TERREMOTO IN MUGELLO E PROTEZIONE CIVILE
La grande paura

La nostra terra sta cominciando a ballare un po’ troppo spesso. Vero è che dal 416 avanti Cristo –lo ha ricordato di recente la Società della Salute Mugello- gli annali registrano ogni secolo almeno un evento tellurico tra il quarto e il nono grado della scala Mercalli. Vero è, come nota il responsabile della Protezione Civile della Provincia di Firenze Luigi Brandi (che ha casa in Mugello, a Rupecanina, proprio nel luogo dell’epicentro del terremoto recente più pesante, quello del 1919), che in Mugello “eravamo abituati a una serie statistica con una cadenza che vedeva ogni 10-15 anni un fenomeno sismico”.
Ma che invece negli ultimi sei anni i fenomeni si siano
infittiti, con tre episodi di rilievo, fa pensare e anche un po’ preoccupare. Lo
stesso Brandi però invita a prendere atto della realtà, sottolineando un aspetto
positivo: “Ho notato –dice parlando della reazione dei mugellani dopo l’ultima
scossa- l’assenza di isterismi di massa. Sono stato lì tutta la notte, in
Mugello, e ho notato preoccupazione, gente impaurita, ma senza drammi: qualcuno
ha dormito fuori, ma molti sono rientrati nelle loro case. Come se la gente qui
stia imparando a convivere con il terremoto, e del resto chi abita in Mugello
deve farlo per forza”.
Certo quella del 14 settembre è stata una bella scossa:
l’hanno sentita quasi tutti, chi abita ai piani alti ha ballato ben bene, le ore
notturne hanno aumentato i timori. Ma per fortuna è andata bene, con pochi
danni. Tanto che si è parlato di un’ottima occasione per una prova di
esercitazione civile sul campo. E complessivamente la prova è ben riuscita.
Magari mettendo in evidenza anche qualche lacuna. C’è chi si è chiesto che senso
ha che l’area di protezione civile, a Barberino, fosse occupata dal luna park;
se dell’area ci fosse stato bisogno, sarebbe stato un bel problema. Così come è
stato poco comprensibile il convergere delle autorità a Barberino, poco dopo la
scossa: perché, tecnicamente, l’unità di crisi, non si fa mai nel comune
dell’epicentro, tanto più che la centrale operativa della Protezione Civile è a
Borgo San Lorenzo. E, ancora, non hanno funzionato i collegamenti telefonici: la
Protezione Civile della Comunità montana è dotata di un modernissimo
ponte-radio, ma non lo si è riusciti a mettere in funzione. E i cellulari, con
l’etere intasato dalle tante chiamate, sono saltati.
Ma a parte questo, la macchina della Protezione Civile ha
comunque lavorato bene, e tempestivamente. L’ex-assessore alla protezione civile
Vittorio Cavina Pratesi –è decaduto da pochi giorni, per il rinnovo dei vertici
della Comunità montana, ma in questi anni ha seguito la “costruzione” della
Protezione Civile mugellana-, è soddisfatto: “Tutto o quasi ha funzionato bene.
Dieci minuti dopo la scossa la centrale operativa, nel nostro ufficio di Borgo
San Lorenzo, era già in funzione, dopo venti minuti i volontari della Bouturlin
di Barberino erano già all’opera, e i vigili del fuoco sono stati encomiabili
come sempre. Si può dire che il Mugello ha una “squadra” a cui fare affidamento,
una squadra fatta di passione e professionalità, formata da precari, ma davvero
di buon livello”. Luigi Brandi conferma: “Il lavoro comune tra Provincia, Comuni
associati, un volontariato meraviglioso, ha funzionato bene. Decine di squadre,
in tempi rapidissimi, hanno battuto tutta l’area epicentrale, per verificare se
vi fossero stati dei crolli. E’ stato cioè fatto un velocissimo censimento –dei
soccorsi non vi è stato bisogno-, cosa fondamentale perché le prime ore sono
decisivi quando vi siano stati dei crolli. E altrettanto rapida è stata la task
force dei verificatori di
agibilità, una ‘squadra’ composta dai Vigili del Fuoco ma anche dai tecnici dei
Comuni, della Provincia e della Regione, molti dei quali ben formati di recente
avendo operato in Abruzzo, dove hanno effettuato migliaia di verifiche. La
mattina, dalle 6 alle 8 sono state controllate le scuole, un’operazione decisa
durante la notte, e non è poco essere stati in grado di garantire subito il
regolare svolgimento delle lezioni in tutti i comuni”. Magari, dice Brandi, c’è
da lavorare ancora sul coordinamento: “Le risorse ci sono, ma ancora non si
riesce del tutto a coordinarle, a mettersi d’accordo tutti, sul sistema
d’intervento”.
E la terra ballerina del Mugello potrebbe diventare luogo di
sperimentazione di livello nazionale. Vi è un progetto –annuncia Brandi-
coordinato dal professor Ripepe, per l’installazione di una stazione di
rilevazione in grado di stilare “mappe di scuotimento”, ovvero in grado di
fornire, in tempo reale, la stima dei danni sul territorio, immediatamente dopo
il terremoto. “Se ne capisce l’importanza –nota il responsabile della Protezione
civile provinciale-. Sapere con esattezza dove e quanti danni si sono
verificati, consente di calibrare al meglio i soccorsi. E l’idea è di porre qui
in Mugello la prima stazione di rilevazione”.
Paolo Guidotti
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2009

