IL PELLEGRINAGGIO
DELLA PARROCCHIA DI BORGO
Giovani
borghigiani
in Terrasanta
Come preparazione al Giubileo del 2000, abbiamo
pensato di ripercorrere le tappe della vita terrena di Gesù,
camminando nelle strade dove Lui davvero ha camminato; ascoltare
la Scrittura nei luoghi dove Lui l'ha annunciata; è stata
una esperienza davvero particolare, una esperienza che ogni
cristiano deve fare una volta nella vita. Abbiamo avuto
la fortuna di avere una guida giovane, ebrea israeliana,
molto preparata.
Ero già stato altre due volte in Palestina nel 1990 e 1992
ma questo Pellegrinaggio è stato singolare. Forse perché
da prete, forse perché con un gruppo con cui e' da cinque
anni che cerchiamo di camminare insieme per scoprire il
volto del Signore, forse perché il Signore ha voluto cosi.
Ci sono stati dei momenti forti: la prima Messa, celebrata
a Nazaret nella Basilica della Annunciazione, il silenzioso
raccoglimento nella traversata del lago di Galilea, l'orto
degli ulivi, l'ultima Messa celebrata al Sepolcro, la visita
al luogo dell'olocausto...
E momenti in cui abbiamo portato un tocco di cultura giovanile
occidentale e mugellana. Ricordo con gioia l'ingresso in
Gerusalemme in un piccolo anfiteatro sulla strada romana
dove ci siamo fermati per fare canti con chitarre, tamburelli
e pifferi; poca gente che guarda perplessa, all'inizio,
e un discreto numero che applaude alla fine. Come dimenticare
lo spettacolo fatto l'ultima sera all'albergo dove gli invitati
ad un matrimonio si sono fermati ad ascoltare ed applaudire
questo gruppo di turisti che cantava e si divertiva. E'
stata composta pure una canzone per ricordare il Pellegrinaggio.
Tante sono le impressioni, le emozioni, gli stati d'animo.
Che cosa resta? Il desiderio di comprendere meglio e gustare
quella scorpacciata di chiese e di luoghi dove il Signore
ha messo la sua tenda in mezzo a noi.
Commentando insieme ai 34 partecipanti si diceva che il
Pellegrinaggio vero e proprio inizia al ritorno.
Abbiamo raccolto un po' di impressioni, le riportiamo sotto.
E per l'Estate 2000? Roma, Giubileo, Incontro Mondiale
dei giovani con il Papa. Siccome è vicino, abbiamo pensato
di andare a piedi chi ci vuole seguire inizi a preparare
lo zaino.
Don Aldo Menichetti
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ricavare un'impressione sulla settimana di pellegrinaggio
trascorsa in Terra Santa, ci siamo soffermati a riflettere
su un aspetto che, in modo ambivalente, ci ha accompagnati
nel corso del nostro viaggio: la confusione. Inizialmente
siamo stati disorientati per il fatto di trovarci in
un luogo per noi tanto sacro, in cui però la vita scorreva
in modo normale, i rumori si avvicendavano, i colori
dei mercatini, i profumi delle spezie, le curiosità
dei turisti ci distraevano.Con fatica però siamo anche
riusciti a gustare la bellezza dei molti momenti d'intimità
col Signore e di inaspettata piacevolissima comunione
tra noi, nonostante l'eterogeneità dei membri del gruppo.L'impressione
che portiamo nel cuore è quella di un viaggio che ci
ha accomunato a tanti fratelli e che, a differenza di
ogni comune bellissima vacanza, è cominciato proprio
col nostro rientro a casa.
SARA, MARIA NOVELLA, SIMONE,
FILIPPO, ANNALISA
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siamo partiti per la Terra Santa non sapevamo a cosa
saremmo esattamente andati incontro, ad esempio per
alcuni il volo in aereo ed il viaggio all'estero erano
esperienze del tutto nuove.E' difficile spiegare le
sensazioni che si provano in una situazione del genere;
innanzitutto una sorprendente unità del gruppo, di per
sé estremamente eterogeneo, che ci ha permesso di vivere
in serenità ed allegria tutto il pellegrinaggio, poi
il clima spirituale senz'altro disturbato da mille fattori
esterni ma anche stimolato dalla peculiarità dell'esperienza.
In realtà i luoghi sono molto diversi da come ci si
possano immaginare, inglobati e spesso stravolti dalla
vita dei popoli residenti, dal commercio e dalle selvagge
architetture.Quello che resta dopo un momento di smarrimento
è probabilmente che la cosa veramente importante è vivere
quel Vangelo che oggi sentiamo più nostro nella vita
seguendo i passi di Gesù al di là di ogni luogo e di
ogni testimonianza materiale per altro superflua per
la fede. E poi il ritorno, contenti e tristi al contempo,
ansiosi di rivedere i nostri luoghi con occhi rinnovati
dal pellegrinaggio ma dispiaciuti di lasciare quel particolare,
massacrante, bello, intenso stile di vita, i nuovi amici,
i luoghi, persino la guida e l'autista!
ALICE, SANDRA, DAMIANO,
GIANFRANCO, LORENZO, LUCA, PAOLO
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il giorno in cui siamo partiti, solo pochi di noi sapevano
cosa aspettarsi veramente da un pellegrinaggio in Terra
Santa... un'esperienza come questa infatti è senza dubbio
del tutto particolare e ricca di emozioni che riescono
a colpirti davvero nel profondo. Visitare luoghi nei
quali sono presenti culture, religioni e usanze totalmente
diverse le une dalle altre e allo stesso tempo così
distanti dalla nostra quotidianità, ci ha dato l'opportunità
di comprendere meglio differenti modelli di vita confrontandoli
anche con la mentalità del paese in cui siamo cresciuti.
In tal modo questi giorni trascorsi insieme non saranno
solo il ricordo di momenti piacevoli e spensierati,
ma rappresenteranno per noi un continuo spunto di riflessione.
CARLOTTA, GIULIA, LISANNA
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è una città fantastica, affascinante, e il centro attorno
a cui ruotano tre tra le maggiori religioni del mondo;
è un crogiuolo di razze, usi e costumi e per noi, che
l'abbiamo visitata prima di tutto come pellegrini, è
un santuario della fede. Ma contrariamente a quanto
ci eravamo immaginati, niente di quello che un pellegrino
visita è originale e questo è stato per noi una delusione.
Non è rimasto niente di ciò che era al tempo di Cristo,
niente di sicuro per lo meno, ma se uno si ferma e pensa
all'importanza di quello che accadde in quei luoghi,
o lì vicino, a ciò che Gesù disse e a ciò che questo
significa per la nostra fede, allora riesce anche ad
apprezzare quelle presunte reliquie oggetto di liti,
guerre e flash di turisti ingordi di un altro souvenir.
FABIO, ELEONORA
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