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PARCHEGGI E STRADE, TROPPE COSE NON VANNO: UNA LETTERA

Le toppe di Borgo 

La pavimentazione in Malacoda. Foto di Andrea LapiFinalmente anche a Borgo è partita la fase sperimentale del parcheggio a pagamento “Gratta e sosta”. Dico finalmente, perché ormai erano mesi che si sentiva parlare di questo evento, con tono più o meno critico.

Anche se ho sempre letto gli articoli informativi su Comune notizie, devo ammettere che mi è poco chiaro il motivo di tale decisione. Prendiamo per buona l’ipotesi che in Borgo il traffico automobilistico cominci ad essere pesante: troppe auto, troppi autisti indisciplinati, troppi autisti con il cellulare in mano, troppe infrazioni stradali, troppe auto parcheggiate irregolarmente.

Che fare? Una soluzione a questo problema potrebbe essere quella di incentivare l’uso della bicicletta o dell’andar a piedi, avrà pensato la nostra giunta comunale. E chissà se questa teoria è stata supportata da alcune considerazioni positive di tale atteggiamento, quale un maggior esercizio fisico, il recupero dei rapporti interpersonali con gli altri borghigiani, il risparmio sul consumo dell’auto. Se questi non fossero tra i motivi principali della decisione di installare i parcheggi a pagamento, certamente non sarebbero da trascurare.

Ma allora mi chiedo: oltre alle strisce blu per terra, non dovrebbero essere fatti altri importanti interventi per tutelare il cittadino?

I marciapiedi sono tutti agibili? Le rastrelliere per parcheggiare le biciclette sono state installate o dovremo utilizzare solo quelle (tra l’altro ancora nuove) dentro i giardini pubblici? Il manto stradale è sicuro?

Ed è qui che…casca il ciclista, se mi è permesso dire. Infatti, a causa di ripetuti lavori stradali e di rattoppi eseguiti in maniera approssimativa, Borgo, a mio avviso, è dotato di molte strade a rischio per i ciclisti e per i pedoni. Sarebbe interessante, allora, sapere: quanti si sono trovati in difficoltà capitando, appunto con la bicicletta, sopra una buca o un asfalto irregolare, per di più con le borse della spesa o peggio ancora con un bambino piccolo sul seggiolino? Quanti sono caduti dalla bicicletta in seguito ad un ostacolo del genere? C’è chi si è infortunato a causa di un marciapiede sconnesso? Qualcuno ha chiesto i danni al Comune o a chi per esso fa la manutenzione delle strade?

Io ho provato a fare una mia classifica delle strade di Borgo più pericolose per i ciclisti, se qualcuno ha altre indicazioni, lo invito ad aggiornarla. Credo che “Il filo” l’ospiterà volentieri.

                        Maria Paola Bordati

 

UN PRIMO ELENCO DI VIE A RISCHIO CADUTA

Questo elenco è stato stilato dalla nostra lettrice, in base alla sua personale esperienza. Invitiamo altri lettori, anche di altri paesi, a segnalare i punti “critici” e pericolosi delle strade mugellane. Li pubblicheremo volentieri, come pro-memoria per le nostre amministrazioni comunali.

 

1 - Viale IV Novembre

A partire da Cristo Re fino al semaforo per la Faentina troviamo uno scalino di asfalto, ereditato dal precedente restauro del manto stradale: se restiamo alla sua destra rischiamo di sbattere contro le macchine parcheggiate, se andiamo alla sua sinistra finiamo sotto le macchine che transitano. Si viaggia sempre col pericolo di cadere perchè la ruota della bicicletta può “sgusciare” su quello scalino.

 

2 – Viale Giovanni XXIII

Situazione analoga nel viale d’ingresso del paese. Ciclisti e motociclisti facciano attenzione, perché toppe e scalini rischiano di farli finire in terra

 

3 - Via degli Argini

E’ strapiena di buche e buchine.

4 - Corso Matteotti

Da piazzale Curtatone e Montanara al Crocifisso è impossibile viaggiare: troppe buche e troppe macchine che cercano di sorpassarti.

 

5 - Piazza Gramsci                                                                     

Gli automobilisti ti maledicono perché appoggi la bicicletta al marciapiede e loro hanno difficoltà a parcheggiare.

 

6 - Piazzale Curtatone e Montanara 

Pericolosa farla con le borse della spesa attaccate al manubrio: troppe buche.

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2002

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