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DIETRO LA LAVAGNA
Le delusioni del tartufo borghigiano
“Tutto qui?”: avevano letto della Mostra Mercato del Tartufo bianco a Borgo San Lorenzo su una autorevole rivista turistica; e così avevano deciso di trascorrere il week-end in Mugello, richiamati dalla promessa di un “evento” fatto di sapori e di spettacolo. Ma per un gruppo di turisti in camper, venuti fin dal Friuli, l’esperienza è stata del tutto deludente.
C’è
da capirli. Perché la manifestazione promossa dal Comune di Borgo San Lorenzo
ha anche quest’anno mostrato limiti evidenti. Il primo handicap, del quale nessuno
ha colpe, sono le frequenti condizioni metereologiche avverse: la pioggia è ingrediente
quasi fisso della mostra. E la mancanza di una sede al coperto amplifica questo
handicap. Ma i limiti più evidenti sono di altro genere, e anche l’edizione 2001
li ha evidenziati. Lo hanno riconosciuto ristoratori e semplici cittadini: se
il tartufo è alimento gastronomico di eccelsa qualità, non altrettanto “raffinata”
appare la manifestazione. Tanto che l’impressione netta è quella di sagra, e di
sagra piccola e un po’ raffazzonata. Nelle due piazze in centro c’erano tre padiglioni
coperti: uno occupato da una mostra di quadri (che parevano tra l’altro neppure
particolarmente belli, ma ciò è solo questioni di gusti), che “c’azzeccavano”
ben poco con la manifestazione, un secondo desolatamente semivuoto –occupato da
un caldarrostaio, e il terzo allestito alla carlona, con stand eterogenei, sia
come forma che come qualità, andando dalla carne ai prodotti peruviani. Nessuno
pretende le casette di legno che fanno tanta atmosfera nei mercatini del nord.
Ma un po’ di cura in più, un’uniformità di stile, ed anche un maggior numero di
espositori “in tema” non avrebbero guastato. Altrimenti le cocenti delusioni dei
turisti sono da mettere in conto. Turisti che la prossima volta, c’è da temerlo,
gireranno alla larga dal Mugello.

