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LOCALI DA VALORIZZARE
Tartufi, l'oro del Mugello
Logico dunque che i tartufai del Mugello siano restii a dare troppe spiegazioni e indicazioni circa la loro attività, tanto che si racconta perfino di pedinamenti e appostamenti col binocolo, per scoprirne i segreti. Vanni Spacchini, presidente dell'associazione Tartufai Mugello, che conta 35 soci, accetta però di buon grado di raccontare i diversi aspetti di questo speciale hobby. "Ormai -dice- sono 40 anni che faccio questa attività. Come si diventa tartufai? Spesso la passione nasce in famiglia: quando mi fidanzai, mio suocero era un vecchio tartufaio e così ho potuto imparare". Perché per trovare i tartufi -o le tartufe, o ancora, come le chiamano in Romagna, le trifole- la cosa fondamentale è l'esperienza. Unita alla passione: "Occorre amare la natura, gli ambienti naturali, i cani. E' un'attività rilassante, andare nel bosco con il cane, con il quale nasce un rapporto molto stretto". Così l'uomo porta il cane nel posto giusto, e il cane mette a servizio il suo odorato. "Bisogna però stargli vicino -nota Spacchini-, perché può capitare che l'animale finisca non solo per trovare, ma anche per mangiare il tartufo".
Il tartufo mugellano ha un mercato ottimo: dalla zona passa un raccoglitore-grossista, che poi lo smercia in tutt'Italia, oppure i tartufai locali vendono le preziose "palline" a ristoratori e privati. Solo a Borgo San Lorenzo sono stati rilasciati 70 tesserini per la raccolta del tartufo, e in tutto il Mugello i cercatori di tartufo sono almeno 400. Da alcuni anni una parte dei tartufai locali si sono associati, e hanno dato vita anche a un appuntamento annuale, che quest'anno si terrà sabato 18 e domenica 19 novembre: "Lo abbiamo fatto per valorizzare il prodotto, che insieme alla città di San Miniato, San Giovanni d'Asso e Volterra, presentiamo come il "tartufo della Toscana"". Ma l'associazione non si limita ad organizzare la mostra-mercato una volta l'anno: "Ci siamo associati per contrastare il degrado ambientale che provoca la diminuzione delle zone tartufigene. Anche in Mugello la situazione è allarmante: il tartufo bianco sta scomparendo. Gli alberi vengono tagliati, le arature "moderne" rovinano gli habitat adatti al tartufo. Così da una parte noi chiediamo maggiore attenzione -c'è anche una legge regionale che si propone di tutelare le zone tartufigene-, e dall'altra operiamo concretamente per questa tutela. Gli associati individuano le zone tartufigene, le chiedono ai proprietari in comodato, con l'impegno a pulire, piantumare, mantenere l'ambiente. E non è cosa facile: i nostri soci hanno l'obbligo di fare almeno otto mezze giornate lavorative. In cambio hanno la possibilità di accedere alle riserve dell'associazione." Ufficialmente la ricerca del tartufo, che ha un suo specifico calendario, è già aperta, dal 10 settembre: ma nella nostra zona fino ad ottobre non si trova granché. E non mancano le gradite sorprese: come quella di un tartufaio mugellano, che anno scorso ne trovò uno eccezionale, dal peso di un kg. e 300 grammi. - - - FOTO DI FRANCESCO NOFERINI - - - |
| il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2000 |


Il
tartufo di Alba, si sa, è rinomatissimo. Ebbene, venivano anche da Alba
ad acquistare il tartufo bianco mugellano. Che, lo garantisce chi se ne
intende, ha forma più irregolare, ma un profumo superiore, molto intenso.
E un valore notevole, se si pensa che un ettogrammo di tartufo bianco
viene pagato dalle 160 alle 200 mila lire, ma può raggiungere, in certe
annate, anche un prezzo di 4 milioni.
Ci
sono zone "speciali" per i tartufi in Mugello? "Diciamo che
nella nostra zona sono molte le aree tartufigene. I tartufi fanno presso i
tigli, i pioppi, i vinchi, le querce, anche il ginepro in certi terreni.
Il tartufo è un fungo misterioso, e non ci sono regole fisse.
L'importante è sapere dove fanno." Perfino nei giardini pubblici di
piazza Dante, davanti al Comune di Borgo, è possibile trovare il tartufo.
Bianco, quello più pregiato: il nero infatti ha un prezzo dieci volte più
basso, tra le 30 e le 40 mila lire l'etto e in Mugello si trova più di
rado, mentre è più abbondante nella zona di Marradi.