Link alla Homepage
Menu


La copertina del mese
GLI ARTICOLI
 

QUANDO UN CAMPANILE ATTIVA L’AMICIZIA

La “cocomerata” di Spugnole

Il Campanile di SpugnoleIl Campanile di Spugnole è un punto di riferimento visibile da tutto il territorio di San Piero a Sieve.

La Chiesa, alla quale si può accedere agevolmente sia da Tagliaferro che dal Trebbio, sorge su uno dei più antichi luoghi dedicati al culto della Madonna e faceva parte di un Castello appartenuto ad un ramo degli Ubaldini di cui si ha memoria sin dal 1066, in un atto di donazione che comprendeva: corte, castello, torre e Chiesa di S.Maria, S.Bartolommeo e S.Niccolò a Spugnole.  Tracce della cerchia muraria e delle torri di guardia si trovano, oltre che negli stessi edifici adiacenti alla Chiesa, nelle case coloniche sottostanti: le Capannine, Rabatta, ecc.  Originariamente le chiese erano almeno due: S.Maria e S.Niccolò, che furono riunite nel XIV secolo quando quest’ultima  venne  soppressa e non ne resta traccia alcuna.

L'esterno della casa del campaiolo prima dell'interventoLa facciata originale oggi rimane nascosta dalla canonica costruita in aderenza, ma l’attuale struttura mostra ancora gran parte della muratura originaria in bozze di alberese nell’abside e nei muri perimetrali dove sono chiaramente visibili i numerosi interventi succedutesi nel tempo. 

Nel 1953, con il graduale abbandono dei poderi da parte delle famiglie rurali ed il trasferimento del parroco don Gaspero Cini alla Pieve di Campoli in Val di Pesa, pur restando Chiesa Parrocchiale, la cura del suo popolo venne affidata in parte alla Pieve di S. Giovanni in Petroio ed in parte alla Parrocchia di S. Stefano a Cornetole (Campomigliaio). Nel 1959 chiesa e canonica, già in precarie condizioni, vennero date in custodia alla Superiora delle Suore Crocifissine di via S. Marta, e solo nel 1963, passò definitivamente sotto la giurisdizione di S. Stefano a Cornetole.

L'interno della casa del campaiolo prima dell'interventoSenza una adeguata manutenzione, l’antico complesso risentiva seriamente delle pesanti ingiurie del tempo: la Chiesa e la canonica erano soggette a continue infiltrazioni di acqua e alla casa del campaiolo era crollato addirittura il tetto, portandosi dietro il solaio sottostante, senza che nessuno alzasse un dito, anzi, in quel periodo, ne venne presa in considerazione nientemeno che la vendita a privati.

Nel 1971, fu assegnato alla Parrocchia di S. Stefano il sacerdote don Antonio Ferrara il quale, si rese conto immediatamente della perdita che stava subendo il nostro patrimonio storico e architettonico con l’abbandono di quelle strutture.  

Don Ferrara interessò immediatamente sia la Curia Fiorentina che la Sovrintendenza alle Belle Arti, ma soprattutto riuscì a sensibilizzare un gruppo di parrocchiani e qualche “villeggiante” coinvolgendoli nel restauro conservativo del complesso edilizio.

L'interno della chiesa dopo l'interventoDopo lunghe sollecitazioni e trattative la Sovrintendenza si fece carico del restauro della Chiesa, mentre il gruppo dei volenterosi “amici di Spugnole” avevano iniziato a tappe forzate un lavoro di restauro per salvare le altre strutture.

Iniziò così per Spugnole un periodo d’oro, contrassegnato da tanto duro lavoro ma anche da un clima che rinsaldò vecchie amicizie e ne fece nascere di nuove, in un contesto di convivialità che cresceva insieme al lavoro.  Prima di tutto l’impegno preso con don Antonio ma, poi, anche tante belle ore trascorse in sana allegria, sul lavoro come a tavola o sul prato con tutte le famiglie riunite. E per Ferragosto, quando ancora pochi lasciavano il paese per trascorrere le vacanze al mare o in montagna, veniva organizzata la prima, vera, originale “Festa del Cocomero”, alla quale partecipavano persone provenienti da mezzo Mugello e tanti anche da Firenze e Prato, gente che a Spugnole era stata battezzata o si era sposata. Le campane tornavano per un giorno a suonare, alle 11 veniva celebrata la Messa e nel pomeriggio: buffet caldo e freddo, palo della cuccagna, tiro alla fune, pentolaccia, caccia al tesoro per i più piccini, una favolosa “Pesca di Beneficenza” ogni anno più ricca e... cocomero gratis per tutti!

I lavori terminarono nel 1978 e furono solennemente festeggiati con una indimenticabile cerimonia notturna durante la quale venne portato processionalmente da Campomigliaio e appeso sopra l’altare un Crocifisso dipinto da uno di quei dieci “amici di Spugnole”.

Poi, con il passare degli anni, lento ma inesorabile, il declino: la scomparsa di alcune figure essenziali, le pretese della U.S.L. in merito alla preparazione dei cibi per la Festa (una volta l’anno...), l’inizio delle vacanze altrove, in Italia e nel mondo, ed infine, il trasferimento di don Ferrara ad una parrocchia fiorentina.  

Per qualche anno si sono susseguiti incontri sempre più rari e sempre più malinconici, e Feste sempre meno frequentate.

Oggi la Canonica ospita qualche campo scuola e la Chiesa, che è molto intima e accogliente, viene richiesta per la celebrazione di cerimonie religiose a carattere privato ma è aperta al culto sempre e solo nel giorno della Festa dell’Assunzione, il 15 agosto, occasione per una suggestiva celebrazione eucaristica ed una piccola sagra del cocomero, retaggio di quella “Festa” che ha allietato per anni chi la organizzava e chi vi partecipava.

 

Purtroppo parte della struttura mostra di nuovo gravi cedimenti specie sul lato abside-campanile, e se non sarà tempestivamente oggetto di attenzione da parte delle autorità civili e religiose competenti, rischia di tornare nelle stesse condizioni in cui si trovava agli inizi degli anni settanta.   

Piero Salvadori

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, agosto 2007

Cerca in questo sito gli argomenti sul Mugello che ti interessano powered by FreeFind
Copyright © 2006 - Best viewed with explorer - webmaster Stefano Saporiti contatti: info@ilfilo.net, Tel. 333 3703408