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Sulla ribalta nazionale la band mugellana ED ORA..., I TETTI TOSCANI!
Potreste sintetizzarci la vostra evoluzione musicale? All'inizio, una decina di anni fa, facevamo riferimento alla musica dei Genesis, Pink Floyd e Jetro Tull per poi passare all'hard rock stile Bon jovi senza disdegnare i gruppi storici italiani (Banco, PFM); in seguito ci siamo spostati verso la musica americana tipo Toto però, la decisione di cantare in italiano ha reso piuttosto banale quel tipo di musica, che è abbastanza semplice, quindi abbiamo di nuovo corretto il nostro stile posizionandoci a metà fra un rock duro e la canzone italiana (tipo Sanremo) creando uno stile abbastanza personale. Come mai avete cambiato nome e come avete scelto il nuovo? La decisione di cantare in italiano ci sembrava in contrasto con un nome straniero, da qui la necessità di trovare un altro nome, nome che deriva dal titolo di una canzone tratta da un poema del Betocchi. Quanto costa mettere su un complesso? Oggi ne avete un riscontro economico? All'inizio la spesa è stata modesta poi l'evoluzione stessa degli strumenti e la necessità di fare musica competitiva, ci ha costretti a comprare una strumentázione che nel complesso ammonta ad alcune decine di milioni. Per quanto riguarda i guadagni, se non facessimo alcune serate, che però non. sono in linea con i nostri obiettivi artistici e musicali, saremmo sempre a rimessa. Quali sono le vostre aspirazioni? E' evidente che il nostro sogno è quello di far diventare la musica la nostra attività primaria, anche perché ritrovarsi per comporre dopo una lunga giornata di lavoro, non è proprio ottimale. Comunque, dopo aver più volte battuto la testa in tempi passati, non ci facciamo illusioni; è evidente che per avere successo bisogna contattare molta gente, darsi da fare e soprattutto trovare un produttore disposto a spendere per incidere un disco; non è certo un campo in cui è facile emergere. Cosa consigliereste a dei giovani che vogliono iniziare a suonare? Innanzitutto di non farsi troppe illusioni, poi l'importante è evidentemente saper suonare bene; premesso questo e disponendo di una buona strumentazione, va detto che ci sono due strade che un gruppo musicale può intraprendere: se si dispone di una buona tecnica, diventare strumentisti e seguire le tournee dei cantanti o diventare compositori per creare la propria musica. La prima strada è più facile ma il lavoro non, è sempre assicurato perché la concorrenza è numerosa. Nella seconda per avere successo, oltre ad una certa creatività, bisogna avere la fortuna di essere notati da persone che contano. Servizio di Donatello Bruschi |
| © il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 1994 |

