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QUALE FUTURO PER LA STORICA CASA DI RIPOSO DI FIRENZUOLA

SS.Annunziata a rischio?

La casa di riposo di FirenzuolaLa Casa di Riposo SS. Annunziata di Firenzuola non può essere considerata al pari delle tante Residenze Sanitarie Assistenziali, molte delle quali nate come funghi nel tessuto sociale toscano in quest'ultimo lustro con l'unico fine, senz'altro lecito, di occupare spazi di lucro all'interno del Sistema  Socio-Sanitario di assistenza alla persona, soprattutto agli anziani.

La SS. Annunziata vanta una storia ultra-centenaria; ha, mi spingerei a dire, origini sacre perchè in lei presero forma e sostanza le aspirazioni più nobili dell'uomo e cioè l'aiuto e la solidarietà nei confronti di chi ha più bisogno, del malato, dell'indigente, dell'ultimo. In un secolo, il XIX, dove non era retorica o ipocrisia parlare di Valori, ma la semplice constatazione di una missione da svolgere al meglio, nella pochezza delle risorse umane, un gruppo di cittadini volenterosi ed illuminati si lanciarono con entusiasmo nella difficile opera di fondazione di un ricovero ed ospedale a Firenzuola, luogo lontano da tutto e da tutti, per soccorrere ed accogliere i malati del Comune. Lo Spirito che animava questi firenzuolini aveva preso forza ed autorevolezza attraverso l'intervento dell'unica istituzione presente allora nel territorio in grado di dare concretezza ad un progetto tanto ambizioso: la Chiesa Cattolica. Senza la presenza dei sacerdoti e la loro azione di guida affidabile, costante e responsabile, la Casa di Riposo di Firenzuola non avrebbe mai potuto solcare il millennio attraverso tutte le angherie del secolo appena trascorso: due guerre, un bombardamento, la povertà e la miseria del dopoguerra, la ricostruzione.

Oggi, ad oltre cento anni di distanza la Casa di Riposo deve ridisegnare se stessa senza, però, cancellare il suo passato che è l'unica cosa certa che le rimane.

Nel corso di tutti questi anni la nostra istituzione si è mossa all'interno di un quadro normativo in continua evoluzione: nel 1890 lo Stato e le sue emanazioni territoriali dovevano avere il pieno controllo sui “servizi di assistenza alla persona”, poi, lentamente, nel corso degli anni, sino al definitivo pronunciamento del Consiglio di Stato nel 1985 in cui venivano recepiti i riferimenti della Costituzione Repubblicana, la visione muta sino ad apparire del tutto accettabile che persone giuridiche di diritto privato potessero avere finalità socio-assistenziali (di fatto ampiamente verificatosi nella prassi). I fondatori della SS. Annunziata nel 1891 avrebbero accolto con piacere la decisione del Consiglio di Stato, purtroppo loro erano cento anni avanti rispetto ad una classe politico-amministrativa volta verso un modello di Stato di tipo risorgimentale ed accentratore, impegnata a razionalizzare, a volte anche sommariamente, l'ingerenza ecclesiastica nelle funzioni ritenute prettamente pubbliche, quali l'assistenza alla persona in tutte le sue forme (cura, ricovero ed istruzione). Persino nel “vicino” 1969, quando per motivi di lasciti testamentari (il famoso lascito del facoltoso prelato Giorgio Carli) la SS. Annunziata dovette alla fine acquisire una connotazione ben definita, le vecchie rimembranze della legge Crispi del 1890 influirono sul pronunciamento del Capo dello Stato che in essa ravvide la fisionomia di una istituzione pubblica (IPAB appunto) assoggettando il Pio ricovero alla disciplina pubblicistica, in perfetto contrasto con gli atti di fondazione e soprattutto in contro-tendenza  rispetto al mutamento (ancora in fase iniziale) degli orientamenti istituzionali.

Ad intricare ancora di più la vicenda ci si è messo anche il devastante bombardamento del settembre del '44 che rase al suolo Firenzuola. Pure la SS. Annunziata andò completamente distrutta e successivamente riportata all'antico splendore grazie all'intervento economico statale. Furono edificati nuovi locali adeguati alle mutate esigenze di assistenza sanitaria.

Adesso, nel momento storico in cui viene, prima concessa la possibilità alle IPAB di depubblicizzarsi (d.p.c.m. 16.02.90) ed addirittura viene di fatto soppresso questo istituto con l'introduzione di nuovi soggetti (L.R.T. 43/04), la popolazione di Firenzuola si spacca in due fazioni contrapposte: coloro che sostengono che la Casa di Riposo è un ente pubblico, lo è sempre stato e dovrà continuare ad esserlo, e gli altri che si ergono a  difensori dell'origine religiosa e privata dell'ente. Ad inasprire la battaglia intestina giocano inoltre interessi di parte, posizione lavorative consolidate, giusti diritti patrimoniali: tutti argomenti sacrosanti, rivendicazioni più che condivisibili, ma che rischiano di far perdere di vista il vero nocciolo della questione. E cioè: solo mantenendo una connotazione più simile possibile alla “vecchia” IPAB si potrà procedere ad un riordino dell'assetto istituzionale della Casa di Riposo al fine di predisporre piani aziendali adeguati ad affrontare una congiuntura incerta nel campo delle residenze sanitarie. In questo settore la crisi inizia a farsi incalzante e si aprono scenari del tutto inaspettati sino a pochi anni fa. La domanda di  ricovero cala drasticamente, le famiglie preferiscono gestire l'anziano a domicilio avvalendosi dell'assistenza integrata della ASL insieme alla presenza di badanti assunte privatamente a tempo pieno ed a basso costo grazie alla massiccia presenza nel territorio di cittadini extracomunitari. Se a fianco di questo panorama generale la SS. Annunziata inserisce la propria “Crisi di Identità”, la miscela diventa esplosiva e capace di far crollare anche la più solida e consolidata impresa aziendale. Tale è la responsabilità onerosa degli attori coinvolti nella contesa: Chiesa, Comune, Regione e dipendenti. Al punto in cui siamo giunti adesso, a causa di complicate scelte politico-amministrative che non voglio descrivere per motivi di sintesi, restano da percorrere due strade: o l' IPAB viene depubblicizzata e dichiarata Fondazione senza scopo di lucro o l' IPAB viene estinta ed inglobata nell'ente pubblico comunale. In entrambi i casi la SS. Annunziata non sarà più quella che è attualmente e cioè un ente pubblico controllato da privati (la maggioranza dei membri del consiglio d'amministrazione è di nomina dell'ente ecclesiastico), avente una propria gestione finanziaria autonoma. Per non addentrarci nei risvolti contrattuali del rapporto di lavoro dei dipendenti è verosimile che nel caso di una estinzione dell' IPAB il personale in carico alla SS. Annunziata verrebbe, in prima battuta, inquadrato nei ruoli organici dell'ente comunale, mentre nel caso di privatizzazione, il personale in servizio dovrà essere reinquadrato con un  contratto di lavoro privatistico. Da ciò si capisce come i dipendenti costituitisi in giudizio contro l'istanza di privatizzazione avanzata dal Consiglio della SS. Annunziata sia in sede regionale che di tribunale ordinario, siano il soggetto più determinato a difendere certi diritti acquisiti e nel voler vedere assicurato un trattamento contrattuale non meno vantaggioso dell'attuale, sebbene nelle leggi che regolano la materia esistano formali tutele. L'azione dei dipendenti ha spaziato in maniera penetrante nel campo politico e partitico, influenzando le decisioni degli esponenti politici locali e regionali. A seguito di ciò la trasformazione dell' IPAB ha assunto le caratteristica di una vera e propria lotta sindacale in cui le priorità dell'azienda o della “proprietà” sono state messe in secondo piano rispetto alla tutela dei diritti lavorativi. Ad oggi sia la Regione che il tribunale ordinario in I grado hanno rifiutato la domanda di privatizzazione ribadendo la natura pubblica della Pia Casa di Riposo cosicchè la situazione è sospesa a mezz'aria con un tribunale che dovrà pronunciarsi in appello ed una Regione Toscana in attesa di istruire la pratica secondo gli indirizzi della L.R.T. 43/04. E nel frattempo la Casa di Riposo “tira a campà” senza infamia ne lode vittima dell'indecisionismo tipico della nostra epoca.

Anche una istituzione forte ed amata come la SS. Annunziata non può sopravvivere se il cambiamento è travolgente, se perdesse pezzi fondamentali della sua storia. Non perirebbe in modo subitaneo, ma si spegnerebbe piano piano come una persona a cui sono stati portati via gli affetti più cari. La SS. Annunziata è nata sotto l'egida dei religiosi; se ciò venisse a mancare, ed avverrà di sicuro se diventasse ente comunale, essa perderà vigore, si indebolirà e non riuscirà ad essere all'altezza nei confronti di un contesto apro e critico, duro quanto le vicessitudini che brillantemente superò durante il secondo conflitto mondiale. Sono cose che tutti i firenzuolini in cuor loro sanno benissimo, è un sentimento profondo che va al di là del piano religioso o della giusta demarcazione fra spirito laico ed appartenenza ad una confessione. La Casa di Riposo è nata così, è un dato acquisito, fa parte dell'essenza stessa del paese come i portici e la rocca (alacremente ricostruiti dopo il bombardamento del '44). L'unico modo per salvare il futuro è onorare il nostro passato e la Casa di Riposo fondata da Mons. Medolaghi come ente di fatto (1891), presa in carico dai preti della zona (soc. Tontinaria 1923), posta sotto il patronato dell'Arcivescovo, donata alla Minime Suore di Poggio a Caiano, trasformata in IPAB per acquisire un lascito da un prelato (1969), non potrà fare altro che istituirsi come Fondazione senza scopo di lucro con la partecipazione del Comune, ma sempre sotto la diretta responsabilità dell'istituzione religiosa, forte del fatto che la Chiesa non ha mai abbandonato tutti i suoi figli.    

Marco Zini

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, Luglio 2005

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