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Ragazzi, quale tempo libero?
"Ci siamo chieste -hanno spiegato le promotrici dell'iniziativa- se esista davvero un tempo libero per i ragazzi, dagli 11 ai 14 anni-, oppure se essi siano impegnati in troppe attività; se queste siano realmente scelte da loro e se corrispondano ai loro reali interessi; oppure se lo sport a cui si dedicano maturi in loro solamente l'aspetto agonistico o li aiuti anche a crescere come persone, e quale ruolo riveste la famiglia in tutti questi aspetti". Tra i risultati evidenziati (citando direttamente dall'introduzione dell'indagine):
Infine, per quanto riguarda le conclusioni dell'indagine, i promotori chiariscono che si è volutamente scelto di non "indagare" la valenza educativa delle attività: "ci sembra questo -scrivono- una aspetto che richiede un confronto e un'analisi da fare insieme, per il quale lo strumento della discussione ci appare molto più proficuo, anche perché rimanda a precise scelte educative e progettuali che, riteniamo, vadano esplicitate in una sede più allargata. Dipende da queste ultime infatti capire se è educativo o meno indirizzare i ragazzi ad attività "non organizzate" o "non progettate", o nelle quali si stancano molto ma si divertono anche molto, o in cui si sentono "più liberi" o, viceversa, "più controllati". Quello che ci preme -concludono- "è capire di più e definire meglio, insieme, la valenza di questo "spazio prezioso di vita" cosa a cui ci auguriamo di aver dato un primo contributo con questo nostro lavoro".
UN COMMENTO Giovani La ricerca presentata dal Centro di aggregazione "Chicchessia" sul "tempo libero" dei ragazzi è sicuramente un utile contributo di riflessione su un tema, quello dei giovani, che oggi si presenta tra quelli a cui dare primaria attenzione, per la sua complessità e la sua importanza. Alcuni elementi di tale ricerca interpellano direttamente anche la Chiesa locale, e per questo proviamo, in maniera certo non sistematica, a fare alcune particolari sottolineature. 1 - Dal questionario emergono sostanzialmente tre soli punti di contatto tra giovani e parrocchia. Il primo è il catechismo, il secondo è la frequentazione dei "Salesiani", ovvero del Centro Giovanile, la terza sono gli scout, pur quantitativamente poco rilevanti. Viene da chiedersi se davvero non vi sia altro, oppure se la ricerca è stata un po' approssimativa, tale da non prendere in considerazione altre occasioni di presenza di attività "parrocchiali" nella vita di ragazze e ragazzi. Non ci pare infatti che vi sia solo il "catechismo": le attività dei GRIM, per fare un esempio, coinvolgono anche diverse ragazze delle medie, poi vi sono altre attività rivolte ai giovani, come i "campi-scuola" estivi. 2 - L'indagine poi conferma -e questo pare un dato ben attendibile- la "fuga" dal catechismo non appena oltrepassata la soglia della Cresima: "Nelle attività organizzative -si legge nell'introduzione del Chicchessia- occupa una posizione importante il catechismo che viene svolto dall'85% dei ragazzi. Tuttavia questo scende automaticamente col passare degli anni; solo l'11% dei ragazzi tra i 13 e 14 anni continua a frequentare il catechismo, anche dopo aver ricevuto il sacramento della cresima". E' un dato che fa riflettere, e preoccupa. Non solo: che invita ad una valutazione nuova della pastorale giovanile complessiva. Perché se, come dice l'indagine, il catechismo è una tra le attività che maggiormente i ragazzi vorrebbero "smettere di fare", occorre correre ai ripari. 3 - Il Centro Giovanile: l'indagine lo indica come un "ambito dove i ragazzi, in particolar modo i maschi, si ritrovano volentieri": considerato però "come luogo -è stato detto durante la presentazione della ricerca- dove non c'è niente di organizzato, e proprio per questo i ragazzi si trovano bene". Anche questo è un dato su cui riflettere: davvero al Centro Giovanile non c'è niente di organizzato? Forse non si considera o non si percepisce lo sforzo del gruppo di persone che ormai da tempo lavorano nell'animazione del Centro stesso? 4 - Nel lavoro di gruppo, durante la giornata di presentazione dell'indagine, è emersa una situazione di grande insoddisfazione dei giovani: salvo qualche raro caso -come quello di una ragazzina di Contea che ha raccontato in modo molto costruttivo la sua voglia di stare insieme agli amici e le opportunità offerte dal circolo parrocchiale- i ragazzi presenti hanno lamentato la mancanza di occasioni e spazi, specie nei centri più piccoli. E riconoscendo che ancora uno dei pochi luoghi dove si fa una qualche attività per i giovani è la parrocchia, pur denunciando, alcuni, troppe rigidità e "controlli". 5 - Molto si è parlato infine di "libertà di scelta", e qualcuno ha indicato la necessità di un approccio "neutro", perché "non è più tempo di Peppone e don Camillo". Che i tempi siano cambiati non v'è dubbio. Ma una questione rimane attuale: si può offrire una formazione vera, senza indicare, nella libertà e in un cammino di crescita personale, una ben definitiva concezione della vita? Ovvero: riesce ad educare meglio chi lo fa, certo con competenza, ma soprattutto con passione, perché "crede in qualcosa", o chi invece è costretto, per non indicare "scelte precostituite", a scegliere di volare basso e di suggerire sempre e solo il minimo comune denominatore, od anche chi svolge questo compito in primo luogo come mestiere?Perché, ci sembra, un'aggregazione educativa vera non può mai essere "neutra". Altrimenti, come è destino per tutte le cose insapori, ben presto viene a noia. Anche perché, a ripensarci, la libertà non può significare mettere tutte le scelte, tutti i valori, sullo stesso piano, come in un mercatino di quartiere, dove ognuno può prendere ciò che più gli aggrada. Sennò, alla fine, ci troveremmo senza parole e senza ragioni convincenti di fronte a chi sceglierà la pasticca di ecstasy. L'esperienza insegna che il giovane è aiutato se sente accanto, in modo non oppressivo, persone non che lo blandiscono o che gli dicono "fai quel che ti pare": ma che gli dicono la verità, ovvero che gli propongono, concretamente, ideali capaci di dare senso e gusto alla vita. Servizio di Paolo Guidotti | ||||||||||||
| il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 1999 |



Nei
mesi scorsi il "Chicchessia", centro di aggregazione
giovanile promosso dal Comune di Borgo San Lorenzo fin
dal 1990, ha promosso un'indagine attraverso un questionario
distribuito a tutti i ragazzi della scuola media borghigiana.
L'argomento della ricerca, presentata di recente a Borgo
San Lorenzo, in occasione di una "giornata di studio",
era il "tempo libero" dei ragazzi.