usando la categoria degli interessi che rappresenta, se li ha tutelati o non tutelati; e se non li ha tutelati, quali sono stati i motivi per cui non è riuscita a tutelarli. E con molta serenità posso dire che il sindacato una stella polare l'ha tenuta sempre: quella di tutelare gli interessi di coloro che rappresentava."

Alle radici dell'azione sindacale

Una delle ragioni forti per cui nel nostro Paese assistiamo ad una pericolosa deriva plebiscitaria della democrazia, è che è venuta meno la prassi della rappresentanza che è - lo ricordiamo - il potere espressamente conferito di agire in nome e per conto altrui. Questa crisi ha investito non solo la politica, ma anche la società nelle sue tante articolazioni. Il sindacato soffre poi in maniera drammatica di un pericoloso deficit di rappresentanza: eccessivo peso della politica, marcata autoreferenzialità dei leader, progressiva invadenza della legge a regolare questioni che devono rimanere patrimonio inalienabile del lavoratore, allontanano gli stessi aderenti da un comune sentire.

Eppure la strada per un recupero di credibilità ed efficienza non è che sia da inventare. Prendiamo l'articolo 2 dello statuto della Cisl, un vero e proprio capolavoro nel suo genere.

"La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori si richiama e si ispira, nella sua azione, ad una concezione che, mentre vede la personalità umana naturalmente svolgersi attraverso l'appartenenza ad una serie organica di comunità sociali, afferma che al rispetto delle esigenze della persona debbono ordinarsi la Società e lo Stato." Il centro è la persona, non la massa; e l'associarsi liberamente è valutato come un'esigenza fondamentale per la crescita personale. E' un intrecciarsi di rapporti interpersonali che forma l'associazione, non il fatto di fruire - per esempio - di servizi fiscali presso lo stesso sportello. C'è poi l'affermazione che la Società e lo Stato vengono dopo le esigenze della persona. Siamo agli antipodi dell'uso dei lavoratori come fanteria per altri scopi.

"Essa (la Cisl) ritiene che le condizioni dell'economia debbano permettere lo sviluppo della personalità umana attraverso la giusta soddisfazione dei suoi bisogni materiali, intellettuali e morali, nell'ordine individuale familiare e sociale." La persona che lavora non ha solo bisogni materiali, ma anche e soprattutto di bisogni intellettuali e morali. Da qui l'importanza che dovrebbe avere nell'associazione sindacale la cultura e la formazione. Solo così l'identità di ciascuno può liberamente svilupparsi ed essere valorizzata.

"Essa (la Cisl) afferma che l'accoglimento del Sindacato democratico e della sua azione nel seno della società civile organizzata determina una costante e inderogabile esigenza strutturale della stessa e costituisce una garanzia e una difesa dell'ordine democratico." Non c'è sindacato senza regime democratico, ma è altrettanto vero che non può esserci regime democratico senza il libero associazionismo sindacale!

Sono argomenti di straordinaria attualità. Peccato che il Sindacato non li ponga ordinariamente all'attenzione dei propri soci e dell'intera società.

Servizio di Paolo Guidotti e Giacomo Ossadi

© il filo, marzo 1999
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