Terremoto... lo “scoop” del Filo
e le dimenticanze degli enti pubblici
Certo,
dedicare ai terremoti mugellani la pagina centrale, scrivere sulla locandina del
“nostro prossimo terremoto”, approfondire il tema della protezione civile per il
rischio sismico, e poi, mentre si è da poco in edicola, sentirsi tremare la
terra sotto i piedi, ha fatto un certo effetto anche a noi.
In tanti ci hanno chiesto “chi ci avesse dato la soffiata”, e non è mancato neppure chi ci ha detto che forse abbiamo portato jella. Non siamo indovini, e neppure portiamo sfortuna. Ma la coincidenza ha consentito –anche perché fortunatamente il sisma è stato lieve- si dare ancor maggior valore a quello che era l’assunto di fondo del nostro servizio sul numero precedente. Che il rischio sismico c’è, che bisogna esserne consapevoli senza drammatizzare, che occorre fare in modo di rafforzare le difese, sia per quanto riguarda la protezione civile che per il settore edilizio.
Sappiamo anche come la pubblicazione dei dati circa lo studio dell’Università relativo al rischio sismico nel nostro territorio ha suscitato anche qualche disappunto di troppo in qualche primo cittadino.
E’
vero: il documento che per primo “Il Filo” ha reso noto, era stato consegnato ai
sindaci con la raccomandazione a non divulgarlo. Ma, crediamo, senza la
raccomandazione a tenerlo chiuso in un cassetto. Ovvero: a nostro giudizio la
pubblicazione è stata non solo doverosa, per un elementare principio
giornalistico, ma anche salutare, per aumentare la consapevolezza dell’intera
comunità civile. Questi studi si fanno non per compiacere i docenti di qualche
università, ma per capire meglio i fenomeni, e per prepararsi ad affrontarli.
Non ci sembra che –il documento è di fine 2006- si sia affrontato ad esempio la
questione dell’alto numero di edifici, privati ma anche pubblici, definiti ad
alto rischio. E solo dopo la scossa del terremoto mugellano le istituzioni, a
cominciare dalla giunta regionale, hanno scoperto che ci sono migliaia di
edifici pubblici da mettere in sicurezza. Se può servire per non dimenticare i
problemi, e per stimolare soluzioni efficaci e rapide, ben venga anche qualche
piccola scossa. E qualche pubblicazione sgradita.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2008

