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La copertina di questo mese
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Turismo cultura
I luoghi notevoli di Dicomano
UNA VISITA ALLE OPERE D’ARTE DELLA PIEVE DI SANTA MARIA

Tesori artistici a Dicomano

La pieve di Santa Maria a Dicomano costituisce senza dubbio uno dei più interessanti edifici sacri mugellani, tanto da un punto di vista architettonico, quanto da quello della qualità delle opere d'arte che custodisce. Posta in posizione sopraelevata rispetto al paese di Dicomano, la chiesa, strutturata con facciata a quattro spioventi e tre navate divise da pilastri ed archi, mostra i caratteri peculiari della architettura romanica dei territorio fiorentino nella seconda metà deL XII secolo: risulta infatti evidente la suggestiva semplicità delle linee architettoniche, aliene da intenti plastici e priva (o quasi) di elementi decorativi. La geometrica essenzialità dell'edificio appare ulteriormente accentuata dalla mancanza della sia pur semplice articolazione plastica dell'abside semicircolare, che, però, in origine possedeva. Infatti, fino al XVI secolo, non solo la chiesa era dotata di abside semicircolare, ma l'orientamento dell'edificio era invertito rispetto all'attuale e l'abside sorgeva ove adesso si apre l'ingresso alla chiesa. Questa inversione della collocazione ingresso-altare della chiesa, con il conseguente abbattimento dell'abside, risale ai lavori di rifacimento conclusisi nel 1568, successivi al disastroso sisma del 1542. Di notevole interesse è anche la solida e possente torre campanaria, probabilmente in origine più alta, le cui strette feritoie (che si aprono nella muratura), forse, hanno fatto pensare che appartenesse al sistema fortificatorio dell'antico castello di Dicomano. Una visita all'interno della chiesa, alla ricerca delle sue testimonianze artistiche più significative, consente un proficuo incontro soprattutto con importanti opere del Cinquecento e del Seicento. Nella navata destra si vede un bel rilievo in terracotta policroma di evidente gusto robbiano, raffigurante 'Lo sposalizio di Gioacchino ed Anna,, riferibile alla prima metà del XVI secolo, forse nell'ambito della attività dei fratelli Buglioni o della bottega dei Della Robbia. Più avanti si può ammirare la paia della 'Madonna dei Rosario", opera importante e significativa del pittore fiorentino Santi di Tito (Sansepoicro, 1536 - Firenze, 1603), che interpreta con un fare semplice ma solenne le esigenze della Controriforma, volte a celebrare ed illustrare i Misteri e la Verità della fede. Di sicuro interesse è anche la bella cornice originale in legno, databile come il dipinto agli ultimi decenni del Cinquecento, sulla quale sono raffigurati, entro tondi, i quindici Misteri del Rosario. L'altare della parete di fondo della stessa navata custodisce un altro rilevante dipinto. Si tratta di una tavola con la 'Natività,, eseguita nel 1595 per Ercole dalle Pozze (come è leggibile in una iscrizione posta sulla base dei dipinto) dal pittore Cosimo Gamberucci, attivo a cavallo dei secoli XVI e XVII, allievo del già ricordato Santi di Tito, ed anch'esso fedele alla semplicità didattica ed illustrativa di tanta arte dell'epoca della Controriforma. Anche in questo caso è da ammirare la splendida cornice lignea intagliata, datata 1598, notevole esempio della scuola di intaglio fiorentina della fine del XVI secolo. La grande pala che sovrasta l'altare maggiore della chiesa è "l'Assunta" realizzata dal pittore Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661) nel 1613, come è pos-sibile leggere in una iscrizione apposta al dipinto: LAURENTIUS TERRIUS PLEBANUS CURAVIT FIERI ANNO DOMINI MDCXIII. Il Curradi costituisce uno dei più importanti protagonisti della pittura fiorentina del Seicento, ricco di toni pietistici e semplici, trattati con sottile eleganza e piuttosto raffinati effetti luministici. Nei pressi dell'altare maggiore è visibile anche un piccolo tabernacolo murale in terracotta, riconducibile alla produzione della vasta bottega robbiana del XVI secolo. L'altare di fondo della navata sinistra conserva un ulteriore dipinto raffigurante la "Madonna dei Carmine", variamente attribuito a Giorgio Vasari (Arezzo, 1551 - Firenze, 1574), artista 'ufficiale' del granducato mediceo, architetto e scultore, oltre che pittore, e Giovanni Battista Naldini (Firenze, c. 1537-1591), entrambi grandi protagonisti dei fatti d'arte nella Firenze della seconda metà dei Cinquecento. Infine, nella navata sinistra si vede un bel trittico con la 'Madonna coi Bambino tra i Santi Pietro ed Antonio abate', proveniente dalla non più esistente chiesa di San Pietro a Fosfia ed accostabile genericamente alla scuola fiorentina dello scorcio del Trecento. Dopo aver dato una occhiata al bel pulpito in pietra riccamente scolpita conclude questa rapida descrizione delle opere d'arte della pieve di Santa Maria una 'Madonna in trono e Santi", anticamente appartenente alla chiesa di Santo Stefano a Vicolagna ed attribuita alla scuola del Ghiriandaio dei primi decenni dei Cinquecento. Nel complesso, quindi, la pieve di Santa Maria a Dicomano si rivela, anche ad una frettolosa osservazione, come una delle più preziose testimonianze della quantità e della qualità dei patrimonio artistico della nostra terra, meritevole di essere sempre più conosciuto.

Marco Pinelli

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 1993
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